L’Europa si prepara alla guerra, ma su iniziativa franco-inglese, almeno per ora. È quanto emerge dal vertice dei “volenterosi” tenutosi ieri nei saloni dell’Eliseo, che ha visto la partecipazione di una trentina di paesi alleati dell’Ucraina, fra i quali anche l’Italia.
Il presidente Emmanuel Macron, a margine dell’incontro, ha annunciato che Francia e Gran Bretagna invieranno una delegazione militare in Ucraina per definire la struttura delle future Forze armate di Kiev.
"Abbiamo deciso che il Primo Ministro britannico (Keir Starmer - ndr) e io abbiamo autorizzato i Capi di Stato Maggiore dei nostri eserciti affinché una squadra franco-britannica possa recarsi in Ucraina nei prossimi giorni e possa lavorare a stretto contatto con i nostri partner che hanno anch'essi approvato questo meccanismo per preparare in tutti i settori la composizione dell'esercito ucraino di domani", ha scritto sul suo account X.
In particolare, questo team si concentrerà sull’individuazione del formato necessario in termini di numero di militari, attrezzature e tecnologie per rispondere a future aggressioni russe e contenere eventuali azioni ostili da parte della Russia.
"Questo ci permetterà di passare alla fase di pianificazione, per definire chiaramente il contributo di ogni paese membro della nostra coalizione e comunicare all'Ucraina una visione chiara di un piano d'azione molto preciso che intendiamo attuare", ha sottolineato Macron, aggiungendo che diversi Paesi contribuiranno alla formazione delle "forze di garanzia", ma non saranno schierate sulla linea del fronte, bensì in zone strategiche. Per queste truppe, non si è parlato di peacekeeping, ma di “forze di rassicurazione”, evidentemente per rendere la pillola più conciliante col grande pubblico.
La questione è ben più seria di quanto non appaia in realtà. "Riteniamo - e c'è un riscontro da parte europea - che questo contingente e questa discussione dovrebbero includere terra, aria e mare", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri, Georgy Tykhyi durante un briefing.
Manca tuttavia una visione comune tra i leader europei. “Nessuno si sta preparando alla guerra…Credo che non si debba allarmare inutilmente i nostri cittadini. In questo momento non c’è nessuna minaccia per l’integrità territoriale e la sovranità della Spagna, né nessuno si sta preparando per la guerra. Europa è un progetto di pace”, ha assicurato il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, in un’intervista alla tv pubblica Tve.“Ma l'unanimità non è necessaria”, aggiunge il presidente francese, "andremo avanti e ci lavoreremo. Quindi ci sarà sicuramente una forza di rassicurazione con diversi paesi europei che si schiereranno".
"La Russia finge di negoziare", ha poi sostenuto il capo dell’Eliseo, spiegando che, in ogni caso, tutti i leader presenti “hanno concordato che togliere le sanzioni a Mosca adesso sarebbe un errore”.
Il mantra per Macron continua ad essere “quello di rafforzare la posizione di Kiev, politicamente e militarmente”. Per questo Parigi e Londra invieranno in Ucraina una missione congiunta per lavorare al rafforzamento dell'esercito. Una pace attraverso la forza.
Ma secondo il premier francese è Mosca a non volere la fine dei combattimenti. "La Russia finge di negoziare", ha concluso, ponendosi in piena sintonia con Kiev. 
Maria Zakharova © Imagoeconomica
Zelensky: non cederemo mai i nostri territori occupati dalla Russia
Lo stesso Volodymyr Zelensky tradisce il suo “genuino” desiderio alla pace in un’intervista al quotidiano Le Figaro, dove promette che mai si arrenderà alla rinuncia dell’integrità territoriale del Paese. “Una cosa è certa: non cederemo mai i nostri territori occupati alla Russia. Queste terre appartengono agli ucraini. Quando le riavremo? Forse non subito. Forse dovremo farlo tramite mezzi diplomatici. "La diplomazia provoca meno vittime e perdite delle armi", ha dichiarato l’ex comico, immemore delle sue dichiarazioni rilasciate 3 anni prima, durante i negoziati di Istanbul che avrebbero potuto per tempo fermare l’immane carneficina. "Lo status neutrale e non nucleare dell’Ucraina siamo pronti ad accettarlo: se ricordo bene, la Russia ha iniziato la guerra per ottenere questo", affermò il 28 marzo 2022, aggiungendo però che "è impossibile portare la Russia a ritirarsi da tutti i territori occupati: questo porterebbe alla Terza guerra mondiale".
Propositi pacifisti, per non dire filorussi del leader ucraino, che oggi sono completamente caduti nel dimenticatoio.
L’iniziativa aggressiva di Kiev si è palesata anche ieri, quando il consigliere di Zelensky, Igor Jovkva, ha annunciato all’Afp che “non abbiamo bisogno di missioni di mantenimento della pace”, e che “ogni soldato (europeo) deve essere pronto a essere coinvolto in un combattimento reale”.
Dal Cremlino intanto arriva un serio avvertimento sui propositi belligeranti del vecchio continente. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha dichiarato che Mosca è “categoricamente contraria” al dispiegamento di militari di Paesi Nato in Ucraina come parte di una operazione di “peacekeeping” e che uno scenario del genere “rischia di provocare un confronto militare diretto tra Russia e Nato”.
“Londra e Parigi continuano a escogitare piani per l’intervento militare in Ucraina. Tutto questo è mascherato da una sorta di missione di mantenimento della pace” ha concluso la Zakharova, citata dalla Tass.
Ma è evidente che l’Europa si prepara con sempre maggiore veemenza alla guerra: il piano di riarmo da 800 miliardi di euro e il libro bianco della Difesa che auspica la piena prontezza entro il 2030, parlano chiaro.
Secondo il quotidiano Politico, la Polonia lancerà un programma di addestramento militare per adulti e un corso per studenti. "Siamo vicini di Russia e Bielorussia, non abbiamo alcun cuscinetto tra noi e loro, abbiamo solo un tempo limitato per prepararci e rispondere", ha dichiarato il Capo di Stato maggiore delle forze armate polacche Wieslaw Kukula.
Kiev: Mosca prepara una grande offensiva verso Sumy, Kharkiv e Zaporizhia
Tra le forze armate ucraine cresce intanto l’allarme per l’approssimarsi di un nuovo attacco russo su vasta scala. Secondo Ivan Tymochko, capo del Consiglio dei riservisti delle Forze di Terra ucraine, ci sono concrete possibilità che Mosca lanci presto una nuova offensiva nelle regioni di Sumy, Kharkiv e Zaporizhia. Ne ha parlato in un'intervista a RBK-Ucraina, Tymochko sottolineando che “tutti i confini con Russia e Bielorussia rimangono zone ad alto rischio”, poiché potrebbe sferrare attacchi da più direzioni.
Un altro ufficiale ucraino, Valeriy Prozapas, ha anch’egli parlato dei propositi russi di conquistare Zaporizhia, Kherson, Mykolaiv e Odessa. "Stanno preparando teste di ponte per un’offensiva", ha annunciato allarmato, citato dal quotidiano Unian. 
Zaporizhia è considerata un avamposto strategico per spingere verso sud e attraversare il fiume Dnipro. Il piano a lungo termine di Mosca è quello di collegare la Crimea alla Transnistria, creando un corridoio terrestre continuo attraverso i territori occupati. Questo permetterebbe alla Russia di consolidare il controllo sul Mar Nero e isolare ulteriormente l’Ucraina.
"Non possiamo aspettarci miracoli", ha detto Prozapas. "Dobbiamo prepararci al peggio e agire con determinazione per fermare l’avanzata russa."
Situazione critica sul fronte di Liman: Terny quasi caduta
Mentre la minaccia di una nuova offensiva si fa più concreta, sul campo la situazione rimane “estremamente difficile”. Secondo il gruppo di monitoraggio DeepState, che lavora per la Direzione principale d’intelligence ucraina, le forze russe hanno “quasi completamente occupato il villaggio di Terny”, nella direzione di Liman, e stanno aumentando la pressione su Yampolivka.
"Nella periferia sud di Terny si vedono sempre più soldati russi, che cercano di consolidare le posizioni nelle case e nelle piantagioni", hanno riferito gli analisti. L’uso massiccio di “droni, artiglieria e mezzi corazzati” sta permettendo alle truppe occupanti di avanzare, minacciando le linee di rifornimento ucraine.
Inoltre, la situazione intorno a Ivanivka, sulla riva destra del fiume Zherebets, si sta deteriorando rapidamente. I russi stanno cercando di avanzare verso Katerynivka, Nove e Zelena Dolyna, mettendo a rischio le posizioni delle brigate ucraine che difendono la zona da oltre un anno.
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