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L'agevolazione per l'acquisto di armi e la minaccia di una guerra civile

Alla fine, cosa è più importante? Armare parte della popolazione brasiliana che ha sete di odio e che crede nella giustizia fai da te o garantire l'immunità dei brasiliani contro il Covid-19? Nella città di Rio de Janeiro la campagna di vaccinazione è stata interrotta per mancanza di vaccini. Per il presidente, la cosa più importante è facilitare l'accesso a armi e munizioni. Per questo motivo, Bolsonaro ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale decreti che modificano il regolamento sulle armi in Brasile.
Lo ha fatto lo stesso giorno in cui è stato reso noto che l'indice nazionale sugli omicidi è aumentato del 5% nel 2020 e, inoltre, dopo una settimana che il Brasile registrava più di mille morti al giorno per Covid 19.
Le misure riducono i limiti per l'acquisto e lo stock di armi e munizioni per le persone autorizzate dalla legge. Una delle proposte permette alle persone autorizzate di comprare fino a sei armi (prima erano quattro a persona); il governo ha concesso l’autorizzazione agli apprendisti di tiro affinchè possano comprare fino a 60 armi ed ai cacciatori, che possono acquistarne 30; si richiede solo l’autorizzazione dell'esercito quando si supera questa quantità.
Il tema ha trovato forte resistenza nel Parlamento e deve passare dal Congresso Nazionale, preposto a redigere, modificare ed approvare le leggi nazionali.
Bolsonaro ha anche modificato la quantità annuale di prodotti per ricarica delle cartucce che usa uno sportivo (2 mila armi di uso ristretto e 5.000 per uso permesso registrato a proprio nome; e intende regolare l’attività degli apprendisti di tiro ricreativo.
Bolsonaro aveva già annunciato in precedenza la sua intenzione di emettere nuovi decreti per le armi poco dopo la vittoria del suo alleato Arthur Lira, nella disputa per la presidenza della Camera di deputati. Dato che è prerogativa del Presidente della Camera presentare o meno certi temi a dibattito e votazione, Arthur Lira spera poter promulgare leggi che ammorbidiscano le regole sul possesso di armi nel paese.
Nel 2019 Bolsonaro cercò di tirare fuori uno dei suoi cavalli di battaglia in campagna elettorale, ma Rodrigo Maia, ex presidente della Camera, ha scartato i progetti riguardanti "abitudini" e dato priorità all'agenda economica. La promessa di campagna di Bolsonaro di rendere più flessibile il porto di armi e di approvvigionamento di munizioni lo accompagna da quando è diventato presidente.
Dopo il suo primo decreto per ampliare l'armamento della popolazione, il paese ha 1.151 milioni di armi legali in mani dei cittadini, un 65% in più della cifra corrispondente a dicembre 2018 che era di 697 mila.
E se ciò non bastasse, abbiamo anche un possibile conflitto diplomatico tra gli Stati Uniti e Brasile. Venerdì 12 febbraio, il presidente della commissione per gli affari esteri del senato americano, il senatore Robert Menendez, ha inviato una lettera al presidente Bolsonaro chiedendo sia a lui che al cancelliere Ernesto Araujo di "condannare" e "respingere" gli attacchi da parte dei simpatizzanti di Donald Trump al Campidoglio il 6 gennaio 2021, affermando che in caso contrario ci sarebbero conseguenze nelle relazioni bilaterali tra Brasile e Stati Uniti.
Il senatore Menéndez è abbastanza conosciutp a Washington e, di fronte alla commissione per gli affari esteri, è un personaggio che ha grande influenza nella politica estera americana. Nella sua lettera inviata, critica specificamente il ministro per gli affari esteri Ernesto Araújo.
"Questi eventi sono stati atti di terrorismo domestico che hanno provocato diversi morti e non sono stati, come ha detto il ministro Araújo, atti compiuti da buoni cittadini." "Il ministro Araújo sta specialmente dando priorità alla relazione del governo brasiliano con una fazione radicale dello spettro politico americano”.
Lui afferma anche che il fatto di difendere questi atti di terrorismo, "dimostra come Araújo è sconnesso dalla realtà attuale degli USA”.
Ricordando quanto difendeva e sosteneva il governo di Bolsonaro, possiamo fare riferimento direttamente a un uomo che partecipò alla presa del Campidoglio, portando con sé la bandiera degli Stati Confederati dell'America (ECA).
Gli Stati Confederati dell'America erano un'unione politica, nata il 4 febbraio del 1861. Ne facevano parte sette Stati del sud degli Stati Uniti: Carolina del Sud, Alabama, Mississippi, Georgia, Florida, Texas e Louisiana. Durante la Guerra Civile (1861-1865), questi Stati cercarono l'indipendenza per evitare l'abolizione della schiavitù, ma furono sconfitti dal nord. Quella bandiera fu adottata come simbolo della supremazia bianca, e utilizzata dal Ku Klux Klan per molto tempo negli USA.
È più che evidente la voglia di Bolsonaro di provocare una guerra civile in Brasile. La storia ci dice che armare la popolazione è servito unicamente per i colpi di Stato, interessi dittatoriali, massacri, eliminazione di razze ed etnie, separatismi e genocidi.
Quello che passò dentro al Campidoglio e nel Congresso Nazionale, fu un attacco diretto alla democrazia americana.
Bolsonaro disse già che quello che è accaduto in America, potrebbe ripetersi in Brasile, in caso che le votazioni non fossero istituite.
Le elezioni brasiliane sono previste per il 2022 e ci rimane poco tempo per allontanarci da un presagio certo.
(4 Marzo 2021)

Foto © Imagoeconomica

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