Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Benny Gantz a sorpresa a Washington. Biden: “Sarà molto pericoloso se non ci sarà la tregua entro il Ramadan”

Sono 30.631 persone le vittime palestinesi della guerra tra Israele e Hamas. Lo ha reso noto il ministero della Sanità della Gaza aggiungendo che nelle ultime 24 ore ci sono stati 97 morti. Sono 72.043 persone ferite dallo scoppio della guerra il 7 ottobre. L’ultima strage è avvenuta a Khan Younes dove almeno 17 palestinesi, secondo funzionari, sono stati uccisi da un bombardamento israeliano. In totale 97 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore, riporta Reuters sul suo sito.

Sempre su Khan Younes l’esercito israeliano continua la sua offensiva iniziata il 1 dicembre. "Durante l'ultimo giorno, le truppe hanno arrestato decine di terroristi di Hamas e della Jihad islamica che si nascondevano tra la popolazione civile e cercavano di fuggire dalla zona", precisa oggi un comunicato militare, secondo cui sono state trovate armi ed evacuati "civili da zone di combattimento." Inoltre, nel centro della Striscia, nelle ultime ore, circa 20 miliziani sono stati uccisi da "cecchini, carri armati e droni". In tutta la Striscia, inoltre, nell'ultimo giorno sono stati attaccati "più di 50 obiettivi", tra cui postazioni di attacco, depositi di armi, imbocchi di tunnel e infrastrutture militari. Secondo fonti mediche, almeno sette persone sono state uccise e decine ferite nel bombardamento di una piazza del campo di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza. 

Gantz a sopresa a Washington illustra la sua idea del dopo-guerra

L’ex capo di Stato maggiore delle forze di difesa israeliane Benny Gantz intanto si è recato a Washington e ha incontrato la vicepresidente americana Kamala Harris senza l’ok del premier Benjamin Netanyahu presentando pubblicamente i suoi piani (condivisi con la Casa Bianca) sul futuro nella Striscia di Gaza. Il leader del Partito di unità nazionale israeliano, in testa ai sondaggi, e membro del gabinetto di guerra compie un passo per il superamento dell’era Netanyahu e dopo il vertice con Harris e il Consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan chiede di “istituire un’amministrazione internazionale” nella Striscia “in cooperazione con i Paesi della regione e come parte della promozione dei processi di normalizzazione“.

Una mossa che non sarà piaciuta ai membri più estremisti del governo di accordo nazionale che chiedono la guerra a oltranza nell’enclave palestinese, l’occupazione militare di essa e il pieno sostegno agli insediamenti illegali, ma nemmeno allo stesso Netanyahu, scavalcato da Gantz dopo essersi visto rifiutare un colloquio con Joe Biden, con il quale i rapporti sono sempre più freddi, senza potersi permettere di scaricare l’alleato di convenienza.

Le priorità della nuova linea Gantz-Usa è quindi quella di creare un’amministrazione straordinaria della Striscia che permetta, dopo la sconfitta di Hamas, di gestire l’enclave fino a quando non sarà possibile lasciarla sotto il governo di un’Autorità nazionale palestinese riformata dando priorità, in questo periodo, alle forniture di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. Il tutto, ovviamente, mirato anche alla liberazione degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas.

Si arenano ancora i colloqui

Intanto i media internazionali riferiscono che i nuovi colloqui per il cessate il fuoco, in corso da due giorni al Cairo tra Hamas e i mediatori di Usa e Qatar, si sono interrotti senza alcun risultato: sabato i delegati di Israele non si sono presentati al tavolo, accusando il gruppo islamista di non aver fornito informazioni complete sugli ostaggi ancora in vita. Versione smentita da fonti egiziane di alto livello all’emittente statale Al Qahera che “ci sono delle difficoltà, ma i colloqui su Gaza continuano”. Bassem Naim, alto funzionario di Hamas, ha fatto sapere di aver presentato una proposta ai mediatori e di attendere una risposta da Tel Aviv. A questo punto rimangono solo pochi giorni per fermare i combattimenti in tempo per il 10 marzo, giorno d’inizio del Ramadan, il mese sacro islamico del digiuno e della preghiera. “Non permetteremo che la via dei negoziati rimanga aperta indefinitamente mentre l'aggressione e la carestia organizzata contro il nostro popolo continuano”, ha detto un responsabile di Hamas, Osama Hamdan, in conferenza stampa a Beirut. "Sarà molto pericoloso se non ci sarà la tregua a Gaza entro il Ramadan”, ha detto Biden ai giornalisti al seguito a Camp David.


gantz b wikimedia lisa ferdinando

Benny Gantz © Lisa Ferdinando / U.S. Secretary of Defense

Israele, 'distrutto il maxi tunnel di Hamas a Gaza'

Distrutto il tunnel più grande di Hamas scoperto sinora nella Striscia di Gaza. E' quanto hanno annunciato i militari israeliani. Il cunicolo, con vari 'passaggi', scoperto nel nord dell'enclave palestinese a metà dicembre è stato perlustrato e smantellato nelle ultime settimane, hanno reso noto oggi le forze israeliane. L'Esercito ha anche diffuso immagini che mostrano sezioni del tunnel fatte esplodere e militari che gettano cemento in altri passaggi sotterranei. Secondo le forze israeliane (Idf), il tunnel - lungo oltre 4 chilometri a una profondità di circa 50 metri - consentiva il passaggio di mezzi. Il 'labirinto' era a circa 400 metri dal valico di Erez, tra Israele e Gaza, ma - secondo le Idf - non arrivava in territorio israeliano. Dietro al maxi tunnel ci sarebbe Mohammed al-Sinwar, fratello di Yahya al-Sinwar, capo di Hamas nella Striscia. Secondo la stampa israeliana, il tunnel portava al campo profughi di Jabalya.

Gallant mette in guardia contro escalation in Cisgiordania

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha messo in guardia i vertici della difesa e della sicurezza contro un'escalation in Cisgiordania durante il Ramadan che potrebbe danneggiare gli obiettivi della guerra contro Hamas a Gaza. L'avvertimento è contenuto in un documento interno, visionato da Yedioth Ahronoth, indirizzato alle Commissioni Esteri e Difesa della Knesset, al capo di stato maggiore Herzi Halevi, ai capi di Mossad e Shin Bet, David Barnea e Ronen Bar, al consigliere per la sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi e ai membri del gabinetto di Guerra.

Abu Mazen da Erdogan: in agenda tregua, aiuti e Hamas

Il presidente palestinese Abu Mazen è arrivato ad Ankara per incontrare il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il ministro degli Esteri Riyad al Maliki. I due leader discuteranno del dialogo per un cessate il fuoco in corso al Cairo, ma anche della consegna di aiuti umanitari a Gaza. Erdogan ha lanciato numerosi appelli per un cessate il fuoco che porti a una pace duratura sulla Striscia di Gaza, ha accusato il governo israeliano di aver posto in essere un genocidio e  ha chiesto alla Corte di Giustizia internazionale di applicare misure preventive. Proprio le azioni da intraprendere presso la Corte con sede all'Aja costituiscono uno degli argomenti dell'agenda dell'incontro tra Erdogan e Abu Mazen. Il leader turco insiste inoltre per incrementare il flusso di aiuti umanitari turchi verso la Striscia di Gaza in occasione dell'inizio del mese di Ramadan. La Croce Rossa turca ha già annunciato che un piano per la consegna di 2.600 tonnellate di aiuti è già stato attivato. Erdogan inoltre continua a mediare tra l'Autorità Nazionale Palestinese e Hamas, le due organizzazioni palestinesi giunte negli anni scorsi a una rottura che ha portato Anp a governare la Cisgiordania e Hamas al governo nella Striscia di Gaza. 

Onu: "Informazioni convincenti sulle violenze sessuali di Hamas"

Una squadra delle Nazioni Unite afferma che ci sono "informazioni convincenti" secondo cui gli ostaggi israeliani tenuti a Gaza sono stati sottoposti a violenza sessuale da parte di Hamas, compreso stupri e stupri di gruppo negli attacchi del 7 ottobre. Lo riporta la Bbc. Per l'Onu, ci sono motivi per sospettare che gli abusi siano ancora in corso. Il ministero degli Esteri israeliano ha affermato di accogliere con favore il "riconoscimento definitivo che Hamas ha commesso crimini sessuali". Hamas, da parte sua, respinge il rapporto dell'Onu e nega di aver commesso crimini di violenza sessuale e abusi contro le donne durante gli attacchi del 7 ottobre. "Respingiamo fermamente il rapporto pubblicato dal funzionario dell'ONU Patten. Il rapporto, che non fornisce alcuna testimonianza, si basa su testimonianze di "istituzioni israeliane, soldati e testimoni scelti dalle autorità di occupazione per dimostrare questa falsa accusa", si legge in una dichiarazione di Hamas. "Il rapporto arriva dopo i falliti tentativi sionisti di dimostrare queste accuse false e infondate e di nascondere il rapporto dei relatori delle Nazioni Unite secondo cui chiare violazioni dei diritti umani si sono verificate contro donne e ragazze palestinesi da parte dei soldati sionisti", ha affermato Hamas.

Foto di copertina © Imagoeconomica

ARTICOLI CORRELATI

Gaza, Erdogan: ''Attacco ai civili infame, noi pronti a fare da garanti’’

Gaza: Israele spara alla folla accorsa per gli aiuti umanitari, oltre 100 vittime

Gaza, Biden: ''Spero in un cessate il fuoco entro lunedì''. Smentite da Netanyahu e Hamas
  

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos