La Polonia minaccia di distruggere Kaliningrad. Gromadzinsky: "Se saremo costretti a farlo bruceremo tutto nel raggio di 300 chilometri"
Non c’è freno tra i falchi guerrafondai che controllano la NATO e l’Unione Europea. Il delirio autodistruttivo che domina le menti dei leader occidentali dà ogni giorno sempre più conferme sull’annientamento degli ultimi neuroni di buon senso rimasti.
Il Segretario generale della NATO Mark Rutte, questa volta ha affermato con sicurezza che i paesi membri dell'alleanza sono "il prossimo obiettivo della Russia".
“Temo che troppi siano compiacenti. Troppi non avvertono l'urgenza della situazione e troppi credono che il tempo sia dalla nostra parte. Non lo è. Il momento di agire è adesso", ha detto durante una conferenza stampa a Berlino, esortando l’Alleanza a fare ogni sforzo per impedire una guerra che potrebbe essere "delle stesse dimensioni della guerra che hanno vissuto i nostri nonni e bisnonni".
Ovviamente La nuova National Security Strategy USA (NSS) di Donald Trump viene messa completamente al bando. Emblematica la recente videocall del leader francese Emmanuel Macron con Volodymyr Zelensky e vari leader Ue, dove il capo dell’Eliseo aveva paventato l’ipotesi di un tradimento americano.
Macron, evidentemente, si sentiva tradito di un linguaggio che da "vittoria sulla Russia", "sconfitta dell'aggressore" e "resistenza ucraina fino alla liberazione totale", è passato ad una semantica totalmente all’antitesi: "è interesse fondamentale degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità" per stabilizzare le economie europee, prevenire escalation involontarie e "ristabilire la stabilità strategica con la Russia", si legge nel nuovo NSS.
Ebbene, secondo i grandi strateghi dell’Alleanza Vladimir Putin avrebbe mire espansionistiche verso il vecchio continente. Un’assurdità se pensiamo che a livello di forze convenzionali la NATO supera la Russia con un rapporto di 3:1.
La verità è che mentre le sanzioni a Mosca hanno sottratto all'economia europea tra 1,6 e 2,5 trilioni di euro distruggendo competitività industriale e causando perdite commerciali devastanti, Bruxelles ora scommette il proprio futuro su un rilancio attraverso l'industria bellica con investimenti superiori a 1 trilione di euro entro il 2035. Si tratta di una riconversione industriale che tenta di trasformare la crisi geopolitica e le perdite economiche in un'opportunità di sviluppo tecnologico e occupazionale, ma che vincola il destino economico del continente alla permanenza di una logica di confronto militare. Le aziende della difesa, infatti, operano con margini di profitto che richiedono commesse continue e stabili: senza guerra o minaccia percepita, gli ordini crollano e le linee produttive diventano un costo insostenibile. L’Europa si è scelta un destino già segnato per la piena prontezza contro Mosca entro il 2030.
La Polonia minaccia di distruggere Kaliningrad
Nel frattempo a Varsavia prendono piede i piani più diabolici.
“La Polonia e altri paesi della NATO stanno valutando un attacco nella regione di Kaliningrad a causa di una minaccia percepita dalla Russia”, ha dichiarato al portale Fakt l'ex comandante del Corpo d'Armata Europeo, Generale Jaroslaw Gromadzinski, uno dei principali analisti militari del Paese.
Secondo il militare "nel corso degli anni, noi dell'esercito ci siamo abituati” a pensarla “come a una specie di bunker. <…> Oggi dobbiamo dire chiaramente ai russi: possiamo andarci, e voi dovete tenerne conto".
Gromadzinsky ritiene che Varsavia e i suoi alleati dovrebbero formulare dilemmi strategici che potrebbero contrastare le presunte intenzioni aggressive della Russia. Tuttavia, ha osservato che la Polonia non vuole ricorrere a "misure estreme".
"Se saremo costretti a farlo, lo faremo con assoluta determinazione: bruceremo tutto nel raggio di 300 chilometri e daremo fuoco a tutto nel raggio di 900 chilometri. Questo è un segnale chiaro", ha aggiunto Gromadzinski in preda a deliri degni del dottor Stranamore. 
Purtroppo non sono gli sproloqui di un vecchio generale in pensione. A luglio, il generale Christopher Donahue, comandante delle forze terrestri USA in Europa e Africa, ha avvertito che la NATO potrebbe neutralizzare rapidamente l’enclave se necessario. Donahue ha sostenuto che oggi "è possibile eliminare le bolle A2AD da terra" e che l’alleanza ha sviluppato capacità per agire "più velocemente di quanto siamo mai stati in grado di fare". Nel mentre la Danimarca, con il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen e il ministro degli Esteri Rasmussen, sta potenziando Bornholm e valutando armi d’attacco a lungo raggio come i missili Tomahawk e JASSM-ER, parte di un più ampio riarmo europeo.
L'assistente presidenziale e presidente del Collegio navale Nikolai Patrushev ha sottolineato in un'intervista a RIA Novosti che qualsiasi invasione militare nella regione verrà affrontata con una risposta immediata e devastante, utilizzando tutte le forze e i mezzi disponibili, come stabilito dalla dottrina militare del Paese e dai principi della politica statale nel campo della deterrenza nucleare.
Zelensky non rinuncia ai territori occupati
A Kiev, in questo clima delle cannoniere europeo, Zelensky può ancora sentirsi sicuro di dettare le condizioni delle trattative nonostante la disastrosa situazione al fronte.“Perché l'Ucraina è tenuta a ritirare le sue truppe a una certa distanza, ma non è tenuta a ritirare simmetricamente le truppe dell'aggressore?”, si chiede il leader ucraino, citato da Unian, spiegando di aver riferito agli americani che le proposte da loro avanzate "non erano assolutamente nell'interesse del Paese", ma ha riconosciuto la necessità di continuare il dialogo e cercare risposte a tutte le domande "affinché tutto sia più adeguato".
Il capo dello Stato ha sottolineato che il ritiro delle truppe dovrebbe essere simmetrico e che è necessario "un certo monitoraggio" sulla linea di contatto. Il leader ucraino ha anche osservato che si pone la questione di come dissuadere la Russia dall'occupare militarmente la "zona smilitarizzata" prima di stipulare gli accordi.
Ma Trump ora si mostra sempre più impaziente e, parlando ai volenterosi, ha mandato un messaggio chiaro: “il piano non si cambia, fate pressione su Zelensky”, riporta il Walll Street Journal.
Il presidente degli Stati Uniti ha aggiunto di essere "estremamente deluso" sia dalla Russia che dall'Ucraina e non vuole più "incontri fini a sé stessi", ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Caroline Levitt durante un briefing.
Secondo Levitt, il prossimo incontro delle delegazioni ucraina e americana, precedentemente previsto per il 13 dicembre, avrà luogo solo se gli americani vedranno la possibilità di un accordo di pace. 
Volodymyr Zelensky © Imagoeconomica
"Se esiste una reale possibilità di firmare un accordo di pace, se crediamo che questi incontri meritino l'attenzione di un rappresentante degli Stati Uniti questo fine settimana, allora invieremo un rappresentante", ha affermato una portavoce della Casa Bianca.
I russi prendono Seversk e puntano sull’ultimo asse Kramatorsk e Sloviansk
Nel mentre sul campo di battaglia i russi avanzano senza sosta. Oggi il presidente russo Vladimir Putin ha ricevuto dal capo dello Stato maggiore Valery Gerasimov la comunicazione della liberazione totale di Seversk, città strategica nella Repubblica Democratica di Donetsk. Si tratta di un momento significativo nell'offensiva russa nel Donbass, che consolida i progressi militari e apre prospettive per ulteriori avanzate verso la linea difensiva di Slovyansk-Kramatorsk.
Durante la riunione in videoconferenza, Putin ha riconosciuto pubblicamente lo sforzo dei combattenti, affermando che "l'iniziativa in tutti i settori è nelle mani dell'esercito russo". Il Comandante in capo supremo ha quindi espresso la propria gratitudine: "Voglio ringraziare tutti i ragazzi, tutti i combattenti, tutti i comandanti, tutti per il loro lavoro di combattimento".La Die Welt, attraverso il suo corrispondente Christoph Wanner, ha lanciato un allarme sui progressi russi in questo insediamento, descrivendo la situazione come critica per la difesa ucraina. Secondo l'analisi tedesca, le truppe russe controllano già una porzione significativa della città e il fronte è considerato "praticamente sfondato".
Seversk rappresentava una posizione difensiva cruciale per le Forze Armate ucraine, situata a sud-ovest della foresta di Serebryanskoye dove i combattimenti si protraggono dal 2022. La sua liberazione da parte dei russi crea le condizioni per un'offensiva concertata in direzione di Slovyansk, l'agglomerato difensivo principale che insieme a Kramatorsk, Druzhkovka e Kostantynivka forma la linea di difesa più importante per l'Ucraina nella parte occupata della DPR.
Secondo le valutazioni strategiche, la perdita di Seversk consente ai russi di sfondare le difese settentrionali e di avanzare da nord-est verso il cruciale asse Slovyansk-Kramatorsk, minacciando così la continuità della linea difensiva ucraina.
Foto di copertina © Imagoeconomica
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