3 luglio 2013
Palermo. Addiopizzo e Libero Futuro esprimono il loro "plauso ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo e ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia del capoluogo siciliano per l'importante operazione antimafia che ha portato, all'alba, all'arresto di numerose persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione e traffico di sostanze stupefacenti". "Nell'ambito delle indagini, uno degli operatori economici e' stato accompagnato a denunciare dalle associazioni antiracket e seguito lungo tale difficile cammino che oggi trova il suo tanto atteso epilogo di liberazione - si legge in una nota - Attraverso pesanti intimidazioni e richieste estorsive, l'imprenditore e' stato privato della sua attivita' economica e poco piu' di un anno fa si e' rivolto ad Addiopizzo e Libero Futuro, a cui ha raccontato quanto fino a quel momento era stato costretto a subire. Convinto l'imprenditore a denunciare, si e' avviato il percorso di collaborazione con i Carabinieri del Nucleo Investigativo e la Procura di Palermo". "Il percorso di denuncia non e' stato affatto semplice e ci ha visti coinvolti passo dopo passo accanto alla vittima. Una vicenda drammatica che purtroppo, poche settimane fa, ha registrato anche un grave danneggiamento all'attivita' economica - si legge - Oggi le associazioni sono mobilitate per stare a fianco dell'imprenditore affinche' non si senta solo e possa riavviare la sua attivita' nel piu' breve tempo possibile. Occorre che la societa' e le istituzioni facciano sentire vicinanza e sostegno concreto a chi, come questa vittima, ha trovato il coraggio di denunciare. Cogliamo l'occasione per rivolgere l'appello a denunciare a tutti gli imprenditori e gli esercenti che vivono ancora adesso stretti dalle maglie del racket. L'azione delle forze dell'ordine e dell'autorita' giudiziaria e il perseverante lavoro nel territorio condotto dalle associazioni hanno creato una rete di soggetti in grado di offrire competenze, tutele e schermo necessari affinche' un operatore economico possa denunciare in sicurezza".
Tratto da: Adnkronos














