23 novembre 2012
Palermo. ''Liberi tutti!'' è un gioco che diventa anche un auspicio nell'ultimo libro del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, così intitolato. ''Avere la consapevolezza di un fenomeno rende già più liberi - ha detto il procuratore alla presentazione del suo libro a palazzo Branciforte a Palermo - Per 12 anni sono stato sostituto procuratore a Palermo, quando ancora si discuteva dell'esistenza della mafia e c'era chi la definiva un'organizzazione di bande criminali o la faceva risalire a un problema antropologico connaturato alla natura dei siciliani''. ''Poi, solo dopo Buscetta - ha spiegato - sono arrivate le prime chiavi di lettura del fenomeno. Con le sue rilevazioni chiarisce che cosa nostra e' un'organizzazione criminale che ha dei consiglieri comunali organicamente inseriti in totale riservatezza al suo interno, e che costituiscono quasi patrimonio esclusivo del capomafia, sempre a sua disposizione''. ''La mafia - ha aggiunto Grasso - non è solo criminalità violenta ma relazioni esterne, con persone che costituiscono la sua vera forza e che fanno da intermediari con la società, dando dignità all'organizzazione; un capomafia come Riina non avrebbe mai potuto riciclare capitali mafiosi senza dei commercialisti o dei politici in grado di costituire un comitato d'affari per cosa nostra''.
ANSA















