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Putin: “200 armi nucleari tattiche in Europa”. Nel Donbass i russi conquistano Severodonetsk, mentre la Cia opera a Kiev

Mosca fornirà a Minsk i sistemi missilistici Iskander-M, capaci di trasportare anche testate atomiche. Ad annunciarlo è stato il presidente russo Vladimir Putin all’apertura dei colloqui con il suo omologo bielorusso Alexander Lukashenko.
“Nei prossimi mesi forniremo alla Bielorussia i sistemi missilistici tattici Iskander-M che, come è noto, possono utilizzare sia missili balistici che da crociera sia nelle modifiche standard che in quelle nucleari", ha affermato Putin, che ha poi evidenziato come “Europa e Usa hanno duecento armi nucleari tattiche con 257 aerei pronti al potenziale uso.
Durante i colloqui Lukashenko ha aggiunto che gli Usa ed i Paesi europei della Nato stanno compiendo voli di esercitazione con aerei “che si preparano a trasportare testate nucleari”.
“Se si esercitano significa che stanno pensando qualcosa” ha concluso il presidente bielorusso.
A questo proposito peserebbe anche l’ammodernamento dell’arsenale nucleare statunitense presente nel nostro paese che consisterebbe, secondo la Federazione degli Scienziati Americani, nella sostituzione entro il 2022/2023 delle obsolete bombe nucleari B61 con le nuove B61-12, teleguidate e progettate per penetrare i bunker dei centri di comando del nemico. Questi ordigni, abbinati ai nuovi caccia F35, secondo il colonnello dell’U.S Air Force responsabile del Comando per il combattimento aereo e della divisione per la deterrenza strategica e l’integrazione nucleare Daniel Jackson costituiscono una capacità di livello strategico che si aggiunge a quella del bombardiere B-2, l’aereo stealth sino ad oggi prominente per l’attacco nucleare.
Mentre prosegue senza sosta una nuova corsa agli armamenti con annessa crescente proliferazione nucleare, la Russia continua ad avanzare nel Donbass.
Il ministero della difesa di Mosca ha annunciato ieri, citato dall’agenzia di stampa Interfax, che le forze russe hanno preso il pieno controllo della città di Severodonetsk dopo settimane di scontri: “Come risultato di operazioni offensive di successo, le unità della milizia popolare della repubblica di Lugansk, con il supporto delle truppe russe, hanno liberato completamente le città di Severodonetsk e Borivske”, ha affermato il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov.
Nella giornata di ieri, come annunciato a RIA Novosti dal tenente colonnello della milizia popolare dell'LNR Andrei Marochko, le forze della repubblica popolare di Lugansk sono entrate a Lisichansk e sarebbero ancora in corso combattimenti.
Questa mattina Anton Herashchenko, consigliere del ministro degli interni ucraino, ha denunciato un attacco missilistico russo che ha colpito un condominio di 9 piani, vicino al terreno di un asilo nel distretto di Shevchenko. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha parlato di due feriti mentre altri si troverebbero ancora intrappolati sotto le macerie dell'edificio.In totale 14 razzi sono stati lanciati dalle truppe russe contro la città e l’area circostante.
Secondo Ria Novosti che ha citato informazioni del ministero della difesa russo, attacchi missilistici delle forze aerospaziali russe avrebbero inferto un duro colpo ai centri di addestramento nelle regioni di Chernihiv, Zhytomyr e Lvov.
"Armi ad alta precisione delle forze aerospaziali russe hanno inflitto un massiccio attacco sul territorio del 169° centro di addestramento delle forze di terra nell'area dell'insediamento di Desna , nella regione di Chernihiv , il 199° centro di addestramento di truppe d'assalto aviotrasportate nell'area di Teterevka , nella regione di Zhytomyr, nonché il 184° centro di addestramento delle forze armate ucraine nel distretto di Starychi nella regione di Lviv", ha osservato il dipartimento militare.
A questo proposito il New York Times ha rivelato ieri che alcuni membri della Cia continuano ad operare in segreto a Kiev, dirigendo gran parte dell’enorme intelligence che gli Stati Uniti condividono con le forze ucraine. Una rete segreta di spie opererebbe in funzione della fornitura di armi, ma anche nella formazione delle truppe.
Nonostante Washington abbia ritirato i propri 150 istruttori militari prima dell’inizio della guerra a febbraio, secondo il Times, che ha citato tre funzionari statunitensi, i commando hanno continuato ad entrare ed uscire dal paese, fornendo un collegamento logistico per armi ed “altri aiuti” sul terreno.

Foto © Imagoeconomica

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