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La minorenne, di 12 anni, della comunità wichí, era scomparsa da mercoledì 12 gennaio

"Che sia fatta giustizia. Era una bambina piena di sogni, stava per iniziare la scuola, e me l'hanno uccisa", ha lamentato suo papà, Tomás Roberto Flores, nella sua testimonianza per il quotidiano Salta/12. 
Niente colpisce tanto quanto ricevere la notizia che un minorenne ucciso. E’ stato commesso un brutale assassinio: questa  è la conclusione e la cruda verità cui sono arrivati i familiari ed i conoscenti di Julia Flores conosciuta anche nella comunità come Pamela, una piccola di soli 12 anni, appartenente alla comunità wichí, nelle vicinanze della strada 81 che collega la città di Tartagal con Formosa, nella provincia di Salta. La bambina è stata trovata senza vita sabato mattina al chilometro due, tra la vegetazione  del ciglio della strada. Julia era scomparsa mercoledì, ed il suo corpo è stato ritrovato da un uomo della sua stessa comunità che passava per quel luogo.
Sebbene, da parte del Ministero Pubblico di Salta non sono stati forniti ancora dettagli della morte, i familiari assicurano che si tratta di una morte violenta poiché la bambina presenta una ferita di arma bianca al collo, ed era a petto nudo, si sospetta quindi un abuso sessuale. 
Molto vicino al posto del ritrovamento, c'è un albergo che, secondo i membri della comunità, è usato per la vendita di droghe e bevande alcoliche, dove si fermano anche viaggiatori che offrono denaro in cambio di sesso. Il posto confina con la località di Pluma del Pato. 
Il presidente comunale Raúl Manuel ha spiegato che è un posto frequentato da persone provenienti da altri luoghi e che la comunità è preoccupata per i comportamenti derivanti dal consumo di alcool, soprattutto, perché a pagare le conseguenze sono i ragazzi e le ragazze della Misión (comunità) Wichí. 
Inoltre Manuel ha espresso che non avevano fatto una denuncia di scomparsa della bambina perché la zona è praticamente isolata: “Qui noi non abbiamo sicurezza nelle comunità", ha detto. Aggiungendo che "come referente della comunità, ha sempre denunciato chiedendo alla polizia affinché faccia dei percorsi, non abbiamo ricevuto mai risposte”.
Il femminicidio di Julia è stato reso pubblico perché Germán Vildoza, cofondatore insieme alla sua compagna, Florencia Reilacoste, dell'organizzazione non governativa “De las manos por el mundo”, impegnata in progetti comunitari nella regione, ha registrato un video. Vildoza ha raccontato che sono arrivati sulla scena e hanno riconosciuto la bambina dall’abbigliamento. La conosceva perché partecipava alle attività che svolgono con i bambini dalla comunità. Ma ha anche segnalato che c'erano impronte di motociclette ed orme di piedi, di una persona adulta.
“Abbiamo ascoltato racconti che ci sono camionisti che offrono denaro alle ragazze per prostituirsi, che viene gente da altri posti ed abusa delle ragazze, le vendono droghe. Questa è come fosse una fermata. C'è sempre gente in motocicletta, macchine parcheggiate", ha raccontato Vildoza aggiungendo che è una comunità molto vulnerabile. 
Il papà di Julia ha detto che organizzerà una marcia per chiedere giustizia per sua figlia e ha chiesto che fatti come questi non devono succedere con altre bambine e bambini.  
I familiari hanno detto di non aver ricevuto ancora informazione dallo Stato. Il Ministero Pubblico ha dichiarato che il corpo è stato trasferito al Centro Forense del Dipartimento di Investigazioni (CIF), di Orán, dove sarà eseguita un'autopsia per determinare le cause del decesso. Il pubblico ministero penale dell'Unità di ‘Gravi Attentati contro le Persone di Tartagal’, Gonzalo Ariel Vega, è il titolare delle indagini.
In un simbolico addio, i membri dell'organizzazione “Una  mano per il mondo” hanno dedicato alcune commoventi parole nelle sue reti sociali: 
"Pame, non possiamo credere che ti abbiano strappato così da questo mondo / Tanti sogni spezzati, in sospeso, che non potranno mai più essere realizzati / Stiamo facendo uno sforzo enorme per sorridere, per non abbassare le braccia, ma l’indignazione, questa impotenza ci corrode / Una rabbia inspiegabile avvolge il nostro essere.... Come possiamo spiegare a tutti quei bambini tanta malvagità? Noi che parliamo sempre di amore. Una parte del nostro essere è morto con te tra quei cespugli. Vogliamo ricordarti con un sorriso - benché sia forzato -, vogliamo ricordarti con giochi ed allegria - benché ci riesca difficile molto / per favore dacci tempo, qualche secondo, affinché il dolore si trasformi in lotta, perché se di qualcosa siamo convinti è che questa non è che un’altra morte / Il tuo nome sarà sinonimo di giustizia, di rivoluzione. Perché i femminicidi, gli abusi, le violazioni devono finire, con più azione e meno parole / Eri solo una bambina e non meritavi questa fine, meritavi un destino felice che compensasse tutto quello che hai sofferto anche in vita / "Pamela" Julia Fernanda Flores, 12 anni, violentata, sgozzata, assassinata a Pluma de Pato, Salta”.

Foto di copertina: La Unión Digital

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