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di AMDuemila
I Carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli hanno eseguito nelle prime ore della mattinata un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip ad esito di indagini della Dda partenopea, nei confronti di 16 persone per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, intestazione fittizia di beni ed altro, in quanto ritenuti appartenenti al clan camorristico Polverino, da oltre un trentennio operante nella zona di Marano, Quarto e comuni limitrofi della provincia di Napoli. E' la frangia del clan Polverino, organizzazione potente dal punto di vista militare ed economico, rimasta fedele al boss Giuseppe Polverino, detenuto, quella al centro di una indagine dei carabinieri coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Secondo l’inchiesta il clan avrebbe esteso la sua influenza anche nel capoluogo campano. Le indagini dei carabinieri avevano già portato il 2 maggio 2011 all'arresto di 57 persone e il 4 giugno 2013 di altri 69. Dopo la decimazione del clan, questa frangia si è trovata in contrapposizione armata contro gli Orlando. Le indagini abbracciano un arco temporale che va dal 2014 al 2017. Tra gli indagati figurano Vincenzo Polverino, reggente dell'organizzazione, e Michele Marchesano, che aveva compiti di gestione dell'immenso patrimonio immobiliare del clan, rispettivamente cugino e cognato del boss Giuseppe, figure apicali attorno alle quali si sono aggregati i fedelissimi del 'barone', come è chiamato il capoclan. Inoltre, ci sono anche Ciro Cappuccio e Armando Del Core, entrambi condannati in via definitiva all'ergastolo perché sicari nell'omicidio di Giancarlo Siani, il cronista ucciso la sera del 23 settembre 1985. I due, in carcere, non figurano tra i destinatari dell'odierno provvedimento cautelare, benché a loro carico siano stati raccolti elementi d'accusa su una loro trentennale affiliazione al clan Nuvoletta; le loro famiglie sono state mantenute prima dai Nuvoletta, e oggi da Polverino e dagli Orlando. Nel corso dell'operazione è stata data esecuzione al sequestro preventivo di due attività commerciali, un bar e centro scommesse a Marano di Napoli, del valore complessivo di 500mila euro, intestati a un prestanome ma di fatto riconducibili ad un affiliato del clan.

Foto © Imagoeconomica

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