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Il monologo brillante contro l’informazione a senso unico in Italia sulla guerra in Ucraina

A distanza di ormai quattro mesi dall’inizio dell’escalation in Ucraina, la dialettica, la narrativa e la propaganda occidentale è sempre la stessa. Non accenna a cambiare e si rende così, purtroppo, co-responsabile del proseguire delle ostilità. Per questo motivo riteniamo di voler riproporre la brillante l’esibizione.
Sabina Guzzanti, svolta oltre un mese fa alla serata “Pace Proibita”, presentata da Michele Santoro al teatro Ghione di Roma e vista in streaming da oltre 400.000 spettatori. Sabina Guzzanti, nel suo monologo, parlando proprio di propaganda, muove una critica dura e puntigliosa al sistema dell’informazione nazionale, il quale, tranne rare eccezioni, è colpevole di una propaganda a senso unico sulla guerra in Ucraina. Colpa anche di una spettacolarizzazione dell’informazione che sostituisce il ruolo del giornalista con quello dello sceneggiatore. “L’informazione non esprime la varietà di posizioni presenti tra l’opinione pubblica”, recitava la Guzzanti. “La maggioranza contraria all’invio di armi viene sistematicamente ignorata. Per i media non c’è alternativa alla guerra, che rappresentano come uno scontro tra buoni e cattivi, dove la somma degli orrori cancella il “chi, dove, come, quando e perché”. Il sangue delle vittime deve chiamare altro sangue per giustificare la necessità di una sconfitta definitiva dell’aggressore. È ora di dire basta alle armi e di agire in maniera nonviolenta, a partire dall’accoglienza dei profughi di ogni guerra. Creiamo una comunità determinata a far sentire la propria voce”.

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