Al Forum economico di San Pietroburgo il Capo del Cremlino sconfessa gli analisti occidentali: “Pil russo cresce del +3,3%”
La Russia "ha spostato la prima parte di armi nucleari in Bielorussia. Completeremo l'obiettivo entro fine anno". Lo ha detto il Capo del Cremlino, Vladimir Putin, dal palco del Forum economico di San Pietroburgo. Inoltre, puntualizzando che Mosca detiene più armi nucleari della Nato, Putin ha proseguito: “Vogliono che le riduciamo? Bene, noi non lo faremo”. Così, il discorso di Putin, durato quasi un’ora e mezza, il più lungo mai pronunciato al Forum economico di San Pietroburgo, senza lasciare adito a dubbi, ha chiarito definitivamente che le forniture di armi a Minsk rappresentano un “elemento di deterrenza”, oltre che un segnale chiaro rivolto a chi “pensa di infliggere una sconfitta strategica alla Russia”. Durante il suo discorso, il Presidente della Federazione Russa ha fatto anche alcune allusioni non troppo velate agli Stati Uniti rispetto al conflitto in Ucraina.
Dopo i Leopard toccherà agli F-16
Putin ha infatti ribadito che gli USA hanno creato un precedente “quando hanno usato armi nucleari”. Inoltre, con “un'amministrazione diversa” a Washington, la situazione in Ucraina sarebbe potuta essere differente. I toni del numero uno del Cremlino non sono cambiati nemmeno quando ha illustrato gli effetti della controffensiva ucraina. Spiegando che l’operazione militare di Kiev “non ha alcuna chance di successo”, Putin ha precisato che Mosca è all’altezza di poter colpire e distruggere gli obiettivi designati, proprio come sta accadendo con i carri armati Leopard consegnati all’Ucraina dall’Alleanza atlantica. 
Durante il suo lungo discorso, Putin ha spiegato con fermezza che la sorte riservata ai carri armati sarà destinata irrimediabilmente anche agli F-16. In più, “Se distruggiamo cinque complessi Patriot vicino a Kiev - ha precisato Putin - allora possiamo facilmente distruggere qualsiasi edificio e struttura nel centro di Kiev. Non ci sono restrizioni per questo. Non lo stiamo facendo per una serie di motivi”.
Dall’azione militare alla crescita economica
Dunque, la posizione strategica e militare del Cremlino, almeno per il momento, sembra essere abbastanza contenuta, nonostante gli attacchi alla regione russa di Belgorod e quelli al Cremlino, entrambi ritenuti dal leader russo come il tentativo di provocare “con azioni di ritorsione, gravi e potenti”. Eppure, durante il discorso al Forum economico di San Pietroburgo, si è parlato anche di economia. Così, dopo aver puntualizzato che la disoccupazione lavorativa russa risulta essere molto contenuta, Putin ha spiegato che l'inflazione è rimasta ai livelli minimi, soprattutto “più bassa rispetto ad altri Paesi europei”. Oltre a ciò, il leader del Cremlino, contrariamente alle previsioni occidentali, ha rilevato che il Pil russo ad aprile ha registrato un +3,3%, con una previsione di altri due punti percentuali entro la fine dell’anno. Infine, Vladimir Putin ha ricordato anche il suo amico scomparso, Silvio Berlusconi, per cui ha chiesto un minuto di silenzio, sottolineando che “era un uomo brillante, attivo ed energico. Una persona straordinaria”.
Il negazionismo di Washington
Dopo le parole del Capo del Cremlino, sono arrivate anche quelle di Washington. L’amministrazione Biden ha infatti ribadito che gli Stati Uniti stanno monitorando la situazione in Bielorussia dopo l'annuncio del presidente russo di aver trasferito armi nucleari tattiche, ma al momento non sussistono “motivi validi per cambiare” la posizione americana sul nucleare. Inoltre, ha dichiarato il Segretario di Stato Usa, Antony Blinken, “non c'è alcuna indicazione” che la Russia si stia preparando a condurre una guerra nucleare. E ancora: “Lukashenko fa scelte irresponsabili e provocatorie per cedere il controllo della sovranità bielorussa contro la volontà del popolo bielorusso”.
Fonte: Ansa
Foto di copertina © Imagoeconomica
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