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Il delitto di Camilo Castrillanca sconvolse il Paese due anni fa

Il 7 gennaio il giudice del tribunale della città di Angol, capoluogo della provincia di Malleco, ha letto la sentenza di omicidio nei confronti di 7 carabinieros e un avvocato, per l'uccisione di Camilo Castrillanca. Il fatto era avvenuto il 14 novembre 2018 nella comunità di Temucuicui in Cile.
Il giovane era un appartenente al popolo Mapuche (popolazione originaria del Sud America). L'incidente sembrava essere accaduto in seguito ad una operazione di polizia nella zona, come conseguenza di una rapina.
La lettura completa della sentenza, insieme alle pene assegnate e le motivazioni è stata rinviata al 28 gennaio.
Il giudice del tribunale di Angol ha dichiarato colpevoli sette ex poliziotti e un avvocato. Un'ondata di indignazione e critiche si sono generate nel Paese ai danni delle forze di polizia dei carabineros. In seguito alle indagini il giovane fu ucciso da un colpo di pistola, sparato da uno dei cinque ex poliziotti del Gope (Gruppo Operazioni Speciali di Polizia). Sulla scena del delitto era presente anche un adolescente su un trattore, forse era impegnato nello svolgimento di lavori agricoli.
Dopo l'uccisione erano state effettuate varie azioni di occultamento degli eventi e delle prove, la scrittura di documenti con informazioni sbagliate, oltre a dichiarazioni false. Le conseguenze di questo evento sono state la ristrutturazione dei carabineros, insieme alle dimissioni del direttore generale in carica Hermes Soto.
Sono passati ormai 2 anni dall'uccisione, ma il tribunale penale di Angol ha condannato l'ex sergente Carlos Alarcon per omicidio di Castrillanca e il tentato omicidio dell'adolescente, presente sulla scena del delitto. Le restanti persone sono state condannate per ostruzione delle indagini e sparatoria ingiustificata fra i vari reati.
Nel corso del processo Alarcon ha ammesso di aver ricevuto ordini di mentire, fornendo come versione dei fatti di essere intervenuto in conseguenza di uno scontro a fuoco e di dover dichiarare l'assenza di registrazioni audiovisive dell'operazione; fatto che poi si è rivelato falso.

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