Oggi vertice Zelensky-Witkoff in Turchia. Yermak, tampinato dallo scandalo “Midas”, vola a Londra da Zaluzhny, il successore più accreditato di Zelensky
Il sostegno militare a Kiev si intensifica e supera ordine di grandezza finora mai visti. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha siglato il 17 novembre con il presidente francese Emmanuel Macron un "accordo storico" presso la Base Aerea di Villacoublay, vicino a Parigi.
Si tratta di una lettera d'Intenti decennale che rappresenta uno dei maggiori programmi europei di acquisizione di armamenti e prevede la fornitura all'Ucraina di equipaggiamenti militari avanzati per rafforzare significativamente le capacità di difesa aerea e l'aviazione da combattimento del paese.
L'intesa prevede che l'Ucraina possa acquisire fino a 100 caccia multiruolo Dassault Rafale F4 entro il 2035, completi degli armamenti associati, insieme a otto sistemi di difesa aerea SAMP/T NG con sei lanciatori ciascuno operativi dal 2027, a nuovi sistemi radar, missili aria-aria, bombe guidate, droni intercettori e piattaforme unmanned sviluppate congiuntamente. L’accordo, che si estende su un orizzonte di circa dieci anni, comprende inoltre la possibilità di trasferimenti tecnologici e di co-produzione in Ucraina di alcune componenti dei Rafale.
Siamo lontani dai vecchi Mirage 2000-5, precedentemente forniti da Parigi, il Dassault Rafale F4 rappresenta l’evoluzione più moderna del caccia multiruolo francese e può svolgere missioni di superiorità aerea, attacco al suolo di precisione, interdizione, ricognizione e bombardamento navale. Dispone del sistema di guerra elettronica SPECTRA, di un radar AESA di ultima generazione, di armamenti avanzati come i missili aria-aria MICA NG, le munizioni AASM Hammer e i missili SCALP EG ed Exocet per attacchi navali; raggiunge Mach 2 a 11.000 metri e Mach 1,1 al livello del mare ed è dotato del casco con display integrato Scorpion di Thales.
La punta di diamante dell’esercito francese opererà dunque in Ucraina, in un programma ben lontano da una distensione e pace imminente con Mosca.
Ma la questione più critica riguarda il finanziamento dell'accordo, stimato tra i 20 e i 22,5 miliardi di euro sulla base di contratti recenti. Il prezzo unitario di un Rafale F4 completo varia significativamente. L'Ucraina non dispone attualmente della capacità di bilancio per finanziare un programma di questa portata. Nonostante gli aumenti della spesa per la difesa nel 2025 — che hanno raggiunto circa 2,96 trilioni di hryvnia (70,86 miliardi di dollari) — il paese rimane fortemente dipendente dall'assistenza finanziaria occidentale per coprire le sue necessità operative immediate. Un diplomatico europeo citato da Politico ha affermato chiaramente: "L'Ucraina non ha soldi. Molto dipenderà dagli asset russi congelati".
Accettando di fornire aerei Rafale all'Ucraina, Macron ha mostrato sostegno politico a Zelensky, ha osservato Ivan Skorikov, capo del Dipartimento Ucraina dell'Istituto di Studi sulla CSI. Da un lato, l'entità dell'assistenza non deve essere sottovalutata, ma dall'altro, non porterà a cambiamenti radicali sul campo di battaglia. Zelensky approfitterà dei piani per l'acquisto di aerei Rafale per convincere il popolo ucraino che l'Occidente è ancora al fianco di Kiev, ha sottolineato Skorikov. 
Steve Witkoff
L'esperto militare Anatoly Matviychuk ha commentato a Rossiyskaya Gazeta che, per volgere la situazione nei cieli a favore dell'Ucraina, Zelensky avrebbe bisogno di almeno 200 aerei di questo tipo. Tuttavia, la Francia non ne ha così tanti. "Questi caccia sono piuttosto vecchi e molti sono già stati ritirati. Anche se la Francia li consegnasse all'Ucraina, l'unico obiettivo sarebbe quello di evitare di doverli smaltire, perché è un processo costoso", ha sottolineato.
Attesa per l’incontro Zelensky-Witkoff programmato per oggi in Turchia
Nel frattempo Zelensky ha annunciato un incontro cruciale previsto per oggi con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ad Ankara, con l'obiettivo dichiarato di "rinvigorire i negoziati" e discutere le "massime possibilità" per ottenere una "pace giusta" per l'Ucraina. "Sarà una conversazione piuttosto approfondita. Ho buoni rapporti con il Presidente della Turchia. Abbiamo alcune posizioni e segnali dagli Stati Uniti. Vedremo domani", ha detto Zelensky, parlando con il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez.
Un incontro che si svolge in un momento critico per la leadership ucraina, tampinata da uno scandalo di corruzione senza precedenti.
Secondo fonti turche e ucraine, all'incontro parteciperà anche Steve Witkoff, inviato speciale del presidente americano Donald Trump per il Medio Oriente e la Russia. Una scelta che potrebbe rappresentare un possibile segnale negativo per la lobby ucraina a Washington, tradizionalmente più vicina a Keith Kellogg, l'altro inviato speciale di Trump per l'Ucraina. Witkoff è noto per aver esercitato forti pressioni su Zelensky durante il controverso incontro alla Casa Bianca di febbraio riguardo a concessioni territoriali.
Un faccia a faccia non casuale che avviene mentre l'Ucraina sta affrontando quello che è stato definito il più grande scandalo di corruzione della presidenza del leader ucraino. L'operazione "Midas" condotta dall'Ufficio Nazionale Anticorruzione (NABU) ha portato alla luce un presunto schema corruttivo nel settore energetico che coinvolge Timur Mindich, ex partner commerciale e amico di Zelensky, con circa 100 milioni di dollari riciclati.
Lo scandalo ha innescato richieste crescenti di dimissioni per Andrey Yermak, capo dell'Ufficio del Presidente. Il deputato Fedir Venislavskyi del partito Servo del Popolo ha dichiarato pubblicamente che " deve andarsene", anche se la decisione finale spetta al presidente.
La situazione si è ulteriormente complicata quando il deputato Yaroslav Zheleznyak ha affermato che nelle registrazioni del NABU, Yermak sarebbe identificato con lo pseudonimo di "Ali Baba", presunto coordinatore di pressioni sugli enti anticorruzione. Il NABU non ha né confermato né smentito questa identificazione.
Un momento critico in cui il ministro incriminato ha pensato bene di fare un viaggio nel Regno Unito. Secondo quanto riportato da due fonti al quotidiano Babel, Yermak sarebbe volato a Londra per incontrare Valeriy Zaluzhny, ex comandante in capo delle forze armate ucraine e attuale ambasciatore ucraino nel Regno Unito. Non sono noti i dettagli precisi dell'incontro, ma è risaputo che Zaluzhny gode di un'enorme popolarità in Ucraina (70% di fiducia secondo alcuni sondaggi) ed è considerato il principale rivale politico di Zelensky. In precedenza, secondo quanto riportato dal Guardian nell'agosto 2025, durante un incontro svoltosi nel novembre 2024, Yermak avrebbe proposto all’ambasciatore di unirsi formalmente al team politico del leader ucraino in vista di future elezioni, ma quest’ultimo avrebbe rifiutato. Cosa avrebbe chiesto Yermak a Zaluzhny in questa occasione, forse la testa di Zelensky? 
Donald Trump
Dall’altra parte del continente, invece, l’attuale leader di Kiev, secondo quanto riportato da Bloomberg, vuole approfittare della crescente pressione degli Stati Uniti sulla Russia per "rilanciare" i negoziati per porre fine alla guerra, ma riuscirà nel suo intento da una posizione di forza? Mosca si è mostrata molto restia a piegarsi alle pressioni americane e dispone di alleati sempre più stretti che consolidano il blocco euroasiatico.
Trump minaccia altre sanzioni mentre i legami tra Mosca e Nuova Deli si intensificano
Il mondo intero si radicalizza sempre più tra coloro che seguono a spada tratta le orme morenti dell’impero – vedasi il Giappone – e quelle nazioni che invece decidono intensificare la partership con le nazioni non allineate con Washington.
Mentre il ministro degli Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar incontrava oggi il presidente russo Vladimir Putin al Cremlino il 17-18 novembre 2025, finalizzato a preparare il vertice annuale India-Russia previsto per il 5 dicembre con il primo ministro Narendra Modi, un Donald Trump, quasi stizzito, prometteva nuove misure punitive. Il tycoon ha espresso il suo sostegno a un disegno di legge, preparato da un gruppo di membri del Congresso, che prevede sanzioni secondarie fino al 500% per i paesi che acquistano petrolio, gas e uranio dalla Russia.
Una misura punitiva che rischia tuttavia di ritorcersi pesantemente contro gli stessi Stati Uniti.
Cina e India sono due paesi che hanno rappresentato complessivamente 526 miliardi di dollari di merci importate dagli Stati Uniti nel 2024. Ebbene Clayton Seigle del Center for Strategic and International Studies ha affermato che "le conseguenze per i paesi che continuano ad acquistare quantità significative di energia russa influenzerebbero materialmente anche l'economia statunitense", contribuendo a "un'inflazione più elevata" e aumentando i costi di importazione per le imprese americane.
Nonostante le pressioni, l'India non ha ceduto. Il governo ha ribadito che continuerà ad acquistare petrolio russo finché rimane economicamente conveniente, citando le esigenze di sicurezza energetica di un paese che importa circa l'85-90% del suo fabbisogno di greggio. L'India ha anche sottolineato la sua opposizione alle "sanzioni unilaterali".
Alcune raffinerie statali indiane hanno sospeso gli acquisti di petrolio russo nell'ultima settimana di luglio e ottobre 2025, poiché gli sconti si sono ridotti e le preoccupazioni sulle sanzioni sono aumentate. Tuttavia, raffinerie private come Reliance Industries e Nayara Energy (posseduta al 49% da Rosneft) hanno mantenuto contratti annuali con Mosca e rappresentano oltre due terzi delle importazioni totali indiane di petrolio russo.
Foto © Imagoeconomica
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