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Ministro degli Esteri polacco, Sikorski: gli Stati Uniti attaccheranno le posizioni russe se useranno armi nucleari

L’utilizzo da parte di Kiev dei sistemi d’arma dell’Alleanza Atlantica per colpire il territorio russo non è più un tabù. Anche questa pericolosa linea rossa è stata superata dalla dottrina bellicista occidentale, prossima a trascinare l’Europa intera nell’abisso.
Il via libera questa volta arriva dal segretario generale della Nato Jens Stoltenberg che ha esortato a togliere il veto all’Ucraina sull’utilizzo delle armi occidentali per colpire la Russia.
È giunto il momento per gli alleati di valutare se non sia il caso di revocare alcune delle restrizioni sull’uso degli armamenti che hanno donato all’Ucraina, soprattutto ora che molti combattimenti sono in corso a Kharkiv, vicino al confine”, ha dichiarato nel video dell’intervista pubblicato sul canale X dell’Economist.
L’offensiva lanciata dal Cremlino sull’oblast di Kharkov ha evidentemente cambiato le regole del gioco, in quanto le forze Armate RF usano le basi a ridosso del confine con l’Ucraina per sostenere l’attacco e bombardare la città. L’impossibilità per Kiev di colpirle dà ai russi un enorme vantaggio su questo fronte. “L’Ucraina ha il diritto di difendersi e questo include anche colpire obiettivi in territorio russo”, ha aggiunto Stoltenberg.
L’affondo del segretario generale dell’Alleanza apre un varco nel dibattito alla Casa Bianca per avallare una decisione che, come riportato dal New York Times, sembra essere imminente.
Non ci sono soldati americani in Ucraina e non intendo mandarli, però resteremo al fianco di Kiev per tutto il tempo necessario. Putin, che è un dittatore, pensava di dividere la Nato ma invece l’ha rafforzata”, ha ribadito il presidente Joe Biden, parlando ai cadetti di West Point.
Nell’amministrazione Usa, a premere nella direzione di un coinvolgimento più diretto delle armi Nato nel conflitto è il segretario di Stato Antony Blinken che, a seguito della sua ultima visita a Kiev, sta tentando di convincere il presidente ad avvallare la nuova dottrina.
Un plauso all’iniziativa è arrivato anche dalla Lettonia che “concorda pienamente con il Segretario Generale della Nato sul fatto che il diritto dell’Ucraina all’autodifesa includa il diritto di attaccare oggetti militari legittimi in Russia. Sosteniamo il Segretario Generale Jens Stoltenberg per l’assenza di restrizioni sulle armi fornite all’Ucraina”, ha scritto la ministra degli Esteri di Riga, Baiba Braze, su X.
La situazione bellica si avvia su un crinale sempre più pericoloso. Solo martedì scorso, Mosca aveva annunciato di aver effettuato esercitazioni sull’uso di armi nucleari tattiche vicino al confine con l'Ucraina, in risposta alle dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron, favorevole all'eventualità di inviare soldati in Ucraina, e del segretario di stato britannico David Cameron, che aveva dato appoggio, per l’appunto, all'uso di armi occidentali sul territorio russo da parte dell'Ucraina.

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Di tutta risposta il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, ha ammonito sul fatto che gli Stati Uniti attaccheranno le posizioni della Russia nel distretto militare settentrionale se utilizzeranno armi nucleari. "Gli americani hanno detto ai russi che se fate esplodere un'arma nucleare, anche se non uccidesse nessuno, colpiremo tutte le vostre posizioni in Ucraina con armi convenzionali", ha detto Sikorski in un'intervista al The Guardian. L’altro ieri il primo ministro ungherese Viktor Orban ha lanciato l’allarme sulle dichiarazioni di politici e giornalisti occidentali che indicano la preparazione dell’Europa per una guerra contro la Russia. “Prima delle due guerre mondiali, i media si preparavano a lungo all’entrata in guerra. Penso che ciò che accade oggi a Bruxelles e a Washington, ma più a Bruxelles che a Washington, sia una sorta di preparazione del sentimento per una guerra mondiale. Possiamo tranquillamente dire che sono in corso i preparativi per l’entrata in guerra dell’Europa, questo sta accadendo nei media e nelle dichiarazioni dei politici”, ha affermato a Radio Kossuth, sostenendo che gruppi di lavoro presso la sede della NATO a Bruxelles stanno studiando come l'Alleanza possa prendere parte al conflitto in Ucraina.
Secondo il professore associato alla LUISS, Alessandro Orsini, nessuno è ancora in grado di prevedere la risposta russa all’impiego delle armi NATO contro il suo territorio, ma certamente questa iniziativa, oltre ad inasprire il conflitto, amplificherà ancora di più la devastazione dell’Ucraina.
Se le cose si metteranno male per la Russia a causa dei missili americani contro il proprio territorio, allora le cose si metteranno malissimo per l’Ucraina… Per ogni proiettile della Nato che l’Ucraina lancerà contro la Russia – avevo detto –  la Russia lancerà dieci proiettili contro l’Ucraina. Il che significa che gli ucraini faranno due passi indietro per ogni passo avanti.”, scrive Orsini su Sicurezza Internazionale.
Nel frattempo perdura il silenzio dell’Occidente rispetto alla disponibilità di Putin ad una tregua, sulle basi della bozza di accordo redatta a Istanbul nel marzo 2022, avallata dal capo del Cremlino il 17 maggio scorso durante il suo ultimo viaggio in Cina.

Bombardamenti russi su Kharkiv: 11 morti

Sabato pomeriggio, la Russia ha bombardato un negozio di ferramenta a Kharkiv, uccidendo almeno 12 persone e ferendone decine, secondo le autorità ucraine. 
"43 persone sono rimaste ferite. Per quanto riguarda l'attacco missilistico sul centro di Kharkiv, il numero delle vittime è già salito a 25 persone, tra cui un ragazzo di 14 anni. In totale, a seguito degli attacchi russi su Kharkiv di ieri, dodici persone sono state uccise e 68 civili feriti", scrive la procura regionale di Kharkiv.
Il presidente Volodymyr Zelensky, commentando l’accaduto ha sottolineato l'importanza di fornire all'Ucraina sistemi di difesa aerea e aerei da combattimento moderni per abbattere i missili russi e gli aerei che li lanciano, affermando che attacchi come questo sarebbero stati impossibili con adeguate difese.

Foto di copertina © Imagoeconomica

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