Congelata la trattativa per il cessate il fuoco a Doha, accuse reciproche tra Hamas e Israele. In Cisgiordania coloni picchiano a morte due palestinesi
Continuano i raid dell’Idf a Gaza. Secondo le autorità sanitarie della Striscia, solo ieri in una lunga serie di attacchi sarebbero stati uccisi “98 palestinesi”, un dato persino più elevato della media di 614 uccisi a settimana dal 7 ottobre 2023. La strage è iniziata all’alba tra la gente stremata in fila nell’attesa e nella speranza di ricevere aiuti umanitari: secondo Al Quds a nord di Rafah “sono morti in 34” in un attacco che ha provocato anche 180 feriti nei pressi di un centro di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation.
Secondo le autorità sanitarie palestinesi a ovest di Gaza City gli attacchi aerei israeliani hanno preso di mira il campo profughi di Al-Shati. Hanno bombardato un edificio di sfollati nei pressi dell’Università islamica, uccidendo quattro persone. Un altro bombardamento nel quartiere Al Tuffah ha centrato casa della famiglia Al Safadi, uccidendo “tre donne e una bambina”. In un altro quartiere di Gaza City, Sheikh Radwan, una famiglia piange tre vittime. Ancora, due morti in una casa demolita dalle bombe nel quartiere di Al-Rimal.
Nel centro della Striscia, sette palestinesi di cui due donne sono stati uccisi a Deir Balah. Secondo autorità sanitarie e media palestinesi, un aereo israeliano ha centrato una tenda di sfollati vicino all’ospedaledei martiri di Al-Aqsa a Deir Balah, uccidendo tre persone. Una ragazza è stata uccisa nel campo di Nuseirat. E a Sud 11 palestinesi, tra cui una donna e bambini, sono stati uccisi a Khan Yunis nelle tende vicino all’ospedale kuwaitiano di Al-Mawasi, altri due a Sheikh Nasser. Questa mattina, invece, almeno 43 palestinesi, tra cui diversi bambini, sono stati uccisi oggi in nuovi attacchi israeliani a Gaza. Lo ha riferito il portavoce della Protezione Civile, Mahmoud Bassal. Tra le vittime, 10 palestinesi, tra cui donne e bambini, morti negli attacchi in un mercato nel nord della città di Gaza. Nel campo profughi di Nousseirat (al centro), 20 persone sono state uccise, e tra loro dieci bambini, vicino a un punto di distribuzione di acqua potabile. In un raid nel campo per sfollati di Al-Mawassi (sud) sono morte tre persone.
Nel frattempo a Doha, in Qatar, i negoziati di pace sprofondano nelle accuse reciproche di boicottare le trattative. E a Tel Aviv, migliaia di persone sono scese in piazza ieri per chiedere al governo di riportare a casa gli ostaggi, i vivi e i corpi dei morti, prima che “la finestra di opportunità” si richiuda.
Ma a Doha il negoziato che pareva in dirittura d’arrivo dopo le dichiarazioni di Donald Trump della scorsa settimana, è congelato. Hamas ha bocciato le mappe proposte da Israele per il ritiro dei suoi soldati dalla Striscia, e accusa Israele di essere al tavolo solo per “prendere tempo”. Israele rispedisce al mittente dicendo che è Hamas ad avere rigettato la proposta del Qatar di un cessate il fuoco di 60 giorni con il rilascio degli ostaggi. Nessuna delle due parti, però, si è alzata dal tavolo. Israele avanzerà una nuova mappa del ritiro.
La situazione resta incandescente anche in Cisgiordania dove due palestinesi, uno dei quali con doppia cittadinanza statunitense, sono stati uccisi venerdì sera in un attacco di coloni israeliani contro una città nel nord della Cisgiordania, secondo il Ministero della Salute palestinese citato dalla Bbc. L'esercito israeliano ha dichiarato che ieri sera sono state lanciate pietre contro gli israeliani vicino a Sinjil e che "ne è nato un violento scontro nella zona" e che sta esaminando le esatte circostanze dei fatti. Sayfollah Musallet, un ventitreenne con doppia cittadinanza statunitense proveniente dalla Florida, è stato picchiato a morte dai coloni a Sinjil, ha dichiarato il ministero palestinese. Il secondo uomo, Mohammed al-Shalabi, anch'egli ventitreenne, è morto dopo essere stato colpito al petto, ha aggiunto. Il Dipartimento di Stato americano ha dichiarato di essere "a conoscenza delle notizie sulla morte di un cittadino statunitense in Cisgiordania" e di non avere ulteriori commenti "per rispetto della privacy della famiglia". Sayfollah Musallet si era recato in Cisgiordania il 4 giugno, secondo quanto riferito dalla sua famiglia che in una dichiarazione afferma che è stato "brutalmente picchiato a morte dai coloni israeliani mentre proteggeva la terra della sua famiglia da coloni che cercavano di sottrargliela". "I coloni israeliani hanno circondato Saif per oltre tre ore mentre i paramedici cercavano di raggiungerlo, ma la folla di coloni ha impedito all'ambulanza e ai paramedici di fornire aiuti salvavita". "Dopo che la folla di coloni israeliani si è allontanata, il fratello minore di Saif si è precipitato a portarlo sull'ambulanza. Saif è morto prima di arrivare in ospedale". Nella dichiarazione, la famiglia di Musallet ha chiesto al Dipartimento di Stato americano "di avviare un'indagine immediata e di ritenere responsabili i coloni israeliani che hanno ucciso Saif per i loro crimini". L'agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa ha riferito che l'altra vittima, Mohammed al-Shalabi proveniva dalla città di al-Mazraa al-Sharqiya, appena a sud di Sinjil. L'agenzia, citando il ministero della Salute palestinese, riporta che l'uomo è stato colpito al petto dai coloni, durante lo stesso attacco in cui è stato ucciso Sayfollah Musallet e che è rimasto sanguinante per ore prima che i paramedici potessero raggiungerlo, ha aggiunto. La Wafa ha riferito che altri 10 palestinesi di Sinjil e delle zone limitrofe sono rimasti feriti negli scontri con i coloni, armati di fucili automatici.
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