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Impianto accusatorio confermato nel processo di appello che si è concluso a Napoli contro 21 presunti appartenenti al clan camorristico dei Moccia: i giudici della quarta sezione penale hanno ridimensionato le pene inflitte dal gup il 27 giugno 2019 e assolto, "per non avere commesso il fatto", Maria Favella (difesa dagli avvocati Dario Vannetiello e Teresa Sorrentino), figlia di Francesco Favella, considerato "un senatore" del clan, accusata di fare parte dell'organizzazione malavitosa. In primo grado, Maria Favella era stata condannata a nove anni di reclusione. Alla donna, durante i colloqui in carcere con il padre, vennero trovati e sequestrati dei "pizzini" con i quali "il senatore" intendeva portare al di là delle mura della casa circondariale alcuni suoi messaggi agli affiliati liberi. 

Foto © Imagoeconomica

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