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La Forza di Interposizione delle Nazioni Unite in Libano (Unifil) ha denunciato un grave attacco condotto da droni delle Forze di Difesa Israeliane (Idf) contro il suo personale, definendolo “uno degli episodi più gravi” dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah dello scorso novembre. L’incidente è avvenuto ieri mattina nei pressi della Linea Blu, la linea di demarcazione tra Israele e Libano, mentre le forze di pace erano impegnate nella rimozione di ostacoli stradali a sud-est del villaggio di Marwahin.
Secondo quanto riferito da Unifil, quattro bombe sono state sganciate da droni israeliani: una a circa 20 metri e tre a circa 100 metri dal personale e dai veicoli delle Nazioni Unite. Fortunatamente, non sono stati segnalati feriti. L’esercito israeliano era stato informato in anticipo delle operazioni di sgombero condotte da Unifil, rendendo l’attacco, secondo la missione Onu, una violazione “inaccettabile” della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e del diritto internazionale. A seguito dell’incidente, i lavori di rimozione degli ostacoli sono stati sospesi per motivi di sicurezza.
Unifil ha ribadito che qualsiasi azione che metta in pericolo le sue forze o interferisca con i compiti assegnati dal Consiglio di Sicurezza rappresenta una grave violazione. “È responsabilità dell’esercito israeliano garantire la sicurezza delle forze di pace”, si legge nella nota ufficiale, che sottolinea come i droni siano stati visti rientrare a sud della Linea Blu dopo l’attacco.
 

La reazione italiana: Crosetto contro Israele

Il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, ha definito l’episodio “incomprensibile e inaccettabile”, sottolineando che non si è trattato di un errore, ma di una “scelta precisa” da parte delle forze israeliane. Crosetto ha annunciato che esprimerà “con tutta la forza possibile” la sua disapprovazione al suo omologo israeliano, evidenziando la gravità dell’attacco che ha coinvolto anche il contingente italiano presente nella missione Unifil.
Istituita nel 1978, la missione Unifil pattuglia il confine meridionale del Libano con Israele per garantire stabilità nella regione. La settimana scorsa, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha prorogato all’unanimità il mandato della missione fino alla fine del 2026, prevedendo un ritiro ordinato e sicuro a partire dal 2027. L’attacco di ieri rappresenta una delle violazioni più gravi dall’accordo di cessate il fuoco, mettendo in discussione la sicurezza delle operazioni di peacekeeping nella zona.
L’incidente ha riacceso le tensioni in un’area già segnata da fragilità geopolitiche, sollevando interrogativi sulla capacità delle forze internazionali di operare in sicurezza e sul rispetto delle norme internazionali da parte degli attori coinvolti.

Foto © Imagoeconomica

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