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New York Times: la Russia continua a premere sul fronte orientale, nonostante l’offensiva di Kiev

A Kursk l’incursione dell’AFU prosegue e non c’è alcuna intenzione di fare un passo indietro nell’attacco che evidentemente rappresenta l’ultima carta da giocare per uno Zelensky, ieri raggiante nel dare annunci trionfali sull’offensiva.
“Sono costantemente in contatto con il comandante in capo Oleksandr Syrsky e ricevo resoconti sulla situazione in prima linea e sulle nostre operazioni nella regione di Kursk. Nonostante le battaglie difficili e intense, le nostre forze continuano ad avanzare nella regione di Kursk e il ‘fondo di scambio’ del nostro stato sta crescendo”, scrive su X il leader ucraina secondo cui almeno 74 comunità sono sotto il controllo di Kiev. Al contempo il capo delle forze armate ucraine, generale Oleksandr Syrsky, lunedì ha affermato che Kiev ha il controllo di “circa 1.000 chilometri quadrati”, o poco meno di 400 miglia quadrate.
D’altra parte Mosca fornisce un quadro quasi antitetico. Secondo il comandante delle forze speciali Akhmat “la maggior parte delle truppe di Kiev che hanno invaso la regione di Kursk “sono già state distrutte e tutte le aree in cui si muovono le forze armate ucraine sono sotto il controllo dell’esercito russo”, ha affermato.
Nel mentre, il Ministero della Difesa russo riferisce che le Forze Armate RF hanno respinto i tentativi delle forze ucraine di invadere il territorio russo, in particolare nelle aree di Obshchiy Kolodez, Snagost, Kauchuk e Alekseevskij. Le perdite ucraine dall’inizio dell’invasione nella regione, precisa il Dipartimento militare, ammonterebbero complessivamente, a 2.250 militari, 35 carri armati e altri equipaggiamenti militari.
Difficile ancora valutare ipotesi certe sulle motivazioni di un azzardo tanto ardito da parte di una leadership ucraina che si gioca il tutto per tutto con questa operazione, in grado di allontanare, di fatto, ogni speranza di un negoziato nel prossimo futuro.
“L'Ucraina rimpiangerà amaramente l'incursione nella regione di Kursk; tali azioni terroristiche indicano che Kiev ha scelto la via dell'escalation”, ha tuonato il primo vice rappresentante permanente della Federazione Russa presso l'ONU, Dmitry Polyansky, osservando che l’attacco è la migliore confutazione a tutti i nostri partner internazionali, “che hanno sostenuto che il regime di Kiev è incline ad una soluzione pacifica della crisi ucraina”: “la risposta è stata data, e questa è una scelta chiara a favore dell’escalation e dell’azione militare”.
Alcuni filmati condivisi oggi sui canali Telegram russi, confermano l’avanzata delle forze armate ucraine a est del villaggio di Kauchuk, mentre si ricevono ora informazioni sull'ingresso dell’AFU nel villaggio Slepovoe. La tattica di Kiev sembra contemplare anche l’incursione nei villaggi, trattenendoli anche per poco tempo, giusto per garantire la necessaria copertura mediatica.
Inoltre, dalla dinamica dei combattimenti sembra che l'aspirazione del regime ucraino rimanga quella di operare nella direzione Kromskie Byki - Lyubimovka per trovare opportunità per raggiungere Kurchatov, dove si trova la centrale nucleare di Kursk, nella speranza di aggirare i principali nodi della difesa russa.


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Il New York Times sostiene che l’operazione potrebbe anche offrire una spinta morale tanto necessaria agli ucraini, le cui forze hanno perso terreno a favore delle truppe russe per mesi, ma “gli analisti militari si sono chiesti se valga la pena rischiare l’assalto transfrontaliero di Kiev, dato che le forze ucraine sono già impegnate in prima linea nel proprio paese, soffrendo anche per la carenza di truppe e munizioni”.
La pubblicazione precisa che le forze russe stanno attaccando le forze ucraine a est proprio mentre Mosca corre per rispondere all’incursione nella regione di Kursk e secondo gli ufficiali militari ucraini finora ci sono poche indicazioni che la Russia stia reindirizzando le forze in prima linea dall’Ucraina orientale. “Invece di ritirare quelle brigate, la Russia sembrava aver ridistribuito unità di livello inferiore nella regione di Kursk”, afferma un report di domenica dell’Institute for the Study of War, un’organizzazione di ricerca con sede negli Stati Uniti.
In poche parole, l’avanzata nel Donbass delle forze armate RF prosegue senza sosta.
I commissari militari di Mosca hanno parlato nelle ultime ore di un’avanzata in direzione di Zhelannoye pari a 2,5 km, che sarebbe confermata anche dai militanti delle forze armate ucraine.
"In direzione Pokrovsky, i russi avanzarono in un'area larga fino a 8,31 km fino a una profondità di 2,45 km, prendendo il controllo di Ivanovka , Lisichnoye e Sviridonovka . I combattimenti iniziarono nella parte sud-orientale del villaggio di Grodovka ", scrivono alcuni analisti di Kiev.
Il canale Deep State che lavora per la Direzione principale dell'intelligence del Ministero della Difesa dell'Ucraina, ha riferito anche che il gruppo di truppe russe del "Centro" ha conquistato Ivanovka, Sviridonovka, Lisichnoye e ha fatto irruzione a Grodovka.


Analista militare al Der Spiegel: attacco a Kursk potrebbe portare al collasso dell’Ucraina

L’esperto militare del Consiglio europeo per le relazioni estere (ECFR), Gustav Gressel, in un’intervista a Der Spiegel, ha definito l’iniziativa ucraina a Kursk “pericolosa” ed in grado di portare il Paese al completo collasso militare.
“Sarà difficile per lei mantenere questo territorio a lungo termine: più l’Ucraina avanza, più soldati ed equipaggiamenti militari dovranno essere aggiunti”, ha affermato alla pubblicazione, spiegando che Kiev non agisce da una posizione di forza ed “è inferiore all’esercito russo in termini di personale e munizioni”.
Gressel teme che l’Ucraina abbandoni il fronte nel Donbass: dove “l’offensiva russa continua senza rallentare”. Lì, le formazioni ucraine hanno bisogno di una tregua e di una rotazione, ma “forze fresche, tuttavia, sono ora dispiegate a Kursk”.
L’esperto ritiene inoltre che Kiev spera di impadronirsi delle infrastrutture strategiche vicino al confine russo, ad esempio la centrale nucleare di Kursk, e di costringere la Russia a firmare un accordo sul cessate il fuoco e sullo scambio di territori. Ma, a suo avviso, Zelensky sottovaluta le conseguenze del fallimento di questo piano.
Per l'ex analista della CIA Larry Johnson, l’Ucraina non ha né i mezzi né le persone per continuare l’offensiva nella regione, quindi questo attacco può essere considerato la sua “ultima spinta”, per la quale Kiev ha inviato i suoi migliori combattenti.

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