Il delirio guerrafondaio europeo non conosce più limiti. Nel suo recente intervento dedicato alle forze di deterrenza nucleare, Emmanuel Macron ha delineato una strategia di rafforzamento della capacità militare francese e di cooperazione con i partner europei, con l’obiettivo di garantire che la Francia resti al centro della deterrenza continentale.
"Per essere liberi dobbiamo essere temuti. Per essere temuti dobbiamo essere potenti", ha dichiarato il presidente francese, riassumendo con toni assertivi la nuova dottrina dell’Eliseo. Macron ha inoltre annunciato l’intenzione di aumentare il numero delle testate nucleari francesi, pur precisando che il Paese non renderà pubblico il quantitativo esatto, in linea con la tradizione di segretezza strategica che contraddistingue la Force de frappe.
Annunci che arrivano mentre il cancelliere tedesco Friedrich Merz e Macron hanno diffuso una dichiarazione congiunta per annunciare un rafforzamento della cooperazione bilaterale nel campo della deterrenza nucleare.
Secondo il documento, i due paesi hanno istituito un gruppo direttivo nucleare di alto livello incaricato di discutere la migliore integrazione tra armamenti convenzionali, sistemi di difesa antimissile e il potenziale nucleare francese. Francia e Germania prevedono di avviare i primi passi concreti della collaborazione già nel corso del 2026: tra le iniziative previste, la partecipazione di unità tedesche alle esercitazioni nucleari francesi e visite congiunte a obiettivi strategici.
La dichiarazione sottolinea che questa nuova cooperazione non sostituirà, ma completerà la deterrenza nucleare della NATO e i meccanismi delle missioni nucleari condivise dell’Alleanza, a cui Berlino continuerà a contribuire.
Macron, in precedenza, aveva inoltre reso noto di essere disposto ad autorizzare il dispiegamento temporaneo di aerei francesi con armamento nucleare in paesi alleati. Ha anche precisato che Parigi collaborerà con Germania e Regno Unito allo sviluppo di nuovi progetti di missili a lungo raggio.
Una mossa che si aggiunge alla Dichiarazione di Northwood, quando nel luglio 2025 Macron e il premier britannico Keir Starmer hanno sancito per la prima volta il coordinamento ufficiale dei rispettivi deterrenti nucleari. Oggi la Francia schiera circa 290 testate, mentre la Gran Bretagna, dal canto suo, dispone di circa 225 unità, con una soglia massima portata a 260, il che porta il numero complessivo a oltre 550 ordigni.
Ma non finisce qui. Uno dei punti più rilevanti del discorso ha riguardato la nascita di un nuovo programma congiunto tra Francia, Germania e Regno Unito per lo sviluppo di missili a lunghissimo raggio.
"Per quanto riguarda le capacità di impatto profondo, Regno Unito, Germania e Francia coopereranno a progetti per la creazione di missili a lunghissimo raggio nell'ambito dell'iniziativa ELSA. Ciò ci offrirà nuove opportunità per gestire l'escalation con mezzi convenzionali", ha affermato Macron.
Un progetto che sancisce una nuova fase della cooperazione europea in materia di difesa, mirante non solo alla costruzione di sistemi d’arma condivisi, ma anche a rafforzare la sovranità industriale e tecnologica del Vecchio Continente. Con il consolidamento delle partnership, ha aggiunto Macron, "potrebbero emergere altri progetti volti a sostenere la sovranità europea."
Sommando tutte queste disposizioni, potremo trovarci in un prossimo futuro nella condizione in cui in territorio tedesco saranno installati nuovi missili ipersonici come i Dark Eagle americani – di cui la Germania dovrebbe disporre entro quest’anno – in grado di raggiungere obiettivi nella Russia centrale in circa 6–7 minuti.
Una nuova minaccia esistenziale per Mosca che, al di là dell’ipocrita retorica della deterrenza, non farà altro che distruggere ulteriormente la sicurezza del vecchio continente per il prossimo futuro, incatenato nella dottrina per la piena prontezza della guerra con la Russia, entro il 2030.
Foto © Imagoeconomica
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- Francesco Ciotti
