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Zelensky: "Via libera agli strike profondi". Il Presidente USA appoggia reciprocità sugli obiettivi energetici russi 

L’isteria guerrafondaia occidentale ha oramai raggiunto la fase iper-caotica. Oggi i diplomatici europei a Mosca hanno avvertito il Cremlino che la Nato è pronta a rispondere con tutte le sue forze a ulteriori violazioni del suo spazio aereo, compreso l'abbattimento di aerei russi. 
A riferirlo è stata l’agenzia stampa Bloomberg, citando alcune fonti che hanno riferito di un incontro a Mosca in cui erano presenti inviati britannici, francesi e tedeschi che hanno espresso preoccupazioni riguardo all’incursione di tre Mig-31 russi in Estonia. 
Una vicenda che lascia spazio a troppi punti controversi, compresa la mancanza di trasparenza nella divulgazione dei dati estoni, a causa dello State Secrets and Classified Information of Foreign States Act: una legge che impone, per l’appunto, rigorose restrizioni sulla pubblicazione delle informazioni radar, rendendo difficile verificare in modo indipendente quanto accaduto. 
Secondo l’esperto militare russo Alexei Anpilogov, i caccia russi avrebbero volato “in conformità con le norme del diritto internazionale” e il margine di spazio neutrale nel tratto del Mar Baltico in questione sarebbe talmente ridotto — appena 3 chilometri — da rendere quasi fisiologici piccoli scostamenti dalle rotte. Anpilogov richiama inoltre l’attenzione sui limiti tecnici: i radar, spiega, “non sono in grado di determinare con precisione al metro la posizione degli aerei in volo” e per questo Tallinn potrebbe aver ricevuto “informazioni errate dai propri radar”. 
Perfino ipotizzando un ingresso nello spazio aereo estone, potrebbe trattarsi di un episodio accidentale, forse causato dalle condizioni meteo, e comunque “non un’invasione, ma al massimo un errore di navigazione”. Un’incidente che richiederebbe una cooperazione tra le parti; evenienza che l’Estonia ha sempre rifiutato.
Immediata la risposta di Mosca che ha evocato lo scenario più apocalittico. “Se la Nato abbattesse i jet russi che violano il suo spazio aereo, sarebbe guerra”, ha ammonito l’ambasciatore russo in Francia, Alexey Meshkov, in un’intervista a Rtl France, precisando che “ci sono molti aerei dell’Alleanza che violano lo spazio aereo russo, succede abbastanza spesso. Dopodiché, non vengono abbattuti”

L’isteria dei droni in Danimarca che non vengono da Mosca

Nel frattempo, in Danimarca continuano gli avvistamenti di droni vicino agli aeroporti. Negli ultimi giorni, lo spazio aereo è stato chiuso temporaneamente sopra Aalborg, Billund, Esbjerg, Soenderborg e Skrydstrup, provocando disagi e allarmi.
“La polizia è presente e sta indagando”, ha scritto il corpo di Nordjylland dopo la chiusura di Aalborg, precisando che “non è stato possibile abbattere i droni né individuare gli operatori”. 


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Alexey Meshkov


Il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen ha parlato di “un attacco sistematico e ibrido” condotto da “un attore professionista”. Tuttavia, ha chiarito che “non ci sono prove che la Russia sia coinvolta” e che i droni “non provengono da molto lontano”. 
Da Mosca la replica è stata immediata: “È evidente che gli incidenti segnalati nei pressi degli aeroporti danesi siano una provocazione orchestrata”, ha dichiarato l’ambasciata russa, respingendo “fermamente le speculazioni assurde sul nostro coinvolgimento”. 
Il traffico aereo è tornato regolare, ma resta il mistero sull’origine dei velivoli. Come ha concluso Poulsen, “al momento non esiste una minaccia militare diretta contro la Danimarca, ma dobbiamo prendere molto seriamente questi episodi”. 

La nuova pericolosa guerra per spingere il Cremlino alla resa

Un clima esplosivo che vede oggi Donald Trump totalmente compiacente con il clima di guerrafondaio che si respira nel vecchio continente e pensa bene di soffiare sul fuoco.
Parlando con il leader turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato di essere “deluso da Putin", aggiungendo che sta “combattendo duramente ma non ha guadagnato quasi alcun territorio. Penso che sia il momento per la Russia di fermarsi”. "Deve fermarsi". Ha anche sottolineato che Mosca  ha speso milioni di dollari in bombe, missili e vite umane, ma ha fatto pochi progressi in Ucraina.
Proprio ieri il tycoon, durante una conferenza stampa a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e in altri incontri pubblici, ha riconfermato che le regole d’ingaggio della NATO sono chiare: “se un velivolo russo viola lo spazio aereo di un paese alleato, deve essere abbattuto”.
Al contempo la Germania, che sta assistendo ad un riarmo senza precedenti da 649 miliardi di euro in 4 anni e dove gli ospedali si preparano ad accogliere 15.000 feriti nell’arco da 10 a 180 giorni a partire da marzo 2026, vive un clima da scontro già aperto.
"Abbiamo bisogno della massima pressione su Putin affinché ponga fine alla sua brutale guerra contro l'Ucraina. Le uccisioni devono cessare. Ecco perché è giusto fare un uso maggiore dei beni russi congelati”, ha dichiarato il vicecancelliere e ministro delle Finanze tedesco, Lars Klingbeil.
Il cancelliere Merz è entrato nei dettagli e ha proposto di mobilitare un prestito da 140 miliardi di euro per Kiev, garantito dagli Stati membri e rimborsato solo dopo che Mosca avrà risarcito i danni della guerra.
Un avvallo diretto a Zelensky che minaccia perentorio la leadership russa con parole sibilline: “se la guerra non finirà, al Cremlino dovranno cercare un rifugio antiaereo”.
Durante la sua intervista ad Axios, il leader ucraino, ha sottolineato che l'Ucraina non bombarderà i civili perché "non siamo terroristi", ma ha lasciato intendere che i funzionari del Cremlino dovranno prepararsi e i centri di potere sono "importanti al tavolo delle trattative".
Zelensky ha poi rivelato di avere il "chiaro sostegno" di Donald Trump per gli attacchi contro obiettivi russi, incluse infrastrutture energetiche e impianti di produzione di armi. Durante il loro incontro del 24 settembre 2025, il tycoon avrebbe supportato l'idea di reciprocità nei raid: "Se attaccano la nostra energia, il presidente Trump sostiene l'idea che possiamo rispondere".
Ma non finisce qui. Durante l’incontro avrebbe avanzato anche una richiesta specifica per un "nuovo sistema d'arma" che, a suo dire, "costringerebbe il presidente russo Vladimir Putin a sedersi al tavolo delle trattative".
"Zelensky ha affermato che avrebbe dato un nome al sistema non appena le telecamere si fossero spente, aggiungendo che Trump gli aveva detto: 'Ci lavoreremo'", continua la pubblicazione.
Non sono mancati nemmeno questa volta i moniti esplosivi del vice presidente del Consiglio di Sicurezza russo Dmitry Medvedev:
“Il mostro deve sapere un'altra cosa: la Russia può usare un'arma tale che il rifugio antiaereo non servirà. E gli americani dovrebbero ricordarsene”, ha scritto sul suo canale Telegram.  


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Dmitry Medvedev

Il nuovo arsenale di guerra che persuade Kiev di una possibile svolta

Ci sono già delle indiscrezioni rilevanti sui nuovi sistemi d’arma pronti a colpire la Russia con l’avvallo dell’occidente.
Il cancelliere Merz aveva già annunciato a maggio che non ci sarebbero più restrizioni di gittata per le armi tedesche, includendo potenzialmente i missili Taurus, finora negati all'Ucraina.
Dal punto di vista locale, L'FP-5 "Flamingo" rappresenta il fiore all'occhiello dell'industria bellica ucraina. Sviluppato dalla società Fire Point, questo missile cruise ha una gittata di 3000 km e trasporta una testata di 1150 kg. Con una precisione CEP di soli 14 metri, è progettato per colpire raffinerie petrolifere, centri di comando e depositi di armi in profondità nel territorio russo. 
Un’arma la cui realizzazione vede un plausibile coinvolgimento britannico. Diverse analisi OSINT indicano che il Flamingo appare sostanzialmente identico all’FP-5 presentato da Milanion Group a IDEX 2025, con specifiche quasi sovrapponibili e cooperazione con Fire Point per la localizzazione in Ucraina. 
Il primo utilizzo operativo del Flamingo è stato confermato il 4 settembre 2025, quando tre missili hanno colpito un avamposto dell'FSB ad Armyansk, nella Crimea settentrionale. L'analisi dei danni ha mostrato impatti significativi sul complesso principale dell'edificio. 
C’è poi il Palyanytsya che rappresenta una classe completamente nuova di armi ucraine, descritto come un ibrido missile-drone. Rivelato il 24 agosto 2024 durante il Giorno dell'Indipendenza dell'Ucraina, questo sistema utilizza un motore turbojet AI-PBS-350 sviluppato congiuntamente da PBS Velká Bíteš ceca e Ivchenko-Progress SE ucraina. Con una gittata di 600-700 km e un peso di 320 kg includendo fino a 100 kg di carico utile, il Palyanytsya opera ad altitudini comprese tra 15 e 500 metri con una velocità di crociera di 900 km/h. Il sistema è guidato da GPS e navigazione inerziale, lanciato con un booster a razzo solido prima di passare al motore principale turbojet. 
Il Paese ha inoltre sviluppato una varietà di droni a lungo raggio, incluso il Liutyi che trasporta una testata da 75 kg con una gittata superiore ai 1000 km. Altri sistemi nella categoria "Deep Strike" includono i droni Bober, Peklo e diversi sistemi classificati.  
Secondo il presidente Zelensky, l'Ucraina dovrebbe ricevere 30.000 armi a lungo raggio e di attacco in profondità nel 2025. La produzione di droni Deep Strike è aumentata di 22 volte rispetto al 2022, con oltre la metà dei sistemi ora prodotti internamente. 

Foto © Imagoeconomica 

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