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La Germania si prepara a mobilitare i giovani per la guerra. Putin in India rafforza i legami con l’Eurasia. Offensiva russa su Konstantinovka: si apre un nuovo fronte da nord 

È arrivato un momento chiave. Nei prossimi giorni sarà chiaro se la guerra si sposterà verso l'Europa o se il suo fuoco si spegnerà”, ha dichiarato ieri il primo ministro ungherese Victor Orban, delineando quale scenario cruciale è prossimo a delinearsi nei prossimi giorni. 
A Miami non si vede ancora la luce in fondo al tunnel per far valere il piano americano alla parte ucraina. Il comandante in capo delle Forze Armate di Kiev, Oleksandr Syrskyi, ha ribadito che "una pace giusta è un cessate il fuoco lungo l'attuale linea di fronte e successivi negoziati, senza cedere alcun territorio alla Russia".
Lo ha dichiarato in un'intervista a Sky News, dove ha tuttavia ammesso che il fronte è sotto pressione: Mosca ha schierato più di 710.000 soldati sul fronte e "sta cercando di avanzare lungo quasi tutta la linea di contatto". Secondo i suoi dati, le forze armate russe utilizzano quotidianamente 4-5 mila droni kamikaze e altri 1.500-2.000 droni per sganciare munizioni.
Il monito è chiaro: “la Russia continuerà l'operazione militare speciale se il raggiungimento dei suoi obiettivi con mezzi pacifici si rivelerà impossibile”, ha affermato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov.
Ma se i negoziati dovessero arrancare, come di fatto sta avvenendo con la leadership di Kiev ormai inebriata dall’epidemia guerrafondaia che aleggia in Europa, Washington ha già pronto il futuro apocalittico che spetta al vecchio continente.
Funzionari del Pentagono coinvolti nelle politiche NATO, citati dalla Reuters, hanno comunicato ai partner europei che, entro il 2027, l’Europa dovrà assumersi la responsabilità della maggior parte delle capacità di difesa convenzionali dell’Alleanza, dall’intelligence ai sistemi missilistici.
Secondo le fonti, se gli alleati europei non rispetteranno questa scadenza, gli Stati Uniti potrebbero persino ritirarsi da alcuni dei meccanismi di coordinamento della difesa all’interno della NATO. La questione sarebbe già nota — e motivo di preoccupazione — tra diversi rappresentanti di Capitol Hill, ha spiegato una fonte statunitense.
Washington avrebbe inoltre ribadito che i progressi europei nel rafforzamento delle proprie capacità militari dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022 non sono ancora considerati sufficienti.
“Gli alleati hanno riconosciuto la necessità di investire di più nella difesa e di spostare il carico sulla difesa convenzionale” dagli Stati Uniti all’Europa, ha detto il funzionario.
D’altra parte il volto schizofrenico di Washington mostra sempre oggi un’altra facciata, con la Casa Bianca che vede come “interesse fondamentale degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina” al fine di “prevenire escalation involontarie o un’espansione della guerra e ripristinare una stabilità strategica con la Russia”. Tutto scritto nero su bianco nel documento sulla strategia di sicurezza nazionale che vedrebbe gli Usa fare “notevoli sforzi diplomatici per ristabilire la stabilità nelle relazioni tra Europa e Russia”.
Una dichiarazione di intenti che sembra più che una dottrina politica applicata sul campo. 


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Friedrich Merz © Imagoeconomica 

La Germania si prepara a mobilitare i giovani per la guerra

Intanto Berlino guarda al futuro del Paese in trincea. Il 5 dicembre 2025 il Bundestag tedesco ha approvato una riforma radicale del servizio militare che segna la più significativa svolta per la Bundeswehr dalla sospensione della leva obbligatoria nel 2011. Con 323 voti a favore, 272 contrari e una sola astensione, il Parlamento ha dato il via libera al pacchetto di misure presentato dal ministro della Difesa Boris Pistorius, nella fattispecie rendendo obbligatori per la prima volta questionari digitali e visite di idoneità per i giovani tedeschi, aprendo formalmente la strada a una possibile coscrizione selettiva già dal 2027.
Chi risulterà idoneo potrà accedere a un servizio volontario retribuito con circa 2.600 euro lordi al mese, più incentivi. Tuttavia, la vera novità politica è la clausola che consente al Parlamento di attivare una “leva obbligatoria in base alle necessità” (Bedarfswehrpflicht) qualora i volontari non soddisfino gli obiettivi di organico. Questo meccanismo, presentato dal governo come “ultima spiaggia” in caso di deterioramento della sicurezza, apre concretamente allo scenario di una coscrizione selettiva con sorteggio tra gli idonei. 
Ma molti giovani non ci stanno a vedersi consegnati al martirio contro la Russia. Circa sessanta città tedesche, da Berlino a Monaco, da Amburgo a Stoccarda, hanno registrato scioperi e manifestazioni coordinate sotto lo slogan “Non vogliamo diventare carne da cannone”. Studenti delle scuole superiori e delle università hanno occupato piazze e marciato contro ciò che definiscono il ritorno di fatto della leva obbligatoria e la militarizzazione della società. 

Crosetto annuncia il nuovo piano della Difesa

L’Italia non è da meno, in questo processo. "Voglio portare in Parlamento a gennaio-febbraio il tema della riorganizzazione totale della difesa. Significa costruire una difesa dal punto di vista degli uomini, degli strumenti normativi e giuridici a 360 gradi per affrontare le sfide del futuro", ha dichiarato il nostro ministro della Difesa Guido Crosetto


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Guido Crosetto © Imagoeconomica 


Il fulcro del piano è il cosiddetto Dome nazionale, un'architettura protettiva multilivello che integra superiorità aerospaziale, difesa missilistica e capacità antidrone. Crosetto ha definito questo sistema come "una difesa che non abbiamo mai avuto e ormai irrinunciabile", citando esplicitamente le esperienze operative di Israele e Ucraina come riferimenti.
Un sistema prevede investimenti complessivi pari a circa 4,4 miliardi di euro e comprende: sistemi spaziali per l'allarme missilistico; radar avanzati di sorveglianza; velivoli di difesa aerea, incluso il caccia di sesta generazione GCAP (Global Combat Air Programme); batterie Samp-T Next Generation e sistemi antidroni.
Il piano poi prevede creazione di una riserva selezionata di almeno 10.000 riservisti, con competenze trasversali in settori critici come cybersicurezza, sanità e ingegneria. Per le forze terrestri si parla di un incremento di 1,945 miliardi di euro destinati al programma A2CS per l’acquisizione di nuovi veicoli corazzati, l’ammodernamento di 125 carri Ariete — rispetto ai 90 inizialmente previsti — e ulteriori fondi, pari a 435 milioni, per il nuovo semovente ruotato da 155/52 mm.
Sul fronte navale, gli investimenti ammontano a circa 800 milioni di euro l’anno e comprendono la costruzione di nuovi cacciamine e unità polivalenti, quattro sottomarini U212 NFS sviluppati con la Germania, il progetto Critical Infrastructure Protection e l’acquisizione di otto nuovi pattugliatori, sostenuta da ulteriori 2,5 miliardi di euro entro il 2035.

Putin in India rafforza i legami con l’Eurasia

Nel frattempo, Vladimir Putin ha concluso la sua visita di Stato di due giorni in India dove Mosca e Nuova Delhi hanno stabilito di raddoppiare il loro fatturato commerciale, ma anche riequilibrarne la struttura.
"Con lo sviluppo dei nostri Paesi e delle nostre economie, si ampliano le opportunità di cooperazione. Stiamo sviluppando nuovi settori legati all'alta tecnologia, allo sviluppo e alla collaborazione nell'aviazione, nello spazio, nell'alta tecnologia in senso lato e nell'intelligenza artificiale. Abbiamo un rapporto di grande fiducia nell'ambito della cooperazione tecnico-militare. Intendiamo progredire in tutti questi settori", ha sottolineato il leader del Cremlino.
Dopo due ore di comunicazione, le delegazioni russa e indiana hanno firmato 29 documenti, tra cui quelli relativi alla lotta all'immigrazione clandestina, alla cooperazione in ambito sanitario e marittimo, allo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e all'esplorazione dell'Artico.
In particolare, hanno concordato un programma di cooperazione economica fino al 2030, entro il quale si prevede che il fatturato commerciale crescerà dagli attuali 64 miliardi di dollari a 100 miliardi di dollari. Ciò sarà facilitato dalla cooperazione in agricoltura, produzione di fertilizzanti, cooperazione tecnico-militare ed energia nucleare.


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Vladimir Putin © Imagoeconomica 


Sul fronte della cooperazione spaziale, Putin e Modi hanno firmato una dichiarazione che sancisce progressi significativi nella collaborazione per lo sviluppo e l'utilizzo di motori razziali. Il capo di Roscosmos, Dmitry Bakanov, ha confermato che sono in corso trattative per la fornitura di motori della famiglia RD-170/171 e per la concessione di licenze alla produzione locale di tali tecnologie in India.
Un’intesa che si rafforza anche nell’interscambio tecnico-militare. La Russia è il principale fornitore di armi dell'India: tra il 2020 e il 2024, il 38% delle esportazioni di armi russe è stato destinato a Nuova Delhi.​
Durante il vertice si è discusso dell'acquisto di 280 missili per il sistema di difesa aerea S-400, già utilizzato con successo dall'India nell'operazione Sindoor del maggio 2025 contro incursioni aeree pakistane. Fonti del ministero della Difesa indiano hanno inoltre indicato un possibile interesse per ulteriori cinque squadroni di S-400, potenziali discussioni sul sistema S-500 e sui caccia Su-57. Al contempo, come riportato dal CEO della società statale russa "Rostec", Sergey Chemezov, la Russia sta negoziando con Nuova Delhi un possibile dispiegamento sul suo territorio della produzione di aeromobili senza pilota, inclusi i droni d'attacco "Lancet".
E sul petrolio? "La Russia è pronta a mantenere forniture ininterrotte di petrolio per l'economia indiana in rapida crescita", ha dichiarato Putin, evidenziando come, nonostante le sanzioni imposte a i giganti russi Lukoil e Rosneft, il petrolio russo scontato continua a fluire verso l'India, sebbene attraverso canali più complessi. Nuova Delhi non si è lasciata intimorire dai dazi di Trump al 50% per l’acquisto del greggio da Mosca. L’impero che detta legge al resto del mondo, non esiste più. 

Offensiva russa su Konstantinovka: si apre un nuovo fronte da nord

Più ad Est, nella zona di combattimento le forze armate russe hanno lanciato un'offensiva coordinata verso Konstantinovka, con la 98ª Divisione Aviotrasportata della Guardia che avanza da nord attraverso i villaggi di Mayskoye e Klinovoye. Questa manovra, coordinata con le operazioni dell'8ª Armata da sud, ha messo la guarnigione ucraina in una situazione tattica critica, costringendo il comando di Kyiv a distribuire le sue risorse in modo precario per contenere lo sfondamento. 
La 98ª Divisione Aviotrasportata della Guardia ha lanciato la sua offensiva dal villaggio di Mayskoye, avanzando verso le linee ucraine nella zona di Klinovoye. I paracadutisti russi si stanno preparando per un assalto coordinato che mira a sfondare le difese lungo un corridoio in rapida espansione. L'elemento centrale di questa strategia è l'obiettivo di Verolyubovka, un villaggio che rappresenta una vera e propria chiave strategica per il proseguimento dell'operazione. Questo insediamento fungerebbe da fulcro per le successive manovre della 98ª Divisione verso Alekseevo-Druzhkovka, un'area di importanza cruciale per il controllo delle linee di rifornimento ucraine. 
Attraverso quest’ultimo insediamento passano tutte le principali arterie logistiche che collegano Kramatorsk e Druzhkovka a Konstantinovka. Il controllo di questi assi di comunicazione rappresenterebbe un colpo decisivo per le operazioni russe, potenzialmente isolando una delle ultime grandi città ucraine nella regione di Donbas ancora in mani di Kyiv. 

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