Il tycoon esorta i leader europei ad abbattere gli aerei russi che violano lo spazio aereo.Rutte: la NATO è pronta a spaventare la Russia
È evidente che l’Occidente è ormai caduto nella psicosi della follia e ad ogni anelito ad un minimo di buon senso si sovrappone immediatamente un velenoso impulso distruttivo e guerrafondaio.
Sono gli spasmi violenti dell’impero in declino. Ne abbiamo avuto un esempio emblematico durante il discorso di Donald Trump all’Onu:
“Le nazioni della Nato dovrebbero abbattere gli aerei russi che violano lo spazio aereo”, ha detto il tycoon, dopo l’incontro avvenuto oggi con Volodymyr Zelensky.
“Penso che l’Ucraina, con il sostegno dell’Unione Europea, sia in una posizione di combattere e riconquistare” i suoi territori: “con tempo e pazienza, e il sostegno finanziario e della Nato, i confini originali di quando la guerra è iniziata, sono un’opzione”, ha scritto poi social Truth, abbandonando dunque definitivamente ogni proposito di riconciliazione con Mosca e promettendo che “continueremo a fornire armi alla NATO – ovviamente pagate dagli europei – affinché quest'ultima possa farne ciò che ritiene opportuno".
“È un grande cambiamento": ha subito commentato radioso il leader ucraino alla luce della virata a 180 del presidente USA verso lo scontro con Putin, aggiungendo che “Trump è” anche “pronto a fornire all'Ucraina garanzie di sicurezza”.
È dunque tornata la politica della guerra totale di Biden, accompagnata questa volta del delirio schizoide che ormai è proprio del tycoon newyorchese.
"Ho fermato sette guerre. Nessun presidente, nessun primo ministro, nessun Paese ha mai fatto nulla del genere, e io l'ho fatto in soli sette mesi. Non era mai stato fatto prima. È un grande onore per me farlo", ha poi asserito Trump all’Onu, in chiara dissonanza cognitiva. Dimenticando in ogni caso che si è lasciato trascinare nella campagna militare genocida di Netanyahu, nonché nei raid anche contro Libano, Siria, Iran, Yemen e Qatar.
In Ucraina il presidente USA ha clamorosamente tradito il proposito di mediare, risolvendo quelle che per la Russia rappresentano le cause profonde della guerra, ovvero il progressivo avanzamento delle infrastrutture militari della NATO fino ai confini russi. Al contrario l’Europa si è abbandonata in un riarmo senza precedenti e Zelensky non ha minimamente ceduto nelle sue condizioni massimaliste che lo vedono rivendicare tutti i territori occupati, non arretrando di un passo sulla questione della neutralità o della demilitarizzazione dell’Ucraina.
Ovviamente per il tycoon – incalzato dal complesso militare industriale – il problema ora è l’indisponenza di Vladimir Putin nel voler scendere a compromessi e siglare la pace.
"Pensavo che porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina sarebbe stata la cosa più semplice, ma in guerra non si sa mai cosa può succedere... Tutti pensavano che la Russia avrebbe vinto questa guerra in tre giorni, ma è andata diversamente”, ha affermato a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, addebitando dunque la responsabilità dell’impasse su India, Cina e persino alcuni membri della NATO continuano a finanziare l'aggressione russa.
Il presidente americano ha affermato che se la Russia non concluderà un accordo di pace con l'Ucraina e non porrà fine alla guerra, gli Stati Uniti sono pronti a imporre ingenti dazi.
"Ma affinché queste tariffe siano efficaci, i paesi europei, tutti voi qui riuniti, dovranno unirsi a noi e adottare esattamente le stesse misure... Stanno comprando petrolio e gas dalla Russia, mentre sono in guerra con essa. È una vergogna per loro. E si sono vergognati molto quando l'ho scoperto, posso dirvelo. 
Dovrebbero interrompere immediatamente tutti gli acquisti di energia dalla Russia. Altrimenti, perderemo tutti un sacco di tempo. Quindi sono pronto a discuterne”, ha continuato il presidente USA, senza menzionare l’appello dell’omologo russo per una de-escalation, soprattutto attraverso una nuova riconferma di quei trattati sul controllo degli armamenti e sulla non proliferazione.
Proprio ieri, Putin è tornato ad annunciare la disponibilità ad aderire alle restrizioni previste dal Nuovo Trattato START se gli Stati Uniti avessero ricambiato. Ma il leader del Cremlino ha poi avvertito: "La Russia è pronta a rispondere a qualsiasi minaccia strategica, non solo a parole, ma con misure tecnico-militari", avvertendo dunque che non esiterà a ricorrere alla forza militare se azioni ostili costituiranno un attacco diretto alle truppe o alle infrastrutture russe.
Gli fa eco il vicecapo del Consiglio di Sicurezza Dmitry Medvedev in un post su x con le sue solite parole di fuoco: “La Russia è pronta a rispettare il Trattato START, che ho firmato nel 2010. Ora la decisione spetta all'amministrazione Trump. Ma seguire semplicemente alla lettera il trattato non è sufficiente. Gli USA devono rinunciare all'indebolimento della Russia tramite sanzioni e dazi. Altrimenti il rischio di un conflitto diretto rimane alto”.
Avvertimenti arrivati prima della riunione convocata oggi dall'Estonia sotto l'Articolo 4 del Trattato NATO – a seguito dell’incursione di tre caccia russi MiG-31 che sono entrati nello spazio aereo estone.
L’isteria delle provocazioni false-flag
Tuttavia a pochi analisti sono sfuggite le palesi contraddizioni della versione data di questo incidente. La questione è complicata dalla mancanza di trasparenza nella divulgazione dei dati, legata al fatto che la legislazione estone — in particolare la State Secrets and Classified Information of Foreign States Act — impone rigorose restrizioni sulla pubblicazione delle informazioni radar, rendendo difficile verificare in modo indipendente quanto accaduto.
Secondo l’esperto militare russo Alexei Anpilogov, i caccia russi avrebbero volato “in conformità con le norme del diritto internazionale” e il margine di spazio neutrale nel tratto del Mar Baltico in questione sarebbe talmente ridotto — appena 3 chilometri — da rendere quasi fisiologici piccoli scostamenti dalle rotte. Anpilogov richiama inoltre l’attenzione sui limiti tecnici: i radar, spiega, “non sono in grado di determinare con precisione al metro la posizione degli aerei in volo” e per questo Tallinn potrebbe aver ricevuto “informazioni errate dai propri radar”.
Perfino ipotizzando un ingresso nello spazio aereo estone, potrebbe trattarsi di un episodio accidentale, forse causato dalle condizioni meteo, e comunque “non un’invasione, ma al massimo un errore di navigazione”. Un’incidente che richiederebbe una cooperazione tra le parti; evenienza che l’Estonia ha sempre rifiutato. 
Mark Rutte
Le minacce dell’Alleanza
Nel mentre l’isteria continua. Nella notte tra il 22 e il 23 settembre 2025, due o tre droni di grandi dimensioni hanno sorvolato l’area dell’aeroporto di Copenhagen-Kastrup, costringendo le autorità a chiudere lo spazio aereo per quasi quattro ore, con conseguente cancellazione e dirottamento di decine di voli. Nessuna prova che si trattasse di droni russi e nessuna informazione sulla tipologia di UAV. I video pubblicati in ogni caso parlano di dimensioni considerevoli, con un movimento tipico dei quadricotteri, rendendoli poco compatibili con una lunga traiettoria di volo.
Ma Zelensky si è subito detto sicuro della matrice dell’incursione e in un post su X ha accusato il Cremlino sostenendo che senza una risposta ferma di Stati e istituzioni gli sconfinamenti continueranno.
Nelle cancellerie europee ormai il clima è quello della guerra totale. "La Russia non deve avere dubbi: la NATO e gli alleati impiegheranno, in conformità con il diritto internazionale, tutti gli strumenti militari e non militari necessari per difenderci e scoraggiare tutte le minacce provenienti da ogni direzione. Continueremo a rispondere nel modo, nei tempi e nell'ambito che sceglieremo", ha affermato oggi l'alleanza in una nota durante una riunione con i 32 membri, sottolineando il suo impegno nei confronti dell'articolo 5 del suo trattato fondativo, secondo cui un attacco a un alleato deve essere considerato un attacco a tutti gli alleati.
Il segretario generale della NATO, Mark Rutte è arrivato a minacciare che gli Alleati sono pronti a spaventare la Russia. "Certamente", ha risposto il Segretario generale, quando gli è stato chiesto se la NATO fosse pronta a una risposta più dura.
"Ma dovremmo sempre farlo valutando la situazione", ha aggiunto.
Rutte ha poi anche osservato che i piloti della NATO che hanno scortato gli aerei russi fuori dallo spazio aereo estone non hanno rilevato una "minaccia immediata". 
"Durante l'ultima violazione dello spazio aereo estone, le forze (alleate – ndr) hanno prontamente intercettato e scortato l'aereo senza aggravare il conflitto, poiché non vi era alcuna minaccia immediata", ha sottolineato.
È rimasto un barlume di spirito di preservazione della vita nei leader dell’Alleanza?
Escalation nucleare nel Baltico
Intanto, secondo un’intervista riportata dal Telegraph, il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur ha detto che l’Estonia è “aperta” a ospitare in futuro caccia britannici capaci di trasportare ordigni nucleari, come gli F‑35°, proprio a causa del recente incidente con il presunto ingresso di tre MiG-31.
Momenti di tensione che arrivano mentre cresce la pericolosa militarizzazione attorno alla regione russa di Kaliningrad. A luglio, il generale Christopher Donahue, comandante delle forze terrestri USA in Europa e Africa, ha avvertito che la NATO potrebbe neutralizzare rapidamente l’enclave se necessario. Donahue ha sostenuto che oggi "è possibile eliminare le bolle A2AD da terra" e che l’alleanza ha sviluppato capacità per agire "più velocemente di quanto siamo mai stati in grado di fare". Nel mentre la Danimarca, con il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen e il ministro degli Esteri Rasmussen, sta potenziando Bornholm e valutando armi d’attacco a lungo raggio come i missili Tomahawk e JASSM-ER, parte di un più ampio riarmo europeo.
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