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Criminalità organizzata in uniforme? Hanno tolto la vita a Lucas González di 17 anni. Ennesimo caso di "Grilletto facile"

Mentre le insegne luminose nelle strade erano piene di messaggi ufficiali per la celebrazione del quinto anniversario delle forze armate della capitale argentina, mercoledì scorso alcuni poliziotti in borghese hanno sparato numerosi colpi contro quattro adolescenti in un’auto. Uno dei ragazzi, Lucas Gonzàlez, di soli 17 anni, è arrivato in ospedale in stato di morte cerebrale ed è deceduto poche ore dopo.

Cosa è successo dopo? Quello che succede normalmente nelle vicende di "Grilletto facile", cioè dire che i ragazzi erano ladri, che sono scappati, che non hanno fermato la macchina al segnale di alt, che c'è stato uno scontro, e che quindi, in questo tira e molla, è avvenuto l'"inevitabile".

Con l'assassinio di Lucas González sono ormai 121 le vittime del grilletto facile per mano della polizia della città di Buenos Aires. Nella maggior parte dei casi l'età delle vittime è al di sotto dei 25 anni. I dati derivano dalle statistiche della Correpi (Coordinamento contro la repressione poliziesca ed istituzionale) relative ai primi cinque anni di azione della polizia di Buenos Aires.

Mentre in una parte di Barracas l'asfalto si impregnava del sangue di un giovane giocatore di calcio, in un altro luogo di CABA il capo del governo della capitale, Horacio Rodríguez Larreta, consegnava onorificenze ad alcuni appartenenti alla polizia per il servizio reso e dichiarava di provare "grande onore nel festeggiare il compleanno della polizia" e di "avere l'orgoglio di aver rispettato l'impegno assunto".

La madre di Lucas González ha denunciato che quanto accaduto è decisamente un altro caso di ‘grilletto facile’: "Siamo distrutti, non avevano il diritto di fare ciò che hanno fatto a nostro figlio. Era venuto semplicemente ad allenarsi”, ha dichiarato la donna nelle dichiarazioni rese al canale IP.

Cinthia López ha anche puntato il dito contro l'agire delle forze di sicurezza. "La polizia sa molto bene quello che ha fatto. Non mi fermerò finché non verrà tutto a galla". E ha chiesto aiuto ai mezzi di comunicazione per rendere virale l'accaduto affinché i responsabili del fatto "paghino per quello che hanno fatto" a suo figlio.

I fatti di Barracas
Questo mercoledì Lucas e tre amici sono stati colpiti da agenti civili della Polizia della città che "hanno provato" ad identificarli mentre andavano in auto per il quartiere di Barracas.

Secondo la versione diffusa dalla polizia quando gli agenti hanno chiesto di poterli identificare i giovani sono fuggiti ed hanno dato vita ad un inseguimento per le vie del quartiere terminato con il ferimento a morte di Lucas e l'arresto dei tre amici.

Lucas è stato ricoverato all'ospedale Penna in condizioni gravissime per poi morire qualche ora dopo. Mentre gli altri tre adolescenti sono stati trasferiti presso un carcere minorile e liberati il giorno dopo.

Famigliari ed amici dei giovani hanno smentito la versione della polizia. In base a quanto raccontato dai ragazzi questi si sono spaventati perché pensavano che volessero derubarli e quindi sono scappati. Due dei ragazzi sono usciti dall'auto (una Volkswagen Suran azzurra) e sono scappati, altri due sono rimasti nel veicolo e hanno accelerato. E la polizia ha sparato diversi colpi all'auto alla parte posteriore mentre era in marcia.

La testimonianza dell'avvocato della famiglia González
Possiamo quindi  dedurre che siamo dinanzi all'ennesimo tentativo di una forza di polizia di coprire un caso di grilletto facile, dato che le versioni diffuse dagli agenti stessi stanno cadendo a pezzi rapidamente. L'avvocato della famiglia, Guillermo Poletti, ha dichiarato che questo è un "fatto che può essere travisato dalla maggior parte della gente ma è chiaro che quanto è successo è solamente un caso di grilletto facile, di negligenza della polizia".  L'avvocato ha spiegato graficamente come gli agenti hanno affrontato i ragazzi, come hanno sparato e come hanno arrestato i due amici di Lucas, minorenni, in 24 ore senza alcuna ragione.

Poletti ha rimarcato che è chiara la "negligenza da parte della Polizia della Città", non solo nel momento strettamente operativo (in cui gli agenti si sono presentati in borghese come dei civili) ma anche in quello che è successo dopo aver sparato contro i ragazzi "occultando fatti e dicendo che erano delinquenti". A questo proposito è stata smontata la versione del ritrovamento di una pistola giocattolo nel baule dell'auto sulla quale viaggiavano i ragazzi.

"La realtà è che non vi era nulla nell'auto e quello che dicono è una menzogna. Posso testimoniare sulle condizioni di vita dei ragazzi, dei loro genitori, li conosco bene e so a cosa sono dediti", ha sottolineato l'avvocato durante il colloquio con Radio con Vos.


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Poletti ha confermato che Lucas e i suoi quattro amici sono usciti dall'allenamento fatto a Barracas Central, dove giocavano nella sesta divisione, per andare dritti a casa a Florencio Varela dopo essersi fermati presso un chiosco. In quel momento sono stati intercettati da una Fiat Siena con agenti della polizia cittadina a bordo e uno di questi ha puntato la pistola verso di loro attraverso il finestrino.

Poletti ha raccontato che quello che è successo non è stato un inseguimento come dice la versione ufficiale, bensì i ragazzi sono scappati per cercare aiuto e si sono trovati di fronte agli ufficiali della Polizia cittadina.

"Hanno  sparato al mio amico, mi vogliono derubare"  ha riportato l'avvocato in merito alla richiesta di aiuto di uno degli amici di Lucas. Ma "in quel momento arriva il Siena, scendono gli altri, circondano i ragazzi e li arrestano". "Se stavano commettendo un illecito andavano a chiedere aiuto alla Polizia?", si chiede Poletti.

A tale proposito Poletti ha segnalato che "nel giro di 20 minuti i poliziotti avevano già due avvocati che li rappresentavano. Se hanno operato bene, perché ne hanno avuto bisogno? Già sapevano di aver sbagliato".

Il difensore ha ammesso di provare "rabbia" per quanto è successo e si è scagliato contro la detenzione irregolare degli amici della giovane vittima, segnalando che sono stati in prigione per un giorno senza nessuna giustificazione.

"Se vedeste il viso degli altri tre ragazzi vedreste tre bambini di 17 anni  terrorizzati e che non smettono di piangere. Sono tre ragazzini, figli di padri lavoratori, che non facevano altro che studiare e giocare a pallone, con un unico e comune desiderio di arrivare a giocare in prima categoria", ha detto.

Il tribunale dei minori 4, con a capo il giudice Alejandro Cilleruelo, ha sequestrato le perizie effettuate dalla polizia cittadina, affinché i compiti forensi vengano svolti dai periti della Polizia Federale Argentina.

Ha anche ordinato il sequestro delle armi di ordinanza dei poliziotti che hanno partecipato al fatto e che vengano effettuati studi per individuare chi ha sparato, oltre al divieto di uscire dall'Argentina.

Intanto, nell'attesa che venga consegnato il corpo del povero ragazzo alla famiglia, la mamma di Lucas ha detto che donerà i suoi organi: "Io sono una morta vivente. Mi hanno strappato il cuore. Mi hanno tolto tutto, ma il cuore di mio figlio continuerà a battere forte in qualche parte del mondo".

Foto di copertina: marca.com/Lucas González; nel riquadro la mamma Cinthia

Foto 2: pagina12.com.ar/L'avvocato Guillermo Poletti e Cinthia López, madre di Lucas e Mario González, il padre

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