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Siamo stati testimoni di fatti vergognosi, spregevoli e che dimostrano a che punto può arrivare la bassezza della razza umana. Nella città Nortina de Iquique - a 1.800 km da Santiago del Cile - un gruppo di immigranti venezuelani clandestini, che si erano sistemati per vivere in una piazza della città, sono stati assaliti da gruppi fascisti, che hanno bruciato le loro misere esistenze, senza alcun intervento da parte delle forze dell’ordine. Non aver impedito tale gesto li rende complici. La maggioranza del paese, della stampa e delle istituzioni a livello mondiale hanno condannato l’accaduto, che si aggiunge alle migliaia di errori del governo assassino di Piñera. 

Il relatore speciale sui diritti umani degli emigranti dell'ONU, Felipe González, ha qualificato come "inammissibile umiliazione" l'attacco piromane contro le appartenenze a gruppi di emigranti. Questa dichiarazione è avvenuta sabato, durante una marcia contro l'immigrazione irregolare in Cile. 

Il fatto è avvenuto al termine di una multitudinaria marcia che ha visto la partecipazione di circa 5 mila persone in Iquique, quando un gruppo di manifestanti ha dato fuoco alle tende utilizzate da stranieri per pernottare in piazze e spiagge. 

"Inammissibile umiliazione contro emigranti, specialmente vulnerabili, colpendoli nella cosa più personale", ha scritto González in Twitter. 

"Il discorso xenofobo, che equipara migrazione a delinquenza, sta prendendo purtroppo sempre più piede in Cile, alimentando quel tipo di barbarismo", ha aggiunto. 

In dichiarazioni ad Efe, Carlos Figueroa, direttore del SJM (Incidencia y Estudios del Servicio Jesuita Migrante, ha condannato la violenza di questa marcia “organizzata in risposta ad un problema umanitario e sanitario”.

“Facciamo appello a rispettare l'integrità e la dignità di tutte le persone e, soprattutto, a rispettare e proteggere i diritti umani di bambini, bambine ed adolescenti”, ha detto ancora. 

Ad oggi, sono circa 3.500 gli emigranti - secondo alcuni vicini - che si sono stabiliti nelle strade di Iquique, gran parte di loro entrati in Cile attraverso valichi non autorizzati.

La maggioranza di loro arriva dal Venezuela, cercando un'opportunità in Cile, ma tra le restrizioni sanitarie, la politica migratoria e la scarsità di risorse economiche, rimangono impossibilitati di proseguire il viaggio nel paese, dormendo in rifugi o in accampamenti estemporanei per strada. 

Secondo la Polizia di Investigazioni (PDI), tra gennaio e Luglio di questo anno si sono registrati 23.673 denunce per ingresso nel paese attraverso valichi non autorizzati. Praticamente il 40% nel 2020. 

A chi si ispira il movimento fascista xenofobo? 

Águilas de Jesús è il movimento universitario evangelico in Cile che ha Bolsonaro come referente. Il movimento, nato nell'Università di Concepción, è intensamente impegnato nella candidatura di José Antonio Kast, della estrema destra fascista di questo paese, considerato uno dei politici più vicini al movimento. Altre organizzazioni considerate neonaziste, come il Movimento Social Patriota (MSP) e Motín Estudiantil hanno celebrato il successo del candidato brasiliano... 

José Antonio Kast, è il 'gran nazionalista' che ha costruito la propria fortuna in un paradiso fiscale. 

Oltre a mentire a tutta la cittadinanza, ha commesso delle frodi, asserendo di "volere" proteggere il Cile, evidenziando come i partiti e personaggi di destra ed estrema destra, mentono su quello che promettono e fanno. Senza trascurare che i loro programmi di governo sono nefasti e criminali, centrati sulla repressione, il razzismo, la privatizzazione di servizi pubblici e precariato del popolo lavoratore. 

La metà del libro “A la sombra de los cuervos” (All’ombra dei corvi) è dedicata alla famiglia Kast, da quando l'ex ufficiale nazista, Michael Kast, si stabilì in Cile dopo la Seconda Guerra mondiale. La partecipazione dei suoi figli: Christian, ad interrogatori, e Miguel, come consulente alla DINA (Direzione nazionale dell'intelligence), e non solo, fanno parte della storia non raccontata di una delle famiglie più in vista della politica cilena. 

Il detto “Cile per i cileni” rievoca: “Deutschland für die Deutschen!”: “Germania per i tedeschi”. Questa è la maschera di un libro edito nell'anno 1912. Riproporre quella frase, tradotta nella lingua del nostro paese, può essere solo opera di malati mentali o ignoranti al massimo grado. 

Per favore, riflettiamo prima di ripeterla. I problemi del nostro continente non li hanno creati gli umili, né i lavoratori. 

Facciamo attenzione a chi ascoltiamo.

Foto © Mark Scott Johnson

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