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New York Times: funzionari occidentali consigliano all’Ucraina di cambiare tattica e concentrare le truppe a sud, ma Zelensky rifiuta. Leadership militare UE dubita della svolta sulle difese russe

Mentre voci di corridoio trapelate dal capo dell'ufficio del segretario generale della NATO, Stian Jensen, suggeriscono una mancanza di fiducia da parte dell’Occidente nel successo della controffensiva ucraina e paventano il proposito di arrivare ad una pace che contempli cessioni territoriali a Mosca, fonti militari incalzano sulla necessità di ottenere successi immediati entro un mese, prima dell’approssimarsi della stagione invernale.
Il New York Times, citando funzionari occidentali, afferma che gli Stati Uniti chiedono di cambiare tattica, mentre "all'Ucraina restano al massimo sei settimane", prima che le condizioni di pioggia costringano le truppe a fermare i combattimenti.
Una delle fonti ha riferito che Kiev dovrebbe concentrare le forze nella direzione prioritaria di Melitopol, forzando un ulteriore sfondamento dei campi minati russi e di altre strutture difensive, anche se nel processo gli ucraini perderanno più soldati ed equipaggiamento.
Una nuova ecatombe utile almeno a salvare l’immagine di prestigio dell’Alleanza Atlantica dato che, come riporta lo stesso NYT, “l’Ucraina ha iniziato ad attingere alle sue ultime riserve strategiche” e “anche se i combattimenti potrebbero continuare per mesi, gli Stati Uniti e altri funzionari occidentali affermano che la controffensiva dell’Ucraina non avrebbe una potenza di fuoco sufficiente per riconquistare gran parte del 20% del paese occupato dalla Russia”.
Nelle ultime ore anche la leadership militare UE si è mostrata scettica sulla possibile svolta del conflitto a favore di Kiev. Il presidente del comitato militare dell'Unione europea, Robert Briger, ha dichiarato in un'intervista al quotidiano Welt di dubitare della capacità dell'Ucraina di restituire i territori e ha esortato a non aspettare lo sfondamento della linea di difesa russa.
"Questa è una guerra di logoramento, nella quale per il momento non c'è nessun vincitore… Inoltre, la Russia ha una grande massa di armi e un enorme stock di riserve. Su questi punti, la Russia è chiaramente superiore all'Ucraina", ha dichiarato il generale, concludendo che nessuna vittoria è in vista per il prossimo futuro.


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Un deficit nell’approvvigionamento di armamenti che evidentemente non affligge solo Kiev ma, come riportava qualche giorno fa il giornale Faz, vede anche l’Occidente in grave crisi, con le scorte di armi convenzionali esaurite, mentre saranno necessari almeno 7 anni per rifornire l'arsenale di munizioni per carri armati.
A stemperare i toni trionfalistici sulla vittoria finale nei confronti della Russia si è aggiunto anche il generale italiano Marco Bertolini che su Libero ha definito “impensabile” una vittoria ucraina sul campo, data la schiacciante potenza di fuoco russa.
"In senso militare, la vittoria dell'Ucraina è impensabile, dobbiamo prenderne atto e sederci al tavolo delle trattative (...). Questa guerra avrebbe dovuto essere fermata molto prima, ma negli ultimi mesi la retorica "vinceremo" è stata coltivata, alimentando l'opinione pubblica con l'aspettativa di una vittoria impossibile sul campo di battaglia. Gli ucraini non possono vincere", ha affermato Bertolini, secondo cui la potenza di fuoco dell'esercito russo supera il potenziale delle Forze armate ucraine insieme a tutta l'assistenza militare.

Reclutamento nuove unità sempre più difficile
Come scrive il The Guardian, a causa della mobilitazione, decine di migliaia di ucraini hanno lasciato illegalmente il Paese, con i capi dei centri di reclutamento territoriale (TCC) che vendevano ovunque "biglietti bianchi" per fuggire dal Paese a cinquemila dollari.
Nelle ultime settimane Kiev ha deciso di adottare la linea dura contro la corruzione, arrestando le figure più controverse come il commissario militare di Odessa, Evgenij Borisov, che aveva raccolto milioni di dollari in tangenti.
Le perdite elevate, l’afflusso delle vittime di guerra dal fronte nelle città, così come i metodi duri di arruolamento del TCC, scoraggiano gli ucraini dall’entrare nell’esercito.
Secondo i risultati del sondaggio primaverile dell'Ukrayinska Pravda, il 72% degli uomini tra i 25 ed i 34 anni, così come il 66% degli uomini tra i 35 ed i 44 anni, non si sono rivolti agli uffici di registrazione e arruolamento militare dopo l'annuncio della mobilitazione.


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Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky


Zelensky contrario alla concentrazione di truppe a sud
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rifiutato l’idea di trasferire le forze da est per attaccare in direzione sud, affermando che in questo caso Kiev potrebbe perdere ancora più territori.
"Per quanto riguarda lo schieramento delle forze (lungo la linea del fronte, ndr). Abbiamo l'Oriente... Proposta: prendiamo le nostre forze armate e trasferiamole da qualche parte. Dopodiché accadrà quanto segue: un paio di giorni, (e la Federazione Russa conquisterà, ndr) Slavyansk, Kramatorsk, poi Pavlograd, Dnepropetrovsk, Kharkiv ... Non rinunceremo né a Kharkiv né al Donbass", ha affermato in una conferenza stampa trasmessa dal canale televisivo Rada.

Kiev arriva a Rabotino
Recenti riprese video mostrano la bandiera ucraina posizionata sul tetto del consiglio comunale di Rabotino nella regione di Zaporizhzhia. La città è stata riconquistata dalla 47° brigata meccanizzata dopo 71 giorni di sanguinose battaglie. Nei giorni scorsi l'arrivo di nuovi rinforzi dalla 7° Divisione Aviotrasportata ha permesso ai russi di riconquistare alcune posizioni sostituendo le stremate truppe in prima linea, ma il vero scopo sembrava essere solo quello di consentire una comoda ritirata verso la cittadina di Novoprokopivka.
Un piccolo successo tattico oscurato dal fatto che l’insediamento è situato ancora nella zona grigia ancora lontano dalla prima linea russa.

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