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"La notizia degli arresti domiciliari concessi a Nunzio De Falco, mandante di omicidi tra cui quello di don Giuseppe Diana, per quanto possa rientrare nelle misure di legge, resta per noi molto sconcertante". Così in una nota il Comitato don Peppe Diana, nato dopo la morte del sacerdote e che da anni si occupa di gestire e valorizzare beni confiscati alla camorra. "La decisione dei giudici - prosegue il comunicato firmato dal coordinatore del Comitato, Salvatore Cuoci - ritorna come ingiustizia dinanzi alla memoria di don Diana e di tutte le vittime innocenti di Camorra. Soprattutto perché non c'è stata nessuna confessione, alcun pentimento, né richiesta di perdono alla famiglia. A tutti devono essere assicurate le cure mediche, ma crediamo che le carceri italiane siano attrezzate anche per gestire situazioni di salute gravi. Sapevamo e sappiamo che prima o poi i condannati scontano la loro pena, ma temiamo che segnali come questo possano essere di incoraggiamento per coloro che vorrebbero rigettare il territorio nella paura della camorra. I familiari vivono un danno perpetuo. Continueremo a essere vigili. Il Comitato don Peppe Diana e il coordinamento regionale di Libera sono vicini alla famiglia di don Peppe Diana".

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