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Sfondato un fronte di 2 km, Blinken: le forze armate ucraine hanno ricevuto tutte le armi per il contrattacco. Mosca: uccisi 240 militari in direzione di Donetsk

Il fronte di Bakhmut è più attivo che mai, nonostante l’ormai esigua area strenuamente difesa dall’esercito di Kiev in mezzo a quel che resta delle rovine cittadine.
Fonti russe parlano di un contrattacco ucraino che avrebbe sfondato le difese di Mosca su un fronte di circa 2km: “Sotto l'assalto dei gruppi corazzati, una delle compagnie ha lasciato le sue posizioni, esponendo un fronte largo quasi 2 km e profondo 500 metri. Bene, in qualche modo lo abbiamo bloccato", ha affermato il capo della Wagner Prigozhin.
La giornalista russa Anastasiya Kashevarova, commentando gli ultimi sviluppi, ha affermato che il motivo dello sfondamento andrebbe ricercato nell’incoerenza delle azioni e nel mancato coordinamento tra la Wagner e la 72a brigata, non a conoscenza del fatto che il gruppo mercenario aveva lasciato sguarnito quel settore del fronte per ottenere successo altrove. Di conseguenza, le forze armate ucraine hanno colpito dove si trovava l'artiglieria della 72a brigata senza un'adeguata copertura per gli aerei d'attacco.
Nel complesso, secondo Kashevarova, le forze ucraine “erano avanzate di 3 km". Un’informazione ribadita dal Kyiv Independent che, citando il comandante del regimento Azov, rende noto che i combattenti della 3ª brigata delle forze armate dell’Ucraina sono avanzati di 2,6 km durante l’assalto alle posizioni russe, uccidendo 64 soldati della 72ª brigata e 5 soldati della Wagner.
Serhiy Cherevatyi, portavoce delle truppe ucraine nell'est, ha affermato che la situazione rimane "difficile" a Bakhmut, ma che Mosca è sempre più costretta a utilizzare unità dell'esercito regolare a causa delle pesanti perdite nel gruppo dell'esercito privato Wagner.
Secondo il Ministero della difesa russo, i distaccamenti d'assalto hanno continuato le operazioni offensive per catturare quartieri nella periferia nord-occidentale e occidentale di Artemovsk (Bakhmut), mentre le forze aviotrasportate frenano le azioni del nemico sui fianchi.
L'agenzia riporta che nelle ultime 24 ore in un giorno in direzione di Donetsk, l'aviazione e l'artiglieria del gruppo "Sud" hanno colpito unità della 67a brigata meccanizzata, 80a d'assalto aereo e 5a d'assalto dell'esercito ucraino nell'area di Krasny, Stupochek nella DPR e nella periferia occidentale di Artemovsk. Inoltre, nell'area dell'insediamento di Belokuzminovka nella DPR, è stato distrutto un magazzino di missili e armi di artiglieria della 55a brigata di artiglieria delle truppe ucraine.
In quest’area, secondo il Dipartimento militare, Kiev avrebbe perso oltre 240 unità, tra militari e mercenari, tre veicoli corazzati da combattimento e un supporto di artiglieria semovente Gvozdika.


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Il segretario di Stato americano, Anthony Blinken © Imagoeconomica


Kiev ha ricevuto tutti gli armamenti per la controffensiva
La controffensiva ucraina è alle porte, oramai è solo questione di tempo. A ribadirlo è stato oggi il segretario di Stato americano Anthony Blinken in una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri britannico James Cleverley.
"Come ho ripetutamente affermato, non si tratta solo di armi, ma anche di addestramento. (...) È molto importante, ovviamente, che abbiano i piani giusti per avere successo. Secondo la mia valutazione, hanno tutto ciò di cui hanno bisogno in queste aree per continuare ad avere successo", ha sostenuto il diplomatico, sulla scia della recente approvazione da parte statunitense dell’ennesimo pacchetto di assistenza militare a lungo termine a Kiev per un importo di 1,2 miliardi di dollari.
Una commessa che includerebbe ulteriori difese aeree, munizioni, equipaggiamento per integrare il sistema di difesa aerea ucraino con armi occidentali, munizioni per contrastare veicoli senza pilota, proiettili, servizi di società satellitari commerciali che forniscono immagini del terreno dallo spazio, nonché addestramento militare ucraino e manutenzione delle attrezzature.
A smorzare tuttavia le aspettative di un’azione risolutiva in grande stile che permetta a Kiev di riconquistare i territori perduti ci ha pensato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba che, in un’intervista al Bild, ha precisato come solo in caso di pieno successo militare si tratterà dell’ultimo tentativo di cambiare le sorti della guerra.
"Non pensate a questa controffensiva come all'ultima, perché non sappiamo cosa ne verrà fuori. Se riusciremo a liberare i nostri territori con questa controffensiva, allora alla fine direte, sì, è stata l'ultima, ma se no, allora significa che dobbiamo prepararci per la prossima controffensiva", ha affermato Kuleba.
Le forze messe in campo da Kiev sarebbero in ogni caso imponenti. Stando a quanto dichiarato da Petr Pavel, presidente della Repubblica ceca (ed ex generale Nato), l'Ucraina sta preparando nove brigate meccanizzate per la controffensiva, per un totale di 72mila uomini, 900 mezzi corazzati e 315 carri armati.
Mosca d’altro canto non è rimasta a guardare e sul fronte sud  in direzione della Crimea, ha predisposto imponenti linee difensive, mentre le sue forze in campo sono state tutt’altro che decimate dall’inizio della guerra. Come dichiarato recentemente dal Comandante Supremo Alleato in Europa Christopher Cavoli la forza di terra russa oggi è più grande di quanto non fosse all'inizio del conflitto e l'Air Force ha perso solo 80 aerei, mentre hanno altri 1.000 mezzi, tra caccia e cacciabombardieri.

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