Il piano operativo segreto della Germania per spostare 800.000 uomini sul fronte orientale. Putin: cessate il fuoco se Kiev si ritira dal Donbass, ma il Parlamento Ue blinda Kiev sui territori
“In questo mondo incerto, dove la forza fa il diritto e la guerra è una realtà presente, la nostra nazione non ha il diritto di temere, farsi prendere dal panico, essere impreparata o divisa… Un nuovo servizio nazionale sarà istituito gradualmente a partire dalla prossima estate”, ha affermato oggi il presidente francese Emmanuel Macron, durante una visita alla 27a Brigata di Fanteria di Montagna a Varces, nell’Isère.
Dal 12 gennaio 2026 la Francia avvierà il servizio militare volontario sul territorio nazionale. I dettagli si possono già trovare sul sito web dell’Armée: i candidati che supereranno la selezione riceveranno uno stipendio mensile di circa 800 euro lordi, esclusi i bonus, e beneficeranno di uno sconto del 75% sulle tariffe ferroviarie SNCF.
Con tempismo perfetto, anche il nostro ministro Guido Crosetto ha annunciato sempre oggi l’intenzione di proporre un disegno di legge in parlamento sul ripristino della leva militare su base volontaria.
“Reintrodurre in Italia un nuovo servizio militare, come in Francia e in Germania? Se lo deciderà il Parlamento sì. Io penso di proporre, prima in Consiglio ai ministri e poi in Parlamento, una bozza di disegno di legge da discutere che garantisca la difesa del Paese nei prossimi anni e che non parlerà soltanto di numero di militari ma proprio di organizzazione e di regole”.
La finestra di overton per spedirci in trincea senza che il nostro inconscio opponga la minima resistenza, ha quasi attraversato le nostre coscienze.
“L'Unione Europea si sta preparando a uno scontro militare diretto con la Russia”, ha commentato oggi il viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko durante una riunione del Consiglio di esperti della Commissione per gli affari internazionali della Duma di Stato, spiegando che "il fulcro della politica militare perseguita dai paesi della NATO e dall'Unione Europea, che si è subordinata all'alleanza, è quello di preparare l'economia, le infrastrutture, la logistica, la società e l'esercito a un conflitto armato diretto con la Russia".
Il piano operativo segreto della Germania per spostare 800.000 uomini sul fronte orientale
A fare eco queste dichiarazioni allarmanti di Grushko, si aggiunge ora un piano operativo tedesco segreto di 1200 pagine i cui contenuti sono stati rivelati dal Wall Street Journal.
Il piano prevede la trasformazione della Germania in un gigantesco corridoio di transito per 800.000 soldati alleati, necessari per difendere il fianco orientale (Polonia, Baltico) da una potenziale aggressione russa. Tuttavia, come evidenziato dalle recenti esercitazioni "Red Storm", l'infrastruttura civile tedesca è troppo fragile e la burocrazia troppo lenta per sostenere una mobilitazione di questa portata. 
Vladimir Putin © Imagoeconomica
Il documento, classificato come Segreto di Stato, non riguarda il combattimento diretto delle truppe tedesche, ma la gestione del territorio nazionale come base logistica. Il piano prevede che, in caso di attivazione dell’Articolo 5 della NATO, fino a 800.000 militari e 200.000 veicoli pesanti attraversino la Germania dai porti del Mare del Nord — situati in Olanda, Belgio e Germania — dirigendosi verso est nell’arco di tre o sei mesi. In questo contesto, l’autostrada A2, che collega Oberhausen a Berlino, viene considerata l’arteria fondamentale dell’intero sistema logistico. Si immagina che colonne militari lunghe chilometri debbano condividere la carreggiata con il traffico civile, rendendo necessarie aree di sosta dedicate al rifornimento e al riposo a intervalli molto ravvicinati. Il piano assume inoltre che tali linee di rifornimento diventeranno immediatamente bersaglio di missili, sabotaggi e attacchi informatici russi con l’obiettivo di paralizzare l’avanzata della NATO prima che raggiunga il fronte.
L’Ue pensa l’impensabile: ritorsioni contro la Russia
Al contempo, il quotidiano Politico rivela che l’Europa sta considerando risposte più aggressive contro i presunti attacchi ibridi e cyber della Russia, passando da una difesa passiva a una deterrenza attiva.
Si cita in particolare il caso dei droni caduti in Polonia il 9-10 settembre, attribuiti ad una provocazione da Mosca. I velivoli recuperati erano droni Gerbera dalla gittata di circa 300-600 km, incompatibili con una traiettoria dal territorio russo. Fonti ucraine parlavano di serbatoi supplementari nel muso, tuttavia, le procure polacche che hanno recuperato i velivoli non hanno confermato la loro presenza, e in alcuni casi i droni recuperati erano descritti come privi di componenti essenziali per il volo a lungo raggio, alcuni erano persino senza motore.
Si citano poi atti di sabotaggio che hanno colpito la linea ferroviaria Varsavia-Lublino-Dorohusk con detonazioni di esplosivi di tipo C4. Un attentato compiuto da due cittadini ucraini, Yevhenii Ivanov e Oleksandr Kononov, subito attribuito all’intelligence russa ma avvenuto con un perfetto tempismo. Quello stesso giorno la Polonia aveva appena riaperto due valichi di frontiera con la Bielorussia – chiusa in precedenza a causa delle esercitazioni Zapad 2025 – e il capo di stato maggiore polacco Wieslaw Kukula avvertiva che la Russia avrebbe preparato potenziali aggressioni sul territorio polacco.
Provocazioni attribuite al Cremlino in un momento in cui avrebbe poco interesse a incrinare i rapporti con Washington ora in fase distensiva, ma che farebbero certamente gli interessi del partito della guerra che domina il continente.
La ministra degli esteri lettone Baiba Braže e il generale svedese Michael Claesson, secondo Politico, spingono per azioni proattive, come operazioni cyber congiunte contro sistemi russi (es. produzione droni ad Alabuga) e esercitazioni a sorpresa.
Nel mentre, l'Italia propone un centro europeo per contrastare la guerra ibrida, una forza cyber di 1.500 unità e personale specializzato in AI, mentre la NATO si concentra su risposte asimmetriche, come dimostrazioni di forza e attribuzioni rapide degli attacchi a Mosca, rafforzando difese aeree e anti-drone sul fianco orientale.
Putin: cessate il fuoco se Kiev si ritira dal Donbass
La Russia è "pronta a mettere nero su bianco" che non attaccherà l'Europa. I politici che affermano pubblicamente il contrario sono "fuori di testa" o "delinquenti", e le loro affermazioni sono "totali assurdità" e "vere e proprie bugie". Con queste dichiarazioni tenute al termine della sua visita di Stato in Kirghizistan, il presidente russo Vladimir Putin ha commentato la recente corsa all’escalation che sta inondando l’Europa. 
Per quanto riguarda la fuga di notizie sul piano di pace, il leader del Cremlino ha affermato che la Russia concorda in generale sul fatto che l'elenco di punti degli Stati Uniti "può essere utilizzato" come base per accordi futuri, ma la bozza del testo deve essere tradotta in un linguaggio diplomatico", mentre ora alcuni punti suonano ridicoli.
Ha annunciato inoltre che “la Russia cesserà le ostilità quando le truppe ucraine si saranno ritirate dal Donbass, altrimenti Mosca raggiungerà i suoi obiettivi con mezzi militari”.
Il presidente russo ha poi messo in evidenza la dinamica del fronte che mostra avanzamenti sempre più rapidi da parte dell’esercito russo.
"Krasnoarmeisk e Dimitrov sono completamente circondate. Proprio come lo era Kupyansk. Il 70% del territorio di Krasnoarmeisk è nelle mani delle forze armate russe. A sud della città di Dimitrov, un gruppo nemico è stato isolato. Si è diffuso in questa maniera in tutta la città e le nostre truppe si stanno muovendo verso la sua distruzione sistematica”. Al contempo la città di Volchansk è "quasi completamente" nelle mani dell'esercito russo.
In conclusione, Putin ha messo in evidenza la posizioni talvolta contraddittorie e ambigue dell’amministrazione Trump su punti cardine della de-escalation mondiale.
“Se gli Stati Uniti non vogliono fare nulla riguardo al Nuovo Trattato sulla Riduzione delle Armi Strategiche (Nuovo START), così sia: "[Il Nuovo trattato START] scade a febbraio. Bene, se non vogliono fare nulla, non devono farlo", ha continuato il leader russo che ha poi citato le nuove “inaspettate” sanzioni contro i colossi energetici russi, mentre non vi erano stati conflitti tra Mosca e Washington dopo l'Alaska: "Te lo dico sinceramente, non ho nemmeno capito cosa stesse succedendo", ha chiarito Putin, mettendo in luce un Trump probabilmente sotto pressione di forze sinistre che faranno di tutto pur di far fallire una distensione con il Cremlino.
Il Parlamento Europeo blinda Kiev sul non fare concessioni alla Russia
Nel frattempo a Bruxelles l’ordine del giorno è promuovere la logica dello scontro per bloccare ogni possibile speranza di pace.
Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione, con 401 voti a favore, 70 contrari e 90 astensioni, in cui afferma che "nessun territorio ucraino temporaneamente occupato sarà legalmente riconosciuto dall'Ue e dai suoi Stati membri come territorio russo".
In particolare gli eurodeputati esortano l'Ue e i suoi Stati membri a mostrare leadership in questo cruciale momento geopolitico e a continuare a collaborare con Washington e altri partner affini, affinché “i negoziati per una pace giusta e duratura rispettino il diritto internazionale”.
I deputati insistono sul fatto che il cessate il fuoco debba essere accompagnato da solide garanzie di sicurezza da parte dell'UE e degli USA - secondo la logica dell'articolo 5 della NATO e dell'articolo 42.7 dello Statuto UE, per prevenire una nuova aggressione.
Sottolineano poi la necessità del coinvolgimento Ue in qualsiasi negoziato di pace, poichè l'esito della guerra in Ucraina avrà un impatto profondo sulla sicurezza europeo, ribadendo che "nulla sull'Ucraina deve essere deciso senza l'Ucraina, e nulla sull'Europa senza l'Europa".
Il Parlamento Europeo indica inoltre che l'incoerenza degli USA ostacola l'instaurazione di una pace duratura, e sottolinea: l'accordo di pace non deve limitare il diritto dell'Ucraina di scegliere alleanze e di difendere la propria integrità territoriale. 
La stessa Ue che al vertice G20 ha stravolto il testo di 28 punti elaborato da Witkoff e Dmitriev, svuotandolo dei punti cardine. Secondo i principali quotidiani internazionali, la nuova bozza prevede che i negoziati sui territori partano dalla linea del fronte attuale, con cessate il fuoco preliminare ma senza riconoscere come russe le aree occupate. Le questioni territoriali e gli eventuali scambi vengono rinviati a un incontro tra Trump e Zelensky.
Sul tema della neutralità, la bozza europea non esclude l’ingresso futuro dell’Ucraina nella NATO ma rinvia ogni decisione, mantenendo la libertà di scelta di Kiev. Il nuovo testo introduce garanzie di sicurezza simili all’Articolo 5, prevedendo una risposta coordinata in caso di aggressione russa, senza però l’ingresso formale nell’Alleanza.
Un testo che garantirà che la guerra permanente non si spenga mai.
The Economist spiega la strategia ucraina per proseguire la guerraì
Nel frattempo dalla stampa occidentale si levano gli scenari più foschi su cui evidentemente puntano i guerrafondai. The Economist, citando ex diplomatico ucraino ritiene che la migliore possibilità per l'Ucraina sia semplicemente quella di continuare a combattere senza perdere i propri alleati. Da questo punto di vista i finanziamenti europei stanno diventando di fondamentale importanza: già a metà dicembre, il vertice UE deciderà il destino dei beni russi congelati.
"La strada è diventata molto stretta. Evitare il conflitto con Trump. Garantire la fornitura di armi pagate dall'Europa. E poi aspettare, sperando che il Cremlino arrivi al punto di considerare la guerra inaccettabile", afferma una delle fonti informata.
L’ultima speranza di pace è appesa ad un filo.
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