Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Bruxelles resta fredda, Mosca si accredita come arbitro: il fronte europeo diviso tra sabotaggio e riarmo infinito 

Lo sfondo è cupo, di un grigiore spettrale mentre è in corso una perturbazione invernale. Zelensky in primo piano ha lo sguardo affranto e rassegnato.
O la perdita di dignità, o il rischio di perdere un partner chiave. O 28 punti difficili, o un inverno estremamente difficile – il più difficile – e ulteriori rischi. Una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia”, afferma Zelensky in un videomessaggio commentando il recente piano di pace ricevuto. Il tono è insolitamente diretto e grave, mentre ammette la criticità del momento sia sul fronte militare sia su quello diplomatico.
C’è un momento nella vita di ogni nazione in cui tutti hanno bisogno di parlare. Onestamente. Con calma. Senza speculazioni, voci, pettegolezzi, senza nulla di superfluo. Così com’è”, ha detto il presidente, aggiungendo che questo è “uno dei momenti più difficili della nostra storia”.
Zelensky ha poi aggiunto che sull’Ucraina si esercita “una delle pressioni più forti” dall’inizio della guerra e che nei prossimi giorni a Kiev verrà chiesta una risposta chiara alla proposta americana di accordo. Ma ha anche ricordato che, a suo dire, quella risposta l’ha già data nel 2019, nel giorno del suo insediamento.
Io, Volodymyr Zelensky, eletto Presidente dell’Ucraina per volontà del popolo, mi impegno a difendere la sovranità e l’indipendenza dell’Ucraina con tutte le mie azioni, a sostenere i diritti e le libertà dei cittadini, a rispettare la Costituzione e le leggi dell’Ucraina, a svolgere i miei doveri nell’interesse di tutti i compatrioti e ad accrescere l’autorità dell’Ucraina nel mondo”, ha ricordato, sottolineando: “Per me questa non è una formalità protocollare per un segno di spunta: è un giuramento. E ogni giorno sono fedele a ogni sua parola. E non la tradirò mai. L’interesse nazionale ucraino deve essere preso in considerazione”.
Sullo sfondo dei negoziati, il leader ucraino ha assicurato che Kiev non intende rompere con Washington: “Non faremo dichiarazioni ad alta voce, lavoreremo con calma con l’America e tutti i partner. Presenterò argomentazioni, convincerò, offrirò alternative, ma non daremo sicuramente al nemico un motivo per dire che è l’Ucraina a non volere la pace, che è lei a interrompere il processo e che l’Ucraina non è pronta per la diplomazia. Questo non accadrà”.
In ballo c’è il piano di pace che in sintesi sancisce un patto di non aggressione globale tra Russia, Ucraina ed Europa, con la Russia che rinuncia a invadere paesi vicini e la NATO che blocca la propria espansione. Le Forze Armate ucraine saranno limitate a 600.000 effettivi e la neutralità sarà sancita costituzionalmente, escludendo l’ingresso nella NATO e ogni presenza di truppe straniere. Crimea, Luhansk e Donetsk saranno riconosciute come russe, mentre Kherson e Zaporizhia resteranno sulla linea di contatto; le nuove frontiere non potranno essere modificate con la forza. Viene istituito un Fondo di sviluppo per la ricostruzione ucraina, con 100 miliardi di dollari di fondi russi congelati e investimenti americani ed europei: metà dei profitti andrà agli USA, il resto a un fondo misto russo-americano per progetti comuni. La Russia avrà una graduale reintegrazione economica globale e collaborerà con USA ed Europa in settori strategici.
La realtà è che Zelensky ora è con le spalle al muro, non solo per quanto riguarda la situazione al fronte. Il leader ucraino è coinvolto in uno scandalo di corruzione senza precedenti. L'operazione "Midas" condotta dall'Ufficio Nazionale Anticorruzione (NABU) ha portato alla luce un presunto schema corruttivo nel settore energetico che coinvolge Timur Mindich, ex partner commerciale e amico di Zelensky, con circa 100 milioni di dollari riciclati. Secondo i documenti del NABU, anche Zelensky è menzionato nell’atto di accusa contro il suo compagno. Mindich, in particolare, avrebbe sfruttato l'amicizia con il presidente e i legami con l'élite per “soddisfare i propri bisogni”. 




“Il danno arrecato all'immagine del leader ucraino è probabilmente irreversibile. Questo ha trasformato Zelensky in una anatra zoppa”, ha dichiarato un ricercatore dell'Atlantic Council.
Curioso come i principi sull’interesse nazionale ucraino siano stati inizialmente soppiantati da una richiesta ben più impellente in questo senso. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e da altre fonti autorevoli, la versione originale del piano includeva un punto specifico che richiedeva un audit completo di tutti gli aiuti internazionali ricevuti dall'Ucraina dall'inizio del conflitto, ma nella versione finale del piano circolata online, questa proposta è stata sostituita con il Punto 26, che recita: "Tutte le parti coinvolte in questo conflitto riceveranno piena amnistia per le loro azioni durante la guerra e accetteranno di non presentare alcuna richiesta né di considerare alcun reclamo in futuro".
Il presidente Donald Trump non ha usato mezzi termini: “Zelensky dovrà approvare il piano di pace degli Stati Uniti per l'Ucraina”, altrimenti "se non gli piace il piano degli Stati Uniti, può continuare a combattere".
E ancora, “credo che sappiate che se non lo accetta, gli Stati Uniti ritireranno il loro sostegno all'Ucraina", ha detto, commentando il testo, con evidente fretta di evitare l’incombenza di gestire una sconfitta strategica a causa della situazione disastrosa al fronte.
L’ultimatum è già definito. Trump ha indicato il 27 novembre, Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, come scadenza “appropriata” per la decisione di Kiev sul piano. “L’Ucraina perderà ancora più territorio in un breve lasso di tempo”, ha continuato Trump, rispondendo a chi gli chiedeva se Kiev dovesse rinunciare a parte del territorio non ancora conquistato dalla Russia, “come l’intero Donbass”. 

Il sabotaggio dell’Ue

L’Europa lavora sotto banco per far fallire l’ultimo tentativo di fermare il conflitto. Come riportato da Bloomberg, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer hanno respinto i punti chiave del piano di pace durante una telefonata con il presidente ucraino.
Secondo una dichiarazione del governo tedesco, i leader europei hanno concordato che le forze armate ucraine devono mantenere la capacità di difendere la sovranità del Paese e che l'attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza per eventuali colloqui di pace.
Starmer ha confermato di aver parlato con il presidente dell'Ucraina, insieme al presidente della Francia e al cancelliere della Germania, scrive la BBC.
"Vogliamo tutti una pace giusta e duratura, lo vuole il presidente americano, lo vogliamo tutti. E dobbiamo muoverci verso questo obiettivo, partendo da ciò che abbiamo ora. Ma il principio secondo cui l'Ucraina deve determinare il proprio futuro, con la propria sovranità, è un principio fondamentale", ha affermato, ribadendo il mantra che potrà solo garantire il riarmo senza limiti del Paese e dunque la continuazione del conflitto.
Secondo il Financial Times l’incontro Usa-Ue sull’Ucraina si è svolto in un clima “nauseabondo”. I colloqui si sono tenuti il 21 novembre nella residenza della incaricata d'affari degli USA in Ucraina, Julie Davis, a Kiev. Il ministro dell'esercito USA Daniel Driscoll ha detto agli ambasciatori e ai funzionari dei paesi UE che la parte americana è ottimista e non intende mostrare flessibilità. 


stamer ima 2555235

Keir Starmer

Putin: “Il piano può essere una base, ma Kiev dice no”

Dall’altra parte del fronte diplomatico, il Cremlino coglie l’occasione per accreditarsi come parte disponibile al compromesso. Durante una riunione del Consiglio di sicurezza russo, Vladimir Putin ha commentato il piano americano, definendolo potenzialmente accettabile come quadro di riferimento.
Credo che anche questo possa essere utilizzato come base per un accordo di pace definitivo”, ha dichiarato il presidente russo. Ha confermato che Mosca “ha il testo del piano”, precisando però che non vi è stata ancora una discussione dettagliata con Washington.

Secondo Putin, la ragione del blocco sarebbe da cercare a Kiev: “L’amministrazione statunitense non è finora riuscita a ottenere il consenso della parte ucraina. L’Ucraina è contraria. A quanto pare, l’Ucraina e i suoi alleati europei si illudono ancora di infliggere una sconfitta strategica alla Russia sul campo di battaglia”.
Il leader del Cremlino ha avvertito che un rifiuto ucraino di sedersi al tavolo secondo i termini proposti comporterebbe conseguenze sul terreno: “Se Kiev si rifiuta di discutere le proposte del presidente Trump e si rifiuta di farlo, allora sia loro che i guerrafondai europei devono capire che gli eventi accaduti a Kupyansk si ripeteranno inevitabilmente in altre aree chiave del fronte”.
Allo stesso tempo, Putin ha ribadito la disponibilità formale di Mosca al dialogo: la Russia, ha assicurato, è “pronta a negoziare e a risolvere pacificamente i problemi”, anche alla luce di quanto discusso nel recente vertice di Anchorage, in Alaska, con la leadership americana, dove “nonostante le difficoltà” Mosca ha confermato il proprio accordo di principio con le linee generali della risoluzione proposta da Washington. 

Peskov: “Meglio negoziare ora che dopo”

A rafforzare il messaggio, il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha collegato direttamente i successi militari russi alla necessità di Kiev di cambiare rotta.
L’efficace lavoro delle Forze armate russe dovrebbe convincere Zelensky e il suo regime che è meglio negoziare e farlo ora, meglio farlo ora che dopo”, ha dichiarato, sottolineando che lo scopo dell’offensiva è “costringere il regime di Zelensky a una soluzione pacifica” e che ulteriori resistenze sarebbero “inutili e pericolose per Kiev”. 


putin ima 2533117

Vladimir Putin


Secondo Peskov, “lo spazio a sua disposizione per prendere decisioni si sta riducendo man mano che perde territorio durante le azioni offensive delle forze armate russe”. Il riferimento è, ancora una volta, alle recenti conquiste riportate dallo Stato Maggiore russo, che ha informato Putin della “liberazione di Kupyansk”, snodo cruciale nella regione di Kharkiv per la logistica ucraina. La caduta di questa città, ha sottolineato Mosca, consente all’esercito russo di proseguire la sua offensiva verso ovest. 

Il fronte di Pokrovsk: “Situazione catastrofica”

Mentre la pressione diplomatico-militare aumenta ai massimi livelli, il campo di battaglia conferma la narrazione russa di un’Ucraina in difficoltà. A ovest del Donbass, la situazione nella zona di Pokrovsk è stata descritta come “catastrofica” dallo stesso personale ucraino in prima linea.
Il militare ucraino Vladyslav Pototsky, in un messaggio pubblicato sui social, ha parlato senza giri di parole: “Abbiamo lasciato la posizione, vivi e vegeti. Sono riuscito a mettermi in contatto. Purtroppo, con le deludenti notizie, abbiamo perso completamente Pokrovsk. La situazione in direzione di Pokrovsk è catastrofica”.
Secondo il soldato, il corridoio di ritirata da Myrnograd sarebbe ormai ridotto a circa 1,8 km senza zona grigia, mentre il nemico “non smette di cercare di restringere ulteriormente questo corridoio”.
Sui canali Telegram russi circolano video spaventosi che mostrano i bombardamenti con gli ordigni Fab da 3 tonnellate che polverizzano in pochi secondi interi quartieri.
Anche fonti di monitoraggio indipendenti, come il progetto DeepState, descrivono un quadro estremamente critico: le forze russe continuerebbero ad avanzare nella parte centrale della città, consolidando le posizioni e avvicinandosi a una vera e propria battaglia per il pieno controllo dell’insediamento. Nel frattempo, aumenterebbe la presenza di gruppi di fanteria russi nell’area di Rivne, fondamentale per la catena logistica verso Myrnograd, con imboscate e ostacoli ingegneristici in grado di rendere “una lotteria” ogni movimento.
“Più il nemico prende il controllo di Pokrovska, più mette a rischio critico il controllo di Myrnhograd e ulteriori manovre, se necessarie”, si legge nelle analisi diffuse sui canali di monitoraggio, mentre nella città di Myrnograd il gruppo delle Forze di difesa ucraine continua a mantenere le posizioni sotto pressione costante da est, sud e nord.

Foto © Imagoeconomica 

ARTICOLI CORRELATI

La nuova pace sabotata: l'Europa criminale in prima linea

Piano di pace di Witkoff: Kiev trema mentre Bruxelles prepara la Schengen militare

Il nuovo arsenale d'Europa: la scommessa francese sull'Ucraina senza fondi

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos