Negoziati al collasso. L’Ucraina rifiuta i punti chiave del piano di Trump
Non sembra esserci più limite ai folli propositi che balenano nelle menti guerrafondaie della grande finanza che poi si traducono nelle sinistre invettive dei leader militari occidentali.
“La NATO potrebbe prendere in considerazione l'idea di lanciare un "attacco preventivo" contro la Russia”, ha detto oggi il presidente del comitato militare dell’alleanza, l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, in un commento al Financial Times.
Non si parla ancora di testate nucleari o di centinaia di migliaia di truppe da scagliare contro il nemico, ovviamente per non turbare eccessivamente la sensibilità popolare che necessità di essere addomesticata alla guerra per gradi.
Una postura della NATO, quella proposta da Dragone che deve al momento essere "proattiva" o "aggressiva" solo nei contesti di eventuali attacchi informatici.
In questo nuovo scenario di minacce ibride – ha spiegato Dragone – un "attacco preventivo" (volto ad esempio a neutralizzare una minaccia cyber o un sabotaggio imminente) potrebbe essere legittimamente classificato come un'"azione difensiva”.
Curioso come tuttavia i profeti della guerra sia sempre più certi dell’ineluttabilità di un conflitto.
La NATO non ha disdegnato di condurre esercitazioni nel Mediterraneo ("Neptune Strike") che, secondo report confermati di CBS News, includevano simulazioni di conflitto con la Russia. Il Supreme Allied Commander Europe (SACEUR) dell’Alleanza, Alexus Grinkevich ha indicato il 2027 come data critica per la preparazione dell'Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord a un potenziale conflitto simultaneo con Mosca e Pechino.
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius un'intervista alla Frankfurter Allgemeine Zeitung del 15 novembre, ha invece dichiarato che “tradizionalmente abbiamo indicato il 2029 come possibile orizzonte temporale, ma le valutazioni attuali parlano anche del 2028". Ha aggiunto che alcuni analisti militari ritengono che "potremmo aver appena vissuto la nostra ultima estate di pace".
Pistorius ha quindi spinto per il riarmo completo della Germania entro il 2029, puntando a 80.000 soldati attivi e 120.000 riservisti, mentre Berlino ha avviato un programma di riarmo di riarmo da 377 miliardi di euro. Secondo Pisturius Vladimir Putin "non fa mistero delle sue ambizioni imperialistiche" quando, al contrario, lo stesso leader russo ha definito questa eventualità “ridicola”.
Al vertice della CSTO il 27 novembre 2025 a Bishkek (Kirghizistan), il leader del Cremlino ha nuovamente messo le cose in chiaro: "La Russia non intende attaccare l'Europa. Questo per noi suona ridicolo, non l'abbiamo mai pianificato", ha dichiarato, definendo "truffatori" coloro che parlano del rischio di un attacco russo all'Europa.
"Se hanno spaventato i loro cittadini e vogliono sentire che non abbiamo alcuna intenzione e nessun piano aggressivo contro l'Europa, va bene, siamo pronti a stabilirlo in ogni modo", ha aggiunto, offrendo di formalizzare per iscritto l'impegno a non attaccare. Un’eventualità che sarebbe un’assurdità logica per la Russia dato che le forze convenzionali della NATO superano quelle russe con un rapporto di 3:1.
Mosca, in ogni caso, non ha esitato a replicare ai propositi guerrafondai di Dragone.
"Vediamo un tentativo deliberato di minare gli sforzi per superare la crisi ucraina". <...> I tuoi veri obiettivi e intenzioni NATO non lo nasconde da molto tempo. Allo stesso tempo, la leadership del blocco ha abbastanza coscienza per accusare la Russia di "retorica nucleare belligerante",intimidazione e famigerati attacchi ibridi senza alcuna prova del nostro coinvolgimento", ha osservato il portavoce del Ministro degli Esteri russo Maria Zakharova.
Negoziati al collasso. L’Ucraina rifiuta i punti chiave del piano di Trump
Nel frattempo il piano di pace di Donald Trump sembra sempre più destinato all’oblio, almeno seguendo gli attali propositi ucraini. Come riportato da Rbc-Ukraine, durante i negoziati svoltisi in un club privato Shell Bay in Florida, Kiev ha rifiutato il piano di pace americano.
Alla trattativa hanno partecipato, per la delegazione americana, il Segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner; l’Ucraina era rappresentata dal nuovo responsabile del team negoziale Rustem Umerov.
La posizione di Kiev, secondo la pubblicazione, non cambia: il cessate il fuoco dovrebbe avvenire lungo l'attuale linea del fronte. E solamente dopo si dovrebbe iniziare la discussione sui territori. Al contempo i rappresentanti dell’Ucraina hanno evidenziato che il percorso verso l'adesione alla NATO è sancito nella Costituzione e un cambiamento rappresenterebbe "un cattivo precedente".
D’altro canto lo stesso presidente Volodymyr Zelensky aveva dichiarato in precedenza che qualora gli Stati Uniti dovessero rifiutare le posizioni ucraine, il Paese continuerà la lotta fino al fiume Dnepr.
Una posizione suicida che non fermerà Mosca dal perseverare nei sui obiettivi militari. È stato lo stesso ex segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ad ammettere che la Russia ha attaccato l’Ucraina per evitare di avere la NATO ancora più vicina ai suoi confini.
D’altra parte la posizione europea rimane strettamente legata a questo atto di sabotaggio della pace in piena regola.
In un intervento chiave tenutosi nei giorni scori tra il vertice G20 di Johannesburg e la plenaria di Strasburgo, anche la presidente della commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha respinto categoricamente i principali punti del testo americano, esponendo in una dichiarazione ufficiale le tre condizioni per la fine della guerra: non si possono cambiare i confini con la forza, non si possono imporre restrizioni all'esercito ucraino, ed è necessario riflettere completamente il ruolo centrale dell'Unione Europea nel garantire la pace in Ucraina.
Le ultime indiscrezioni che arrivano da Miami in ogni caso non promettono nulla di nuovo. Il piano iniziale è stato significativamente rivisto dopo consultazioni a Ginevra e in Florida — la nuova versione include più proposte ucraine, ma prevede ancora compromessi bilaterali. L’inviato speciale di Trump, Steve Whitkoff incontrerà oggi Vladimir Putin a Mosca.
Saranno le prossime 24 a determinare che su che traiettoria verrà indirizzato il processo negoziale. Andremo avanti fino al Dnepr e poi fino al Reno?
Foto © Imagoeconomica
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