Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

di AMDuemila
Il fondatore di WikiLeaks trasferito all’ospedale carcerario

Julian Assange sta male, presenta segni di torture psicologiche. Lo riporta il quotidiano londinese The Guardian il quale scrive che Nils Melzer, relatore speciale delle Nazioni Unite sulle torture che il 9 maggio scorso ha fatto visita al fondatore di WikiLeaks in carcere, ritiene che Assange mostri tutti i sintomi associabili ad una prolungata esposizione a torture psicologiche tra cui stress e ansia cronica. Melzer ha inoltre rivolto un appello al governo di Sua Maestà di non estradare Assange negli Usa o in qualsiasi altro Stato che non fornisca garanzie contro il suo trasferimento negli Stati Uniti, “dove rischia l’ergastolo o persino la pena di morte, se nuove accuse dovessero sopraggiungere in futuro”.
Quel che è certo è che la salute di Julian Assange dopo 7 anni trascorsi in “condizioni incompatibili con i diritti umani di base” all’interno del consolato dell’Ecuador è senza alcun dubbio peggiorata e da quando è stato arrestato e detenuto nel carcere britannico di Belmarsh le sue condizioni sono “deteriorate in modo significativo”. I rappresentanti di Wikileaks si sono detti preoccupati per il suo stato salutare affermando che “nelle sette settimane a Belmarsh la sua salute ha continuato a peggiorare, è molto dimagrito” a tal punto che faticherebbe a parlare. Il fondatore di Wikileaks infatti, proprio per questa ragione, è stato trasferito di recente al reparto ospedaliero del carcere dove è rinchiuso.
Assange è stato arrestato ad aprile dopo che l'Ecuador ha revocato il suo asilo politico e invitato la polizia all'interno delle sedi diplomatiche di Knightsbridge, dove aveva cercato rifugio nel 2012 per evitare l'estradizione in Svezia per accuse di violenza sessuale, che ha negato. Su di lui pendono inoltre 17 nuovi capi di imputazione negli Stati Uniti per la pubblicazione nel 2010 di informazioni classificate del Pentagono e del dipartimento di Stato che gli aveva passato l’ex analista militare Chelsea Manning.

Foto © Ansa/AP

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy