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Il Ministro degli Esteri russo. “La questione ucraina è una strategia per sconfiggere la Russia”. Trump riduce l’ultimatum: Deluso da Putin. Dazi al 100% entro 10-12 giorni” 

Da Mosca arriva un nuovo pesante monito rispetto ad un’escalation offensiva della NATO nei confronti della Russia che sta raggiungendo il punto di non ritorno. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, durante l’XI Forum educativo panrusso “Territorio dei Significati”, ha lanciato dure avvisaglie, definendo la guerra in Ucraina non un conflitto regionale, ma la manifestazione di una strategia deliberata dell’Occidente volta a infliggere una “sconfitta strategica” alla Federazione Russa. Secondo Lavrov, Stati Uniti ed Europa sarebbero impegnati da anni nella preparazione di un confronto con Mosca.
Torna alla mente, in questo contesto, un influente documento pubblicato nel 2019 dalla Rand Corporation, uno dei più importanti think tank americani. Si chiamava Overextending and Unbalancing Russia e individuava l’Ucraina come la “più grande vulnerabilità esterna” della Russia. Tra le opzioni strategiche per indebolire Mosca, il rapporto indicava il “fornire armi letali all’Ucraina” come la più efficace nel “far aumentare i costi per la Russia”, costringendola a impiegare maggiori risorse e a rischiare la perdita di influenza lungo il suo confine occidentale. Una guerra per procura vera e propria già da tempo pianificata e innescata dall’irreversibile espansionismo ad Est della NATO.
La questione ucraina è una manifestazione della linea dell'Occidente per sconfiggere la Russia. In Europa vogliono seriamente annientarci: ogni giorno ne riceviamo conferma”, ha continuato Lavrov, puntando il dito anche contro la leadership tedesca. “Il nuovo Cancelliere Merz vuole riportare la Germania ad essere la prima potenza militare in Europa. Un copione già visto in due guerre mondiali”. 
Nel suo discorso, Lavrov ha ricordato che durante la Guerra Fredda il dialogo tra URSS e Stati Uniti non si è mai interrotto, ed esisteva – a suo dire – un “rispetto reciproco” oggi scomparso. 
Ora l’Europa è semplicemente frenetica. Vogliono destabilizzare la Russia, anche internamente, alimentando tendenze centrifughe con ONG e media stranieri”, ha aggiunto, accusando i governi europei di utilizzare l’Ucraina come “carne da cannone” per danneggiare la Russia. 


L’Europa in assetto di guerra contro Mosca su tutti i fronti

E' proprio nei fatti che il vecchio continente si sta pericolosamente preparando alla guerra con una determinazione mai così esplicita dai tempi della Guerra Fredda. Sotto la superficie diplomatica, si sta consolidando una nuova architettura militare occidentale, pensata, non solo per sostenere l’Ucraina o dissuadere Mosca, ma, se necessario, colpire con precisione e rapidità il cuore stesso del dispositivo difensivo russo!  


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Ursula von der Leyen


La prima avvisaglia concreta arriva da Londra e Parigi. Il 10 luglio 2025, Emmanuel Macron e Keir Starmer hanno firmato la Dichiarazione di Northwood, un patto senza precedenti che unifica operativamente i due arsenali nucleari nazionali. Con 515 testate strategiche messe in sinergia e pattuglie coordinate dei sottomarini SSBN – Le Triomphant francesi e Vanguard britannici – il potenziale offensivo delle due potenze viene moltiplicato, rendendo qualsiasi tratto di mare una possibile piattaforma di lancio.
A rendere ancora più esplicita la nuova postura è il ritorno delle bombe nucleari tattiche statunitensi su suolo britannico. Le B61-12 sono ora immagazzinate a RAF Lakenheath, nel Suffolk, e pronte ad armare gli F-35.  
Ma è la Germania a segnare la svolta più decisamente offensiva e pericolosa. Il generale Christian Freuding, in un’intervista priva di ambiguità, ha evocato attacchi diretti sul territorio russo: aeroporti, industrie belliche, centri logistici. Berlino ha inoltre avviato l’acquisto dei sistemi missilistici statunitensi Typhon, in grado di lanciare Tomahawk e SM-6, e ospiterà entro il 2026 i missili ipersonici Dark Eagle, capaci di raggiungere Mosca in meno di dieci minuti. L’accordo di co-produzione con Kiev su missili a lungo raggio segna, inoltre, un salto strategico: l’Ucraina, da paese assistito, diventa parte integrante del sistema militare europeo. 
La punta più acuminata di questa strategia è però rappresentata dal piano svelato il 17 luglio dal generale Christopher Donahue, comandante dell’Esercito USA in Europa e forze terrestri NATO. L’obiettivo: neutralizzare Kaliningrad, la più temuta enclave russa nel continente, saturata di missili Iskander e difese aeree stratificate. “Lo abbiamo già pianificato, possiamo distruggerla da terra più rapidamente di quanto non sia mai stato possibile”, ha dichiarato Donahue, presentando la nuova dottrina della NATO: la Eastern Flank Deterrence Line. 


Trump riduce l’ultimatum: “Deluso da Putin. Pace in Ucraina entro 10-12 giorni”

Da Washington intanto gli appelli per la pace sono ormai un ricordo lontano e l’inasprimento della posizione statunitense si fa più grave di giorno in giorno. Il presidente Donald Trump, in visita in Scozia, ha annunciato di ridurre drasticamente da 50 a 10-12 giorni il termine imposto a Mosca per raggiungere un accordo di pace con Kiev. 


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Dmitry Medvedev


“Non c’è stato alcun progresso. Non c’è motivo di aspettare oltre”, ha dichiarato Trump, annunciando possibili dazi del 100% contro la Russia e misure secondarie contro i Paesi che continueranno a commerciare con Mosca. 
L’ultimatum è accompagnato dall’impegno, concordato con l’UE, a fornire armi statunitensi all’Ucraina, mentre i costi, ovviamente, ricadranno interamente sugli europei. Le prossime forniture includeranno anche batterie missilistiche Patriot. 


Medvedev: “Ultimatum teatrale, la Russia non cederà”

La risposta russa non si è fatta attendere e inizia a rompere con l’approccio più conciliante degli ultimi mesi. Dmitry Medvedev, vice segretario del Consiglio di Sicurezza russo, ha definito l’ultimatum di Trump “una messinscena”, affermando che Mosca “non si farà intimidire”. 
“Non ci interessa cosa dice Trump. L’America vuole piegarci con le pressioni economiche e le minacce, ma la Russia non accetterà compromessi sfavorevoli. Questo tipo di approccio può solo aumentare il rischio di una guerra più ampia”, ha dichiarato Medvedev. Il Cremlino ha inoltre annunciato che il presidente Vladimir Putin commenterà personalmente l’ultimatum americano “se lo riterrà necessario”. Il tempo della diplomazia è prossimo alla scadenza. 

Foto © Imagoeconomica

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