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| Cronache Italia

"Il festival a casa del boss" dal 21 maggio in libreria

Super User

di Pietro Nardiello
Il Festival dell’Impegno Civile è l’unica rassegna italiana interamente realizzata nei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il giornalista Pietro Nardiello, ideatore del progetto, con questo libro accende un riflettore sulle motivazioni del Festival, i retroscena, le difficoltà, le speranze e le gioie, nate in questi luoghi confiscati, dove si tenta ogni giorno di  costruire un’Italia diversa.
Il progetto del Festival, fortemente voluto dal Comitato don Peppe Diana, si ispira ai valori e ai principi del sacerdote assassinato dai camorristi a Casal di Principe. “Per amore del mio popolo non tacerò”. Il libro, pubblicato dalla Phoebus Edizioni, racconta le voci di questo popolo che continuano a parlare ai giovani, agli anziani, alle donne, ai bambini di questi territori martoriati, anche attraverso un Festival, fatto tutto, a casa del boss.
Una vittoria innanzitutto culturale, psicologia, fisica, concreta, reale: “A casa del boss“ si organizzano spettacoli di teatro, di musica, incontri di letteratura e dibatti sui temi della legalità, dell’antimafia, della politica, della cultura, dell’impegno civile. Il libro Il Festival a casa del boss è il racconto di una utopia concreta, del riscatto culturale di tutti i nostri non luoghi.
Il volume è arricchito da pregevoli considerazioni di importanti testimoni sociali, come il giudice Lello Magi, il procuratore Cafiero de Raho, Isaia Sales, Peppe Barra, don Aniello Manganiello, Antonietta Rozera e un’intervista impossibile di don Peppe Diana.

Interviste:
Francesca Ghidini  intervista il giudice Lello Magi;
Stefano Corradino intervista il procuratore Cafiero De Raho;
Vito Faenza intervista Isaia Sales;  
Mariagrazia Poggiagliolmi intervista Peppe Barra,
Armida Parisi intervista don Aniello Manganiello,
Michela Monti  intervista la prof.ssa Antonietta Rozera,
Valeria Palumbo intervista don Peppe Diana

Diritti d’autore: Saranno devoluti in beneficenza all’associazione “Resistenza Anticamorra”, coordinata da Ciro Corona, per la realizzazione a Scampia di un ristorante pizzeria sociale dove lavoreranno giovani del territorio, ragazzi minorenni in attesa di giudizio e condannati a scontare pene alternative al carcere.


ISBN 9788886816618
NARDIELLO Pietro,
Il Festival a casa del boss.
Casalnuovo di Napoli, Phoebus, 2012,  p.240
(Città asociale, 1), € 14,00.


Pietro Nardiello è un giornalista free lance.
Collabora con Articolo 21 e la redazione napoletana di Repubblica, ha partecipato all’antologia “Strozzateci Tutti”, che si è aggiudicata il Premio giornalistico “Paolo Giuntella 2010”. E’ autore della trasmissione di radio Rai Tre Parole Fuori dal Vulcano. In passato ha collaborato con il DRI-Ente Interregionale, Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’organizzazione di eventi

Il Festival dell’Impegno Civile è l’unica rassegna italiana interamente realizzata nei beni confiscati alla criminalità organizzata. Il giornalista Pietro Nardiello, ideatore del progetto, con questo libro accende un riflettore sulle motivazioni del Festival, i retroscena, le difficoltà, le speranze e le gioie, nate in questi luoghi confiscati, dove si tenta ogni giorno di  costruire un’Italia diversa.
Il progetto del Festival, fortemente voluto dal Comitato don Peppe Diana, si ispira ai valori e ai principi del sacerdote assassinato dai camorristi a Casal di Principe. “Per amor del mio popolo non tacerò”. Una vittoria innanzitutto culturale, psicologia, fisica, concreta, reale: “A casa del boss” si organizzano spettacoli di teatro, di musica, incontri di letteratura e dibatti sui temi della legalità, dell’antimafia, della politica, della cultura, dell’impegno civile. Il libro Il Festival a casa del boss è il racconto di una utopia concreta, del riscatto culturale di tutti i nostri non luoghi.
Il volume è arricchito da pregevoli considerazioni di importanti testimoni sociali, come il giudice Lello Magi, il procuratore Cafiero de Raho, Isaia Sales, Peppe Barra, don Aniello Manganiello, Antonietta Rozera e un’intervista impossibile a don Peppe Diana.