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Oggi sono 15 anni dalla morte di Attilio Manca

ROMA. A 15 anni dalla tragica morte del medico Attilio Manca, le indagini sono tutte da rifare. Il mio pensiero oggi va alla sua famiglia, alla sua coraggiosa mamma, e a tutto il mondo dell'antimafia che continua a cercare la verità. Così Giulia Sarti, Presidente della Commissione Giustizia della Camera e deputata del MoVimento 5 Stelle, in occasione dell'anniversario della scomparsa del brillante e giovane urologo in merito alla quale esistono, inascoltate - precisa Sarti - le dichiarazioni inquietanti di diversi pentiti di mafia tra i quali Giuseppe Campo, Stefano Lo Verso, Michele Setola e Carmelo DAmico, ritenuti attendibili nei processi a Cosa nostra in diversi tribunali del Paese. E una vicenda sulla quale la Procura e il Tribunale di Viterbo - Manca fu trovato senza vita nel suo appartamento della cittadina laziale - hanno svolto un lavoro lacunoso, come ho ampiamente documentato nella mia relazione di minoranza nella Commissione Antimafia della scorsa legislatura. Se tutt'oggi è passata la versione ufficiale della morte da overdose, per una persona che non usava droghe, e se è stato possibile costruire a tavolino il momento presunto della morte, non compatibile con molti riscontri oggettivi, allora dobbiamo concludere che in troppi ancora vogliono ostacolare la verità. L'inchiesta va riaperta e spero che l'attuale Commissione Antimafia posso riparare agli errori della precedente, conclude Sarti. Il medico siciliano fu trovato morto nella sua casa di Viterbo l'11 febbraio del 2004. I familiari non hanno mai creduto al suicidio ma ritengono che l'urologo sia stato ucciso per aver operato (o aver assistito all'operazione) del boss Bernardo Provenzano a Marsiglia.

ANSA

Foto © Imagoeconomica

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