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“Arming Ukraine” (Armare l’Ucraina, ndr) è un documentario promosso dall'emittente americana Cbs in cui si cita il fondatore dell’ong Blue-Yellow, Jonas Ohman, il quale ha riferito ad aprile che solo il 30% degli aiuti militari arriva sul fronte ucraino.
Il 'Fatto Quotidiano', ha riportato anche che quando il documentario dei reporter Usa è andato in onda l’ira dei vertici ucraini è stata fragorosa ed immediata: Mykhailo Podolyak, consigliere di Zelensky, ha accusato il media di fare propaganda russa e di diffondere fake news.
Ma i timori espressi dai reporter della Cbs sono assai concreti: nel documentario si parla di giochi politici interni quotidiani all'Ucraina, signori della guerra e oligarchi: una combinazione che crea le condizioni ideali per il proliferare di attività illecite, anche legate al trasporto e alla consegna delle armi.
In particolare si parla dei sistemi d’arma modernissimi che gli Usa stanno inviando a Kiev. Potrebbero finire "al mercato nero, che ha prosperato nel Paese grazie alla corruzione dal crollo dell’Unione Sovietica”.
Ohman, riporta sempre il 'Fatto' è stato tacciato di essere un nemico del Paese per cui rischia la vita dal 2014: “Ho detto quella frase perché credo che le cose vanno migliorate”.
È noto che dalla rivoluzione di Maidanm, il fondatore della Ong, rifornisce le truppe ucraine di ottiche, droni, giubbotti anti-proiettili.
Ohman ha anche riferito di altre problematiche non di poco conto: "Sul campo c’è difficoltà a far arrivare le cose giuste, al momento giusto, alle persone giuste. Una guerra non è mai solo armi: è controllo, è far funzionare il sistema”. Quando c’è deficit di tutto - ha detto - c’è soprattutto deficit di logistica. “Faccio degli esempi: non dico che le cose sono state rubate, ma che parte dell’aiuto che era destinato alla front line per un corpo speciale magari poi è finito ad un’altra unità. O in un altro posto. Ci sono armi ferme nei depositi e le domande per spostarle sono infinite: chi le deve avere? Chi le sa usare? Chi deve avere accesso? Ci sono innumerevoli ragioni per cui molte armi non sono state consegnate”. “L’Occidente ha inviato carichi e carichi di artiglieria, ma perché gli ucraini usano i nostri droni per la correzione dei tiri? Noi siamo un ong”. Nonostante l’Ucraina abbia creato una commissione speciale per cercare soluzioni sulla dispersione degli armamenti e la loro tracciabiàità, le riposte tardano ad arrivare. Inoltre, spesso trasporti e distribuzione sono affidati a gruppi di volontari o unità militari poco addestrate.

Fonte: ilfattoquotidiano.it

Foto: it.depositphotos.com

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