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Kiev e Mosca si accordano solo su corpi e prigionieri. Nessun passo concreto verso la fine delle ostilità. L'Europa si prepara allo scontro a lungo termine 

Si è infine tenuto ieri il terzo round di negoziati tra i capi delle delegazioni russa e Ucraina, iniziato alle 20.45 presso un Çırağan Palace di Istanbul, gremito di giornalisti. 
La parte ucraina, guidata dal capo negoziatore Rustem Umerov (segretario del Consiglio di sicurezza nazionale), affiancato dal capo di gabinetto presidenziale Andrij Jermak, dal vice-ministro degli Esteri Serhij Kyslytsja e dal vice-capo dell’intelligence militare Vadym Skybytskyj ha incontrato la controparte, capeggiata dal consigliere del Cremlino Vladimir Medinskij; il vice-ministro degli Esteri Michail Galuzin, il vice-ministro della Difesa Aleksandr Fomin e il capo del GRU Igor Kostjukov. 
Non ci si aspettavano grandi sorprese da questo nuovo incontro a denti stretti tra le due parti. Dopo meno di un’ora di attesa, secondo una fonte citata dalla Tass, un accordo è stato raggiunto. "Il risultato principale: scambi non solo di personale militare, ma anche di civili", ha affermato la fonte. 
Risultati tutt’altro che entusiasmanti rispetto alla tortuosa strada per la pace. D’altronde, già il deputato della Rada Dmytro Razumkov aveva subito messo in dubbio l'efficacia del capo dei negoziatori, Rustem Umerov
"Sinceramente, non vedo davvero il risultato di queste negoziazioni e, nel complesso, la sua efficacia (Umerov, ndr) in questa posizione, per usare un eufemismo, lascia molto a desiderare. (…) Non vedo nel nostro gruppo negoziale le persone che potrebbero condurre efficacemente le negoziazioni a Istanbul", ha affermato il parlamentare. 
Anche secondo il New York Times, la pace restava un obiettivo irraggiungibile in questo nuovo round: la Russia sta registrando progressi limitati sul campo, il che rappresenta un incentivo a proseguire le ostilità. L’Ucraina, invece, potrebbe trarre nuova fiducia dal rinnovato sostegno militare fornito dagli Stati Uniti e dai Paesi europei, che Kiev spera possa rafforzare la sua capacità di frenare l’avanzata russa e migliorare le proprie prospettive negoziali in futuro. 
Martedì, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che lo scambio di prigionieri e di corpi di soldati morti, avvenuto dopo i precedenti cicli di colloqui, ha dimostrato che il processo di pace aveva già avuto successo. “Ciò significa che Vladimir Putin vuole continuare a discutere di accordi limitati che non influiscano sulle operazioni militari, in cui la Russia è avvantaggiata”, afferma la pubblicazione. 


Le posizioni rimangono distanti

A margine degli incontri, Umerov ha ribadito che l'Ucraina è "pronta per il cessate il fuoco immediato e incondizionato come base per avviare colloqui di pace significativi", specificando che deve essere “autentico" e comprendere la "completa cessazione degli attacchi contro i civili e le infrastrutture critiche". Condizioni a cui “spetta (solo) alla Russia rispondere”.  


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Vladimir Medinskij © Imagoeconomica


Una proposta che non essendo vincolata da un allentamento delle forniture di armi occidentali, è logicamente irricevibile per Mosca, spinta alla guerra proprio a causa del progressivo avanzamento delle infrastrutture militari occidentali. 
In questo senso, gli ultimi movimenti militari nel vecchio continente destano molta preoccupazione al Cremlino. 
Nel maggio 2025, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha firmato un accordo da 5 miliardi di euro con l’Ucraina per la produzione congiunta dei missili a lungo raggio, rimuovendo ogni limite di gittata verso obiettivi russi. Il 10 luglio, Francia e Regno Unito hanno siglato uno storico patto nucleare che istituisce un ombrello atomico condiviso europeo, con un arsenale combinato di 515 testate. A partire dal 2026, gli Stati Uniti schiereranno in Germania i sistemi missilistici Typhon con Tomahawk, SM-6 e missili ipersonici "Dark Eagle", in grado di colpire Mosca in meno di dieci minuti. Intanto, il generale statunitense Christopher Donahue ha svelato il piano "Eastern Flank Deterrence Line", che prevede un’operazione rapida per neutralizzare Kaliningrad con sistemi terrestri avanzati coordinati dall’intelligenza artificiale Maven.  
In sostanza la Russia ha invece "proposto all'Ucraina di concordare brevi cessate il fuoco, della durata di 24-48 ore". Una formula che, ovviamente, Kiev considera insufficiente per avviare negoziati di pace sostanziali. 
Nonostante ciò, la delegazione di Kiev ha proposto un incontro fra i leader ucraino, Volodymyr Zelensky e quello russo, Vladimir Putin, a fine agosto. Lo ha ribadito proprio il capo della delegazione a Istanbul, l'ex ministro della Difesa e attuale Segretario del consiglio di sicurezza, Rustem Umerov, al termine dei colloqui odierni. D’altra parte Medinsky ha risposto che per organizzare un vertice "prima deve essere messa a punto un'intesa e deciso cosa deve essere discusso", indicando la resistenza russa all'idea di un summit immediato. 
“Le versioni russa e ucraina rimangono molto distanti”, ha concluso Medinsky. 
In sostanza, come prevedibile, durante i negoziati le parti hanno raggiunto solo margini intese di secondo piano. Sono stati formati tre gruppi di lavoro che opereranno online, proposta che Kiev ha accettato di valutare. Entrambe le parti si sono impegnate a un nuovo scambio di almeno 1.200 prigionieri di guerra e a valutare brevi cessate il fuoco, della durata di 24 o 48 ore, per permettere il recupero di feriti e caduti. La Russia ha offerto la restituzione di tremila corpi di soldati ucraini, tramite la Croce Rossa, quando Kiev sarà pronta a riceverli.  


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Donald Trump © Imagoeconomica


Washington approva nuove forniture militari all’Ucraina per 322 milioni di dollari 

Nel frattempo il partito della guerra Usa coglie la palla al balzo per speculare sulla prosecuzione del conflitto col beneplacito dell’industria bellica a stelle e strisce. Il dipartimento di Stato americano ha annunciato l’approvazione di un nuovo pacchetto di aiuti da 322 milioni di dollari, destinato a potenziare le capacità difensive di Kiev in un contesto di crescente instabilità nella regione. 
La prima tranche, del valore di 172 milioni di dollari, prevede la fornitura di sistemi di difesa aerea Hawk Fase III. La seconda, da 150 milioni, riguarda  invece i veicoli da combattimento della fanteria M2 Bradley, inclusi pezzi di ricambio, riparazioni, supporto tecnico e formazione per le truppe ucraine. 
Secondo la nota diffusa dalla Defense Security Cooperation Agency, l’iniziativa “sosterrà gli sforzi in corso dell’Ucraina per rafforzare la sua difesa contro le crescenti minacce alla sicurezza”, confermando il costante impegno di Washington nella fornitura di sistemi avanzati e know-how militare alle forze armate ucraine. 
C’è una novità sostanziale che sancisce l’ulteriore umiliante giogo guerrafondaio a cui l’Ue si è piegata irreversibilmente, in rotta di collisione con la sua autodistruzione. Donald Trump ha rivelato un’intesa raggiunta con l’Unione Europea che rompe con la prassi del suo predecessore: “Abbiamo appena concluso un accordo con l'Ue secondo cui pagheranno il 100% del costo dell'attrezzatura militare che acquisteranno dagli Stati Uniti, per poi distribuirla, in larga parte, all'Ucraina”. 
Il tycoon ha sottolineato come l’iniziativa rappresenti una svolta rispetto al passato: “Abbiamo messo 350 miliardi di dollari, ma ora è l’Europa a pagare, ed è un cambiamento notevole. Alla NATO abbiamo avuto un incontro straordinario: hanno accettato di aumentare il contributo dal 2% al 5% del PIL per la difesa, e quei fondi saranno spesi nelle aziende americane del settore”

Foto di copertina © Remi Jouan

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