New York Times e Washington Post: In Ucraina grave la carenza di soldati e di munizioni
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha infine rotto gli indugi e dopo un susseguirsi di voci di corridoio circolate tra i funzionari governativi ha annunciato il licenziamento del suo massimo comandante dell'esercito, Valerii Zaluzhny, per sostituirlo con Oleksandr Syrsky, il comandante delle forze di terra dell'Ucraina.
“L’ho ringraziato per i due anni trascorsi a difendere l’Ucraina. Abbiamo discusso del rinnovamento richiesto dalle forze armate ucraine. Abbiamo anche discusso su chi potrebbe far parte della rinnovata leadership delle forze armate ucraine. Il momento per un tale rinnovamento è adesso. Ho proposto al generale Zaluzhny di restare nella squadra”, ha affermato il leader ucraino sul suo canale Telegram.
Si tratta di una decisione clamorosa che potrebbe avere ripercussioni tutt’altro che scontate sul futuro della guerra. Secondo un recente sondaggio pubblicato dall’Istituto di sociologia di Kiev l’ex capo di Stato maggiore infatti è diventato più popolare del suo stesso presidente, con un indice di gradimento dell’88%, mentre Zelensky non arriverebbe al 62%.
Zaluzhny ha commentato l’annuncio dal proprio canale Telegram dichiarando che “una decisione è stata presa sulla necessità di cambiare approcci e strategia. È arrivato il momento di un rinnovamento della leadership delle Forze Armate ucraine”. È l’epilogo di uno scontro sull’approccio tattico alla guerra che va avanti da mesi.
Un primo contrasto fu evidente durante la feroce battaglia di Bakhmut, quando Zelensky chiese all’esercito uno sforzo enorme in termini di uomini e mezzi per contrastare il tentativo di conquista da parte dei militari di Mosca, poi di fatto avvenuta. Una carneficina che ha macinato unità ben addestrate e risorse preziose che, secondo Zaluzhny, non valeva la pena sostenere, dato che la cittadina era poco più che un avamposto simbolico che però non aveva alcun valore dal punto di vista strategico.
Il cambio di leadership non poteva avvenire in un momento più delicato per la situazione al fronte, dove un clima di sfiducia e rassegnazione regna tra le fila dei soldati ucraini in prima linea, sfiancati da una controffensiva estiva fallimentare e dal progressivo ridursi delle risorse belliche, un tempo garantite da un sostegno incondizionato dell'Occidente, oramai prossimo a divincolarsi dal baratro a cui ha portato il Paese.
Il Washington Post, citando testimonianze dirette dal fronte, parla di una grave carenza di truppe nelle fila dell'AFU. Un comandante della brigata meccanizzata delle forze armate ucraine ha riferito ad esempio che nel suo battaglione sono rimasti meno di 40 fanti a respingere gli attacchi russi nelle trincee, mentre, a suo avviso, questo dovrebbe essere composto da oltre 200 persone.
Alla domanda su quanti nuovi soldati ha ricevuto, un comandante chiamato Oleksandr ha detto che le compagnie della sua unità detengono in media circa il 35% del personale necessario, mentre sono state inviate cinque persone negli ultimi cinque mesi. Le nuove reclute tendono inoltre ad essere scarsamente addestrate, creando un dilemma sull'opportunità di inviare qualcuno immediatamente sul campo di battaglia perché i rinforzi sono così urgentemente necessari, anche se è probabile che vengano feriti o uccisi perché non hanno il “know-how”.
"Dove stiamo andando? Non lo so… Non ci sono prospettive positive. Assolutamente nessuna. Finirà con molte morti, un fallimento globale. E molto probabilmente, penso, il fronte crollerà da qualche parte come è successo per il nemico nel 2022, nella regione di Kharkiv”, ha affermato Oleksandr, interpellato sempre dal WP.
Nel mentre i repubblicani al Congresso USA hanno bloccato, il 7 febbraio, il disegno di legge che includeva i 60 miliardi di dollari in aiuti militari per Kiev. Secondo il New York times l’Ucraina “non sarà sconfitta all’improvviso” senza l’aiuto americano, ma le sue forze inizieranno inevitabilmente a “degradarsi”.
“L’Ucraina potrebbe effettivamente resistere per una parte di quest’anno senza un aumento dell’assistenza militare americana. Ma col tempo non ci sarà più alcuna prospettiva di ricostruire l’Esercito, e lentamente comincerà a perdere”, ha detto Michael Kofman, un esperto di Russia presso il Carnegie Endowment.
Secondo analisti citati nella pubblicazione, i Paesi europei non dispongono delle riserve di armi e munizioni degli Stati Uniti e difficilmente riusciranno a colmare questa lacuna. Senza l’aiuto americano, dicono le fonti, le forze armate del paese potrebbero raggiungere difficoltà disperate già quest’anno, mentre la Russia ha rinvigorito il suo esercito grazie all’aumento della produzione bellica delle armi provenienti da Iran e Corea del Nord.
Tuttavia, secondo il professore Alessandro Orsini, anche se i fondi promessi da Biden fossero sbloccati questo avrebbe ben poca incidenza sul corso della guerra e la vera partita per l’inquilino della Casa Bianca è che l’Ucraina non crolli durante la campagna elettorale, poiché il conflitto ha assunto ormai la caratura di una “guerra personale di Biden contro Putin”.
“I 60 miliardi di Biden non cambierebbero minimamente l’andamento della guerra, né cambierebbero il fatto autoevidente che l’Ucraina ha perso la guerra perché non può liberare le regioni occupate dalla Russia. I 60 miliardi di Biden sarebbero finiti dopo sei mesi. E allora Biden dovrebbe chiedere altri 60 miliardi quest’estate. L’Ucraina, come avevo previsto, è diventata un grande buco nero. Biden ha voluto la guerra con la Russia con tutte le sue forze” afferma Orsini su Sicurezza Internazionale.
Eloquente la situazione dei combattimenti per la città di Avdiivka: secondo i comandanti citati dal NYT, il rapporto tra il fuoco di artiglieria russo e ucraino è da cinque a uno, mentre i soldati affermano che non sparano più a uno o due soldati russi in avvicinamento, a causa della mancanza di munizioni.
La situazione per la città-fortezza si sta velocemente deteriorando: il canale ucraino DeepState scrive che i russi continuano ad avanzare lungo le vie Nezalezhnosti e Sapronova. Hanno avuto inoltre un successo parziale nella zona del ponte ferroviario, prendendo d’assalto le posizioni verso il deposito degli autobus.
"La situazione nella città di Avdiivka sta peggiorando. La strada della vita è a 700 metri di distanza. Hanno sfondato il cavalcavia sopra la ferrovia (a sud-est di AKHZ) e sono andati avanti. Ciò è accompagnato da falsi assalti per ingannare, nonché da un uso mirato, ma molto concentrato, delle armi nella direzione dell'attacco principale”, riferiscono gli analisti militari ucraini che parlano di avanzamenti in un’area larga fino a 2,35 km fino a una profondità massima di 370 metri.
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