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borsellino paolo c shobha 3Camassa e Russo ascoltati in Commissione Antimafia
Roma. "Io e il giudice Alessandra Camassa andammo a trovare Paolo Borsellino dopo la strage di Falcone, a fine giugno, ma non ricordiamo il giorno esatto. A un certo punto si buttò sul divano, si mise a piangere e disse 'un amico mi ha tradito'. E' il mio grande rimpianto quello di non aver detto "Scusa Paolo, cosa è successo? Lui stava cedendo fisicamente e psicologicamente". A rievocare questo drammatico momento è stato il magistrato Massimo Russo, in audizione in commissione Antimafia. "Da 25 anni mi faccio questa domanda: chi ha tradito? Da 25 anni penso a questa vicenda e alla vicenda Rino Germanà", il superpoliziotto che collaborava con Borsellino e che nel '92 si salvò da un attentato. "Posso aver una idea ma non ho nemmeno banali indizi per esporla", ha proseguito Russo. Camassa, rispondendo alle domande della presidente Bindi, ha detto di non essersi fatta un'idea di chi fosse l'amico che tradì Borsellino. "Per me fu strano che si fosse lasciato andare: premesso che era in una fase difficilissima della sua vita, vederlo piangere davanti ad una donna mi fece particolare impressione. All'epoca pensai che doveva essere qualcosa di personale, nessuno di noi due gli chiese chi fosse questo soggetto. Fui quasi imbarazzata di questo momento personale di sfogo. Certamente si doveva trattare di una persona autorevole. Aveva grandi rapporti di amicizia con le forze dell'ordine o poteva essere un collega, doveva essere qualcuno con cui lavorava anche se l'atteggiamento era di delusione umana". "Non ritenni, probabilmente sbagliando, di raccontarlo subito, non ci sembrò un fatto investigativo. Rimanemmo interdetti dallo sfogo umano, avevamo 20 anni meno del dottor Borsellino, la considerammo una debolezza che ci imbarazzò, lui con noi era affettuoso ma col distacco dell'età", ha proseguito Camassa. "Poi quando si scrisse che la presunta trattativa avvenne in giugno, raccontai questo episodio al dottor Lari (procuratore generale di Caltanissetta) che tre giorni dopo mi convocò. Se ci avessero sentito subito l'avrei raccontato subito”.

ANSA

Foto © Shobha