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Kiev torna a contemplare scenari completamente distaccati dal mondo reale, ma in grado di garantire la continuazione del conflitto a tempo indeterminato.
La priorità per l'Ucraina nei negoziati è un esercito forte”, ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky durante un incontro con i leader delle comunità territoriali della regione di Chernihiv.
Questa è una 'linea rossa' - nessuna riduzione significativa del nostro esercito. Sinceramente, faremo tutto il possibile per mantenere l'esercito alle dimensioni attuali. Un esercito grande, tre volte più numeroso rispetto all'inizio della guerra. Un esercito che può solo modernizzarsi. Questi sono i cambiamenti che potranno avvenire dopo la fine della guerra", ha continuato il leader ucraino, aggiungendo che un'altra linea rossa è il riconoscimento dei territori occupati come russi.
"In ogni caso si tratta di territori temporaneamente occupati. Una pace giusta è quando tutti i territori vengono restituiti. Ma se è possibile trovare un compromesso per cui il ritorno di questi territori avvenga nel tempo attraverso mezzi diplomatici - penso che, per alcuni territori, questa potrebbe essere l'unica via. Perché la guerra non può durare all'infinito. Faremo quindi tutto il possibile per garantire il ripristino dell'integrità territoriale dell'Ucraina. Queste sono questioni cruciali", ha aggiunto, senza depennare il tema di un possibile ingresso nella NATO.
“Nessuno ha ancora tolto questo tema dal tavolo. Almeno stiamo dicendo che, anche se qualcuno non vuole sostenerlo ora - vedremo cosa succederà in futuro. Ma è importante che abbiamo garanzie adeguate, simili a quelle della NATO, finché non entreremo nell'Alleanza. Questo riguarda i contingenti e il sostegno dei nostri partner, su cui possiamo contare", ha precisato il leader ucraino.
Di concerto, nella giornata di ieri, il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che rafforza la politica di sicurezza e difesa comune dell'UE. Con 399 voti a favore, 198 contrari e 71 astenuti, il testo sostiene un approccio unitario per agire con efficacia a livello globale, in particolare in Ucraina.
La risoluzione ribadisce il pieno sostegno all'Ucraina contro l'"aggressione russa", chiedendo la fornitura di armi necessarie per respingere le forze russe e ripristinare l'integrità territoriale ucraina. Inoltre, invita gli Stati membri a rimuovere le restrizioni che impediscono a Kiev di colpire obiettivi militari legittimi in territorio russo con armi occidentali.
Una posizione che entra in rotta di collisione con la dottrina nucleare russa aggiornata da Putin nel 2024, che prevede l'uso di armi atomiche anche in risposta a minacce convenzionali, specialmente se coinvolgono la sovranità russa o bielorussa. Nessuno sforzo per adempiere ad una pace che ponga fine all’ecatombe nel Paese.


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Comandante supremo alleato: l’Europa vuole i missili ipersonici

Ma alcune indiscrezioni evocano un quadro ancora più preoccupante per il prossimo futuro. Secondo il Comandante Supremo delle Forze Armate Alleate della NATO in Europa, il generale Christopher Cavoli, l’Ue ha chiesto il dispiegamento sul proprio territorio di un sistema di lancio di missili ipersonici a lungo raggio.
"C'è una richiesta per il dispiegamento di uno di questi in Europa. Di questo posso parlare in dettaglio in una sessione riservata", ha affermato durante un'audizione presso la commissione competente del Senato.  Secondo il generale, un gruppo speciale del Pentagono per le armi a lungo raggio dispone di diversi sistemi simili in vari rami delle forze armate.
Cavoli ha poi parlato della necessità di sfruttare l'uscita dal Trattato sulle Forze Nucleari a Medio e Corto Raggio (INF) con la Russia in tutte le direzioni possibili, definendo corretta la decisione degli Stati Uniti di cessare la loro partecipazione nel febbraio 2019.
Violando il principio – stabilito dal diritto internazionale – della sicurezza indivisibile, un simile dispiegamento porterà la guerra in tutto il continente europeo, quando negli Stati Uniti tornerà al potere un’amministrazione ostile alla Russia.
Secondo lo stratega dell'esercito americano Brennan Deveraux e due membri del Consiglio tedesco per le relazioni estere, i missili a medio raggio minacciano le strutture di comando di Mosca e limitano la capacità militare russa. Il mantenimento del trattato avrebbe dunque garantito la sicurezza strategica della Russia e prevenuto un'escalation militare in tutta Europa.
Un’analisi espressa tra l’altro il 28 gennaio 2022 sul sito web di affari militari War on the Rocks, quando ancora si parlava di missili convenzionali, non ipersonici.


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Mark Rutte © Imagoeconomica


Financial Times
: L'Europa conta sulle risorse della NATO per inviare peacekeeping

D’altra parte Mosca, che detiene un vantaggio considerevole sul campo di battaglia, al fine dell’avvio dei negoziati di pace con l’Ucraina, chiede garanzie formali che non verranno dispiegate truppe straniere sul suo territorio dopo la fine del conflitto, e il riconoscimento internazionale della sovranità russa sulla Crimea e sulle regioni di Kherson, Zaporizhzhia, Lugansk e Donetsk. Condizioni che, secondo la Reuters, sarebbero state comunicate durante una serie di incontri tra Russia e Stati Uniti svoltisi nelle settimane antecedenti all’annuncio della proposta di un cessate il fuoco di 30 giorni.
Richieste inconciliabili con la dottrina bellica del riarmo, ma c’è di più: il Financial Times, citando funzionari anonimi a conoscenza dei piani, ci sarebbero disposizioni per utilizzare le strutture della NATO al fine di dispiegare le forze europee in Ucraina.
"Le strutture di comando e controllo della NATO verrebbero utilizzate per inviare una cosiddetta 'forza di garanzia' in Ucraina, secondo una proposta in discussione nei colloqui condotti da Francia e Regno Unito", si legge nella pubblicazione, secondo cui le truppe dispiegate potrebbero avvalersi anche delle capacità congiunte di intelligence e sorveglianza dell'Alleanza del Nord Atlantico.
I funzionari hanno dichiarato al FT che la proposta era solo una delle varie opzioni in discussione e che potrebbe cambiare prima che si giunga a un accordo finale. Anche il segretario generale della NATO Mark Rutte ha partecipato ai colloqui dei leader e ha inviato alti funzionari alle riunioni tecniche del gruppo.
Non c’era un’intesa unanime tra i partecipanti e alcuni membri della coalizione hanno mostrato riserve nei confronti di questa iniziativa.  "Se dobbiamo schierare forze e risorse da decine di paesi (in Ucraina, ndr), allora la NATO è l'unica opzione (di comando e controllo, ndr) che possiamo usare", ha aggiunto uno dei funzionari.
Lo stesso Rutte ha osservato che l'alleanza deve pensare in anticipo a come proteggere il proprio territorio dalla Russia, poiché la sua minaccia non scomparirà nemmeno dopo la conclusione della pace con l'Ucraina. “Il focus per il 2032 è come difendere il territorio NATO dai russi, la nostra minaccia a lungo termine, che rimarrà anche dopo, spero, che si raggiungerà un accordo sull'Ucraina. La minaccia russa esisterà per molti anni a venire".

Foto di copertina © Imagoeconomica

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