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Via Torricelli, via Napoli, nel quartiere di Pianura del capoluogo campano. Uno scooter, due uomini in sella e un'auto. Un battibecco e poi il sequestro. Queste le tracce, le uniche per ora, di quanto è accaduto il 28 giugno a Pianura, quartiere dell'area occidentale di Napoli, dove è scomparso Andrea Covelli, 26 anni. Già il giorno dopo i familiari hanno organizzato un blocco stradale per accendere i riflettori sulla vicenda che, per gli inquirenti, affonda le radici in una faida di Camorra tra bande che si contendono il territorio. Covelli non ha legami con la malavita, a differenza del fratello, ritenuto vicino al clan Carillo erede dei Pesce-Marfella, ma senza essere organico. "Devono fare queste cose con i loro pari, non con i bravi ragazzi. Vogliamo Andrea a casa, vivo o morto", l'appello della mamma che ha anche raccontato che il figlio, che lavora in un autolavaggio della zona di Fuorigrotta, più volte era stato picchiato. Quando è scomparso, era uscito per comprare cornetti a un'amica e la donna riferisce di una tentata rapina di due che lo hanno avvicinato in scooter e prima gli hanno preso portafoglio e smartphone, e poi lo scooter, facendolo salire in sella al loro. Secondo gli investigatori, il ventiseienne conosceva i suoi sequestratori che sarebbero vicino ai Calone-Marsicano-Esposito. Le forze dell'ordine in queste ore stanno ricercando tracce anche con i cani molecolari nella zona della selva di Pianura e nel vallone dei Camaldoli. Le tensioni a Pianura sono alte. Da una parte c'è il gruppo Carillo di via Evangelista Torricelli, che ha preso l'eredità lasciata dai residui delle organizzazioni Pesce e Marfella; dall'altro lato il clan di via Comunale Cannavino, che fa capo ad Antonio Calone, al vertice degli eredi del gruppo Mele, che sarebbe stato già soppiantato dagli Esposito.

Foto © Imagoeconomica

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