Ma Zelensky sostiene l’idea di inviare forze di “pace” in Ucraina. Il leader del Cremlino sfida la Nato sui missili ipersonici e sull’economia: “Prima in Europa, le sanzioni non ci distruggeranno”
Mosca lascia nuovamente aperta una finestra per le trattative che ponga fine all’incubo. “La Russia è pronta a negoziati pacifici con l'Ucraina senza precondizioni, ma sulla base degli accordi di Istanbul e tenendo conto della realtà sul campo”, ha detto in linea diretta il presidente Vladimir Putin in una conferenza stampa, dichiarandosi pronto al dialogo “senza precondizioni”, basandosi su quanto concordato durante il processo negoziale di Istanbul nel 2022 e sulle realtà che si stanno sviluppando oggi sul campo.
Allo stesso tempo, il capo dello Stato ha sottolineato che il documento finale dovrebbe essere firmato solo con le legittime autorità ucraine, cioè con la Verkhovna Rada e il suo presidente.
Il leader del Cremlino ha aggiunto che la Russia sarà disposta a parlare con Volodymyr Zelensky se andrà alle urne, ottenendo la maggioranza dei voti.
“Se qualcuno andrà alle urne e otterrà legittimità, parleremo con chiunque, compreso Zelensky. Ora, se l’Ucraina vuole davvero seguire la strada di una soluzione pacifica, può farlo, può organizzare questo processo internamente come vuole. Voglio solo firmare con coloro che sono legittimi”, ha spiegato il capo dello Stato.
Nel marzo 2022, a Istanbul, le delegazioni russa e ucraina si incontrarono per avviare i negoziati, dopo l'inizio del conflitto in Ucraina. Vladimir Medinsky, capo della delegazione russa, dichiarò che erano stati compiuti alcuni progressi significativi.
Lo ribadì anche il capo del partito di Zelensky, Davyd Arakhamiia, che riconobbe il ruolo occidentale nel fallimento degli accordi.
“Boris Johnson è venuto a Kiev e ha detto che non avremmo firmato nulla con loro”: riferì nel merito Foreign Affair, pubblicando una bozza dell’accordo, pur non ritenendo che l’Occidente abbia costretto l’Ucraina a ritirarsi, sostenne tuttavia che “le offerte di sostegno accompagnate dalla mancanza di entusiasmo occidentale devono aver rafforzato la risolutezza di Zelensky e smorzato il suo interesse per la diplomazia”.
La questione fondamentale per Mosca era chiaramente la neutralità del Paese e la non adesione all’Organizzazione del trattato Nord Atlantico che Washington – come ammise anche il segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg – si era rifiutata categoricamente di ridiscutere un mese prima dello scoppio del conflitto.
Nella bozza dell’accordo, pubblicata dal quotidiano Welt era previsto che l’Ucraina avrebbe rinunciato a entrare in qualsiasi alleanza militare, inclusa la NATO, e a non produrre né acquisire armi nucleari. Inoltre, non avrebbe permesso l'ingresso di truppe straniere nel paese, né il passaggio di armi, e non consentirebbe l'utilizzo delle proprie infrastrutture, come aeroporti e porti marittimi, da parte di altre nazioni.
Ma Zelensky ora rilancia sulle truppe di pace straniere stanziate nel territorio.
“Non c'è ancora consenso tra i leader occidentali sullo spiegamento di forze di pace, ma l'Ucraina sostiene questa iniziativa”, ha detto il presidente ucraino in seguito a un incontro con il suo omologo francese Emmanuel Macron, avvenuto a Bruxelles.
“Sosteniamo l’idea di rafforzare l’Ucraina. Percepisco positivamente i contatti di Emmanuel Macron [sulla questione dell’invio di forze di pace in Ucraina]. Non voglio ancora fornire i dettagli perché siamo in fase di elaborazione. E vedo che ci sono già feedback positivi da parte di alcuni leader su questo argomento. Questo non è un processo facile, capisci i rischi che comporta”, ha aggiunto Zelensky.
Putin sfida la Nato sui missili ipersonici
Nel corso della conferenza, Vladimir Putin ha colto l'occasione per lanciare una provocazione di carattere militare agli Stati Uniti, incentrata sulla corsa allo sviluppo di missili ipersonici sempre più avanzati. Il presidente russo ha sfidato apertamente le capacità tecnologiche occidentali, proponendo un esperimento in cui mettere alla prova i sistemi di difesa missilistica americani.
“Possono scegliere un obiettivo a Kiev e verificare se riescono ad abbatterlo. Sarebbe davvero interessante condurre questo esperimento,” ha dichiarato Putin.
In particolare, Il presidente russo ha detto che gli Stati Uniti dovrebbero usare il sistema missilistico anti-balistico THAAD in Ucraina e testarlo contro le sue armi. 
“Non ci sono possibilità di intercettare l’Oreshnik. Se gli esperti occidentali ritengono che sia possibile, li invito a un duello tecnologico. Lasciamo che selezionino un obiettivo nella capitale ucraina, concentrino lì tutti i loro sistemi di difesa missilistica, e noi lanceremo l’Oreshnik. Siamo pronti per questo esperimento e curiosi di vedere cosa succederà. Sarebbe interessante per entrambe le parti.”
In precedenza, The National Interest, aveva riferito che il THAAD era l’unico sistema nell’arsenale americano in grado di intercettare bersagli ipersonici come l’Oreshnik, mentre il leader del Cremlino durante la sessione annuale, lo ha definito inferiore al complesso S-400 della Russia.
Putin ha concluso sottolineando come un confronto di questo tipo, a suo avviso, potrebbe essere istruttivo sia per la Russia che per gli Stati Uniti.
Putin: “L’economia russa è la prima in Europa. Le sanzioni non ci distruggeranno”
Il presidente russo ha poi rigettato le corali previsioni di alcuni commentatori occidentali su un’imminente crisi economica, affermando che l'economia della Federazione russa si conferma attualmente la più grande in Europa, avvertendo, tuttavia, che questa posizione di forza non deve diventare un motivo di compiacimento.
“Le istituzioni finanziarie ed economiche internazionali collocano la Russia al primo posto in Europa per volume economico e al quarto posto a livello globale per parità di potere d'acquisto,” ha dichiarato Putin. “Davanti a noi ci sono Cina, Stati Uniti e India. Abbiamo superato la Germania lo scorso anno e, quest'anno, anche il Giappone. Ma questo non significa che possiamo rilassarci. Il mondo continua a svilupparsi e a evolversi rapidamente.”
Nonostante l’ottimismo, non ha ignorato i segnali di preoccupazione, in particolare per quanto riguarda l’inflazione. “Ieri, mentre mi preparavo per questo evento, ho parlato con la presidente della Banca Centrale. Mi ha riferito che l’inflazione si attesta attorno al 9,2-9,3%,” ha detto, precisando però che i salari, a suo avviso, sarebbero cresciuti del 9% in termini reali. Per questo motivo, ha definito la situazione economica complessiva come “stabile.”
Foto di copertina © Imagoeconomica
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