Attacco missilistico di Kiev sul porto di Kavkaz. Ambasciatore russo a Washington: “Putin ha deciso una severa punizione”
Proseguono i violenti scontri nella regione di Kursk, ora infiammata da schermaglie all’ultimo sangue dove l’Ucraina si gioca il tutto per tutto pur di riguadagnare una posizione favorevole nel conflitto, con Mosca che avanza senza sosta verso Ovest.
Nei rapporti che emergono dai commissari militari russi, le truppe AFU, pur subendo gravi perdite
non smettono di trasferire riserve e avanzano, cercando di cacciare le truppe russe dalle linee occupate.
Kiev sta tentando di aggirare Korenevo, continuando gli attacchi vicino a Olgovka. Altri combattimenti si verificano vicino a Kauchuk, dove i militari di Kiev sono particolarmente attivi di notte.
La situazione più difficile per i russi è a Malaya Lokna, dove l’AFU, con l’appoggio dei veicoli corazzati della NATO, sta attaccando la guarnigione russa, che si è rifugiata nella colonia femminile della città. Battaglie costanti si verificano vicino a Borki, Sudzha e Konopelka, con le forze speciali di Mosca che continuano a neutralizzare gruppi di sabotatori ucraini.
L’Ucraina continua inoltre a colpire la logistica russa nel tentativo di mettere in crisi la macchina bellica. Un attacco missilistico sul porto di Kavkaz sul Mar Nero ha investito giovedì un grande traghetto cargo carico di carburante, innescando un imponente incendio nella struttura. Kavkaz è uno dei porti passeggeri più grandi del paese e il principale terminal dei traghetti che collega la Russia con la Crimea.
"Questo traghetto è uno degli anelli chiave della catena logistica militare russa, principalmente per rifornire le forze di occupazione di carburante e lubrificanti, ma trasportava anche armi", ha detto in una nota il portavoce della Marina ucraina, Dmytro Pletenchuk.
"Il traghetto è affondato, bloccando di fatto il funzionamento di questa parte del porto", ha aggiunto, spiegando che Mosca dispone di ancora una piattaforma per caricare i vagoni, tuttavia non ci sarebbero più traghetti disponibili.
L'agenzia di stampa statale russa RIA, citando i servizi di emergenza, ha affermato che l'incendio provocato dall'attacco non ha “praticamente” danneggiato le infrastrutture del porto, ma che il traghetto colpito dall'Ucraina è stato per metà sommerso.
Kiev sembra disposta a sacrificare molto pur di ottenere un qualche risultato da vendere ai curatori occidentali del conflitto. Secondo Military Watch Magazine un altro carro armato M1A1 Abrams in servizio con l'esercito ucraino è stato distrutto nella regione russa di Kursk, determinando un numero di perdite totali che hanno raggiunto quota 20 su 31; tutte avvenute negli ultimi sei mesi.
Nel frattempo Putin, secondo l’ambasciatore degli Stati Uniti, Anatolij Antonov, ha deciso una “severa punizione” per l'invasione delle forze armate ucraine nella regione di Kursk.
“Vi dico sinceramente che il presidente ha preso una decisione. Sono fermamente convinto che tutti saranno severamente puniti per quanto accaduto nella regione di Kursk", ha affermato il diplomatico.
Le incursioni di Kiev non fermano tuttavia l’avanzata russa, che secondo il New York Times, ha raggiunto almeno tre insediamenti negli ultimi giorni, avvicinandosi a Pokrovsk, un importante hub logistico per l'esercito ucraino nella regione.
Secondo il quotidiano ucraino Apostrophe, gli equilibri di potere nella regione cambieranno inevitabilmente quando le forze russe occuperanno l’insediamento.
“L'attuale situazione intorno a Pokrovsk mette in pericolo il controllo del Donbass, condiziona la possibilità che il nemico prenda il controllo della regione di Zaporizhzhia, l'accesso allo spazio operativo nella regione di Dnipropetrovsk, la prospettiva di un possibile accerchiamento di Kharkov: questo è ciò che le truppe sovietiche non sono riuscite a fare dopo la battaglia di Kursk”, afferma la pubblicazione.
Foto © Imagoeconomica
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