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Non c'è pace in Siria. Il bilancio di ieri è di quattro militari dell'esercito siriano morti e 15 feriti dopo un attacco contro un posto di blocco governativo a Daraa da parte dei ribelli. A riportare la notizia è l'agenzia di stampa siriana "Sana", secondo cui nell'attacco sono rimasti feriti anche una donna e la sua bambina. In precedenza, le forze governative siriane hanno proseguito e intensificato i bombardamenti nella zona di Daraa el Balad, nel sud della Siria, secondo quanto riferito dal quotidiano panarabo "Al Arabi al Jadid", secondo il quale il governo di Damasco ha annunciato il fallimento dei negoziati avvenuti con la mediazione della Russia. Secondo le fonti, le forze siriane hanno attaccato la città in diversi punti con il tentativo di avanzare nel quartiere vicino all'aeroporto e alla periferia di Daraa el Mahatta, utilizzando artiglieria pesante e missili terra-terra. Da parte sua, il Comitato centrale che rappresenta la popolazione di Daraa ha annunciato domenica sera la fine dei negoziati con le forze governative siriane, a causa dell'escalation militare e dei bombardamenti delle zone della provincia. L'accordo mediato dalla Russia prevede che gli insorti consegnino le armi, in cambio dell'amnistia, oppure lascino la zona. La provincia di Daraa è considerata la culla della rivolta contro il presidente siriano Bashar Assad scoppiata nel 2011. L'area è stata riconquistata dalle truppe del governo siriano nel 2018. Da allora Assad ha ripreso il controllo della maggior parte del Paese con l'aiuto di Russia e Iran. L'accordo mediato dalla Russia nel 2018 ha permesso ad alcuni membri dell'opposizione armata della provincia di rimanere nelle loro ex roccaforti, in qualità di responsabili della sicurezza. Le truppe governative hanno mantenuto il controllo della provincia, mentre la gestione della sicurezza è stata divisa. Tuttavia, sono regolarmente scoppiate tensioni e le truppe governative hanno cercato più volte di conquistare le aree sotto il controllo dell'opposizione.

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