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Qualsiasi discussione realistica sul programma nucleare iraniano dovrebbe includere il fatto eclatante che Israele ha 90 testate nucleari. Ma riconoscerlo farebbe scattare le leggi statunitensi contro la concessione di aiuti esteri a paesi che hanno armi non autorizzate.
È davvero difficile da credere, ma gli Stati Uniti hanno un vivo interesse a riportare in vigore l’accordo sul nucleare iraniano, e non possono farlo perché un piccolo paese non vuole che lo facciano. Il nostro caro amico Israele dice che l’Iran è una minaccia “esistenziale” e i nostri leader ascoltano i suoi leader, che ci esortano a intraprendere un’azione militare contro l’Iran a causa del suo programma nucleare.
E nel frattempo tutti nell’establishment americano nascondono il fatto che Israele ha le armi nucleari. Almeno 90 testate, secondo gli esperti.
Qualsiasi discussione realistica sul programma nucleare iraniano dovrebbe includere questo fatto lampante: Israele ha 90 testate nucleari. Questa affermazione dovrebbe essere di prammatica in qualsiasi articolo. Ma i nostri funzionari e i nostri media lasciano sempre fuori dal discorso le armi nucleari israeliane.

Ecco cosa dice il Consigliere per la Sicurezza Nazionale Jake Sullivan che martedì a Gerusalemme è andato avanti con la solita menzogna:
Il rapido progresso del programma nucleare iraniano rappresenta una grave minaccia per la regione, per la pace e la sicurezza internazionale.
Ian Lustick ha appena pubblicato un eccellente articolo su Smerconish.com sulle falsità di Israele a proposito delle armi nucleari iraniane. Dice che la bugia secondo cui Israele non avrebbe armi nucleari è importante, perché se fosse detta la verità tutti gli aiuti a Israele sarebbero a rischio. La rivelazione, dice Lustick, attiverebbe l’applicazione delle leggi statunitensi contro la concessione di aiuti esteri a Israele in quanto paese con armi nucleari non autorizzate. In termini di politica interna, è difficile immaginare una mossa di politica estera più costosa di questa.
Cioè, la lobby israeliana esiste per garantire aiuti infiniti a Israele, e questo include gruppi sionisti liberali come J Street che hanno una grande influenza nel Partito Democratico. E come l’AIPAC, che sta per spendere un sacco di soldi nella contesa politica per “rafforzare il consenso di Washington su Israele”. Quindi l’establishment democratico è coinvolto nella menzogna.

E il principale aiutante di Biden, Jake Sullivan, è a Gerusalemme, a fare i complimenti al primo ministro israeliano di destra, anche se il primo ministro israeliano distrugge la nostra famosa soluzione a due stati e ci maltratta riguardo all’Iran.
Grant Smith ha messo in evidenza la stessa cosa l’estate scorsa. “Varie agenzie governative degli Stati Uniti” hanno documentato le armi nucleari israeliane, ma c’è un ordine bavaglio sul riconoscimento pubblico della verità perché ciò minerebbe gli aiuti esteri a Israele. Ma il risultato è una farsa:
Israele e i suoi aiutanti hanno continuato a propinare agli americani un ricco insieme di giustificazioni per attaccare l’Iran, con il pretesto che quel paese è sul punto di introdurre in Medio Oriente le stesse armi che Israele ha acquisito molto tempo fa.
Un’altra bugia: Lustick afferma che Israele non teme “veramente” un attacco nucleare iraniano. Israele sta solo cercando di mantenere la sua “egemonia” regionale.

Indipendentemente da ciò che molti comuni israeliani sono stati incoraggiati a pensare del loro paese come uno “stato con una sola bomba”, né il servizio di sicurezza israeliano né le élite politiche hanno mai pensato che se l’Iran avesse la bomba, la sgancerebbe su Israele. L’arsenale nucleare di Israele comprende infatti almeno 90 testate, plutonio sufficiente per altre 100 e molti sistemi di lancio avanzati.
Quindi, cosa turba davvero Gantz, Bennet, Netanyahu e tanti altri israeliani che parlano dell’Iran in termini così apocalittici e frenetici? In poche parole, temono la perdita dell’egemonia israeliana. Uno stato iraniano in grado forse di usare un’arma nucleare porrebbe fine allo status di Israele come potenza militare dominante nella regione.
Un’altra bugia è l’affermazione spesso ripetuta secondo cui Israele prenderà in mano la situazione se il mondo non farà nulla. “Questa è una farsa.” Ma una farsa con uno scopo: manipolare gli Stati Uniti, come dice Lustick.

Israele in realtà non si sta esercitando per una guerra che nessuno dei suoi seri esperti militari pensa di poter vincere... Fingendo il contrario, Israele fa temere a Washington che il suo incontrollabile alleato agirà in modi assolutamente distruttivi e pericolosi. L’intenzione è quella di spingere gli Stati Uniti oltre i limiti che hanno deciso di usare sull’Iran per fare pressione verso un cambio di regime. E anche se queste tattiche intimidatorie non producono una soluzione militare americana al problema iraniano, possono portare i negoziatori americani a massimizzare le richieste all’Iran, riducendo così al minimo le possibilità di rinnovare il JCPOA [l’accordo con Iran]...
Gli Stati Uniti sono una pedina volenterosa in questo gioco perché “la politica è tutto” - intendendo quanto è grande “il potere della lobby israeliana nella politica interna americana”. Lustick dice che su questo è ora di eliminare l’ipocrisia perché è una cosa troppo pericolosa.

[È] tanto più importante per quelli di noi che non occupano posizioni di autorità politica chiarire cosa è realmente e cosa non è realmente in gioco nel confronto israelo-iraniano. Abbiamo avuto abbastanza guerre lanciate con false pretese e per obiettivi irraggiungibili: Vietnam, Afghanistan, Iraq. Non abbiamo bisogno di un’altra guerra in Iran.
Sì, la posta in gioco è enorme. Israele ci sta spingendo verso la guerra, ed è davvero come il vestito nuovo dell’imperatore, nessuno può dire una cosa che è lampante: Israele è carico di armi nucleari.

Traduzione a cura di AssoPacePalestina

Tratto da: assopacepalestina.org

In foto: Jake Sullivan, Consigliere Nazionale per la Sicurezza, esprime il suo sostegno alle esigenze di sicurezza di Israele nell’incontro con il Primo Ministro Israeliano Naftali Bennett, 22 dicembre 2021. Screenshot dal video del governo israeliano.

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