Nuove informazioni sinistre arrivano sul fronte delle armi più temibili, mentre il presidente Donald Trump paventa la possibilità di riprendere i test nucleari.
Secondo una dichiarazione dei Sandia National Laboratories del Dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti, gli Stati Uniti hanno testato con successo una bomba termonucleare tattica B61-12 inerte lo scorso agosto presso il Tonopah Test Range in Nevada.I test si sono svolti dal 19 al 21 agosto, con il supporto logistico e la generazione di aeromobili dalla Hill Air Force Base nello Utah. Durante le prove, i caccia di quinta generazione F-35A Lightning II hanno trasportato e sganciato tre unità prive di testata nucleare esplosiva della B61-12. Jeffrey Boyd, responsabile della sorveglianza per i programmi B61-12 e B61-13 presso Sandia, ha sottolineato che questi test rappresentano “il completamento del maggior numero di test di volo di sorveglianza B61-12 condotti in un singolo anno fino ad oggi”.Una novità significativa di queste verifiche è stata l'inclusione, per la prima volta, del precondizionamento termico di un'unità di test prima del trasporto sull'F-35, validando i requisiti ambientali della B61-12 in condizioni operative reali.
A fine 2024, precisamente il 18 dicembre, la NNSA ha completato l'ultima unità di produzione (Last Production Unit – LPU) del programma di estensione della vita operativa (Life Extension Program – LEP) della B61-12. Questo programma, iniziato nel 2008, ha permesso di modernizzare le vecchie varianti B61-3, B61-4 e B61-7, convertendole nel nuovo modello B61-12 ed estendendo la vita operativa della bomba di almeno 20 anni.
Questo ordigno rappresenta l’ultima versione della bomba nucleare tattico-strategica B61 statunitense, risultato del programma di ammodernamento completato alla fine del 2024.
Introduce miglioramenti decisivi pur mantenendo la struttura di un ordigno termonucleare a caduta libera. È dotata di una potenza variabile selezionabile tra 0,3, 1,5, 10 e 50 chilotoni, un range che permette di impiegarla sia come arma a bassa resa sia con una potenza superiore a quella di Hiroshima, stimata in 15 chilotoni. Il principale progresso tecnico consiste nel Tail Kit Assembly sviluppato da Boeing per 1,8 miliardi di dollari, un sistema che integra una piattaforma di navigazione inerziale per guidare l’ordigno con precisione, quattro alette mobili per il controllo della traiettoria e due piccoli motori a razzo che ne stabilizzano la rotazione in volo. Questi aggiornamenti trasformano la B61-12 in un’arma molto più precisa e flessibile, rafforzando il ruolo deterrente e operativo dell’arsenale nucleare della NATO.
Una sua caratteristica distintiva è la capacità di penetrare nel terreno prima della detonazione. I test video condotti da Sandia National Laboratories mostrano la bomba che si conficca completamente sotto la superficie del deserto del Nevada. Secondo uno studio del 2005 della National Academies, un'arma nucleare che detona a pochi metri di profondità aumenta l'accoppiamento dello shock al suolo di un fattore 15-25 rispetto a un'esplosione in superficie. Questo significa che anche alla potenza minima di 0,3 chilotoni, una B61-12 che esplode sotterranea equivarrebbe a un'esplosione in superficie di 4,5-7,5 chilotoni. Alla potenza massima di 50 chilotoni, il potere distruttivo contro bersagli sotterranei è equivalente a 750-1.250 chilotoni in superficie.
Una capacità che le permette di distruggere bunker fortificati, centri di comando sotterranei e strutture indurite con rese nucleari molto inferiori, riducendo significativamente il fallout radioattivo.
Una notizia che arriva in preoccupante coincidenza con le indiscrezioni sul transito in Europa del Boeing C-17A Globemaster III, un mezzo appartenente alla Prime Nuclear Airlift Force (PNAF), l'unico reparto dell’aeronautica militare statunitense autorizzato al trasporto di testate nucleari, che il 4 novembre è atterrato alla base aerea di Ghedi, a Brescia, alle ore 15:48, dopo aver fatto scalo alla base aerea di Ramstein in Germania e successivamente a Volkel nei Paesi Bassi.
La B61-12 dovrebbe sostituire le precedenti varianti B61-3 e B61-4 impiegate in Europa nel programma di condivisione nucleare della NATO, distribuite tra Ghedi e Aviano in Italia, Büchel in Germania, Volkel nei Paesi Bassi, Kleine Brogel in Belgio e Incirlik in Turchia. Nel luglio scorso è stato inoltre documentato il possibile arrivo delle B61-12 alla RAF Lakenheath nel Regno Unito, primo potenziale dispiegamento di armi nucleari statunitensi in territorio britannico dal 2008.
“Quello che vorrei fare è denuclearizzare, anzitutto organizzando un incontro con le tre maggiori potenze nucleari per ridurre le armi nucleari. Noi siamo i numeri uno, la Russia il numero due, la Cina il numero tre, ma entro quattro o cinque anni saranno al nostro livello”, ha affermato il 14 novembre un Trump in evidente stato di bias cognitivo, forse per lanciare un ultimatum diretto a Mosca e Pechino.
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- Francesco Ciotti
