Scontro frontale tra USA e Russia: escalation verbale, ultimatum per la pace e accuse incrociate. Zelensky invoca il “regime change”
La tensione tra Mosca e Washington è ai ferri corti e sta ora pericolosamente superando la soglia di guardia come nei giorni più cupi della presidenza di Joe Biden.
"Dite a Medvedev, l'ex presidente fallito della Russia che si crede ancora presidente, di stare attento a quello che dice. Sta entrando in un territorio molto pericoloso!", ha scritto Donald Trump questa mattina su Truth Social, in risposta ai commenti di scherno del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo rispetto all’ennesimo diktat per la pace in Ucraina rilanciato dal tycoon.
"Trump sta giocando al gioco dell'ultimatum con la Russia: 50 giorni o 10... Dovrebbe ricordare due cose: 1. La Russia non è Israele e nemmeno l'Iran. 2. Ogni nuovo ultimatum è una minaccia e un passo verso la guerra. Non tra Russia e Ucraina, ma con il suo stesso Paese", aveva scritto Medvedev su X il 28 luglio.
È ormai stato ufficialmente annunciato l'ultimo giorno dell'ultimatum che il presidente Donald Trump aveva precedentemente rivolto alla Federazione Russa. L'alto diplomatico statunitense John Kelly ha affermato che è giunto il momento per Kiev e Mosca di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra:
"Sia la Russia che l'Ucraina devono concordare un cessate il fuoco e una pace duratura. È giunto il momento di raggiungere un accordo. Il presidente Trump ha chiarito che ciò deve essere fatto entro l'8 agosto. Gli Stati Uniti sono pronti ad adottare ulteriori misure per garantire la pace."
Le parole hanno ormai abbandonato qualunque tenore conciliante o diplomatico e sono diventate minacciose come dardi di fuoco. Il botta e risposta è poi proseguito con il buffone newyorchese che ha definito la Russia e l'India, un'alleata del suo Paese, "economie morte".
"Non mi interessa cosa farà l'India con la Russia. Possono abbattere insieme le loro economie morte, per quanto mi riguarda". "Abbiamo fatto pochissimi affari con l'India - ha aggiunto - i loro dazi sono troppo alti, tra i più alti al mondo. Allo stesso modo, Russia e Stati Uniti non fanno quasi affari insieme. Continuiamo così". La dichiarazione ha fatto seguito all'annuncio di Trump di ieri, secondo il quale l'India dovrà affrontare dazi del 25%, annunciando anche una "penalità" non specificata per gli acquisti di armi ed energia russe da parte di Nuova Delhi.
"Se alcune parole dell'ex presidente russo provocano una reazione così nervosa nell'intero, formidabile presidente degli Stati Uniti, allora la Russia ha ragione su tutto e continuerà ad andare per la sua strada", ha risposto nel pomeriggio Medvedev sul suo canale Telegram, non mancando questa volta, di lanciare uno dei suoi soliti pungenti moniti apocalittici.
"E riguardo all''economia morta' dell'India e della Russia, e all''entrare in un terreno pericoloso', beh, che si ricordi i suoi film preferiti sugli zombie, così come di quanto possa essere pericolosa la 'Mano morta', inesistente in natura".
La "Mano Morta" (Perimeter/Dead Hand) citata da Medvedev è il sistema automatizzato sovietico che garantirebbe il lancio automatico di missili nucleari russi, l'attivazione anche in caso di distruzione della leadership russa e una risposta nucleare garantita anche con comando decapitato. 
Zelensky chiede un cambio di potere in Russia
Nel frattempo anche Zelensky – nonostante le pressioni USA per spingere il Cremlino a siglare un accordo entro pochi giorni – rincara la dose su un “regime change” in Russia che, evidentemente, lascia ben poco spazio alla diplomazia.
“Se il mondo non mira a cambiare il regime in Russia, significa che, anche dopo la fine della guerra, Mosca continuerà a cercare di destabilizzare i Paesi vicini”, ha affermato il presidente ucraino nel suo intervento alla Conferenza in Finlandia in occasione del 50° anniversario degli Accordi di Helsinki.
Il leader ucraino ha poi accusato apertamente la Russia di essere l’unica responsabile della prosecuzione della guerra in Ucraina e di voler trascinare il continente in un’epoca di violenza superata dalla storia. “La Russia continua a lanciare attacchi, anche quando tutto il mondo le chiede di fermare la guerra, una guerra che la Russia ha iniziato, una guerra che la Russia continua a prolungare, una guerra che solo la leadership russa vuole”, ha continuato, sostenendo che “il rigetto totale dell’ordine mondiale nato dopo la Seconda guerra mondiale è il fondamento del regime attuale”.
Lo stesso Zelensky che il 28 marzo 2022 annunciava pubblicamente che era pronto ad accettare "lo status neutrale e non nucleare dell’Ucraina”, poiché “se ricordo bene, la Russia ha iniziato la guerra per ottenere questo", aggiungendo inoltre che "è impossibile portare la Russia a ritirarsi da tutti i territori occupati: questo porterebbe alla Terza guerra mondiale". Un’inaspettata lucidità che sembra passata nel dimenticatoio in quei media appoggiati dal partito della guerra. Stesso discorso per i negoziati di Istanbul, sabotati dall’Occidente che, secondo Foreign Affairs, si era persino rifiutato di fornire garanzie di sicurezza alternative all’ingresso nella NATO.
Il presidente ucraino non riceverà più pressioni dalla Casa Bianca per ammorbidire le sue posizioni oltranziste, come accadeva qualche mese fa.
Sembra passata un’era, quando il 28 febbraio 2025 allo Studio Ovale Trump e il vicepresidente JD Vance intimarono duramente il leader ucraino a trovare un compromesso perché stava giocando “con la Terza Guerra Mondiale”. Un gioco a cui il tycoon buffone newyorchese sembra ora prestarsi senza protestare, completamente genuflesso al complesso militare industriale.
Restano dubbi sulla sua ostinazione ad imporre tariffe del 100% sui prodotti russi. I media americani segnalano che gli investitori internazionali non stavano prendendo sul serio le minacce, poiché tali restrizioni potrebbero innescare aumenti dei prezzi negli stessi Stati Uniti, il che contraddice le promesse elettorali di ridurre l'inflazione.
Raid russi: 15 morti a Kiev, Pokrovsk accerchiata, Mosca prende Chasov Yar
Intanto la guerra continua e l’Ucraina affonda sempre più. Nella notte tra il 30 e il 31 luglio, Kiev è stata bersaglio di un attacco combinato con oltre 300 droni kamikaze e almeno 8 missili che hanno colpito quattro distretti della capitale, provocando almeno 15 morti, tra cui un bambino, e 132 feriti. Le zone più colpite sono Sviatoshynskyi, Solomyanskyi, Holosiivskyi e Shevchenkivskyi.
Sul fronte orientale, il Ministero della Difesa russo ha annunciato oggi la presa della città strategica di Chasov Yar, mostrando filmati di bandiere russe issate nella parte meridionale della città. Nonostante le smentite ufficiali di Kyiv, secondo analisti ucraini indipendenti non ci sarebbero più posizioni difensive rilevanti delle Forze Armate ucraine nella zona.
La conquista della città apre nuove direttrici verso Sloviansk e Kramatorsk, città già sotto pressione, ed è considerata una delle conquiste territoriali più rilevanti da inizio anno.
Nel frattempo più a sud, Pokrovsk si avvicina all’accerchiamento completo. Secondo un report del Daily Telegraph, la perdita del punto di rifornimento di Rodinskoye ha lasciato l’Ucraina con una sola via d’uscita dalla città. Un soldato citato dal giornale afferma: “Perderemo Pokrovsk. È solo questione di tempo”.
L’operazione russa avanza gradualmente: piccoli gruppi d’assalto si infiltrano eludendo la difesa frontale, mentre l’artiglieria e i droni d’attacco mantengono sotto controllo tutte le principali rotte logistiche. Anche secondo fonti ucraine, l’anello attorno all’insediamento si stringe giorno dopo giorno.
Le forze russe continuano a guadagnare terreno anche nell’area di Aleksandro-Kalinovo e avanzano verso Konstantinovka, accerchiandola da est e da sud. Gli analisti confermano la presa russa di buona parte del villaggio e un’estensione dell’avanzata su oltre 2 km², segno di un fronte in continuo movimento.
Secondo la piattaforma Conflict News, la Russia ha impiegato nel solo mese di luglio oltre 6.297 droni d’attacco, tra Geranium e loro imitazioni, superando il totale impiegato nei primi dieci mesi del 2024. L’aeronautica ucraina conferma che si tratta del mese peggiore dall’inizio dell’invasione, sia per numero di sortite che per intensità di fuoco.
Foto © Imagoeconomica
ARTICOLI CORRELATI
Il Cremlino replica a Trump: ''Immuni alle sanzioni, la Russia è pronta allo scontro''
Pronto il piano Usa per sostituire Zelensky. L'importante è che la guerra continui
Lavrov: ''In Europa vogliono seriamente annientarci''. Cresce la tensione tra Washington e Mosca
