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di Antonio Esposito
Ha spiegato nei dettagli e con il racconto di particolari inediti la nascita della faida di Forcella tra il gruppo della Paranza dei Bimbi e i Buonerba-Mazzarella. Si tratta di  Yassir Atid, un migrante legato al gruppo dei Giuliano che dopo essere arrestato nel maxi blitz del 2013 ha decis.o di pentirsi. Lo scorso anno per lui è arrivata una condanna a sei anni di carcere. I suoi racconti sono allegati sia agli atti del maxi processo contro il cartello criminale di Forcella degli Amirante-Brunetti. Giuliano-Sibillo sia  nell’ultima recente ordinanza di custodia cautelare che ha colpito il gruppo Buonareba “Capelloni” per l’omicidio del baby boss Emanuele Sibillo. Ecco parte dei suoi racconti:

“… ho voluto avere un incontro con la S. V. perché ho intenzione di avviare una collaborazione con la giustizia. Facevo parte del clan Guliano, radicato a Forcella, e collaboravo con Castellano Massimo, la persona uccisa. A capo di questo gruppo criminale vi è Peppe GIULIANO figlio di Gigino a Zecchetella, CETOLA Salvatore, i fratelli GIULIANO Antonio detto Toni o’ russ, e GIULIANO Luigi anche lui detto o’ russ oppure o ‘ cecchino, perché spara bene; Gigino “per esempio “, uscito da poco dal carcere, attuale reggente delle zone di Forcella, San Giovanni a Carbonara per conto dei Giuliano Luigi: in particolare Gigino “per esempio ” raccoglie le somme ritirate dalle piazze di spaccio e a titolo di estorsione dagli altri affiliati tra i quali GIULIANO Cristian figlio di o’ Barone, GIULIANO Nico quest’ultimo proveniente dai Quartieri
Spagnoli e figlio di Gemma. Altri affiliati, in quanto da me conosciuti personalmente, e comunque tutti da me riconoscibili in fotografia, ci sono Emanuele GIULIANO detto o’ relill. I fratelli SIBILLO Emanuele e Lino, con i loro affiliati Enzo Costagliola e Ciro Ciro fratello di o ‘ chicco, ovvero Ciro Brunetti, gestiscono i loro affari illeciti nella zona di San Gaetano e Largo Donna Regina e si riforniscono di cocaina da Pasquale
a’ caciotta di Forcella. Con i Giuliano hanno compiuto azioni di fuoco nel periodo della guerra a Forcella tra i Mazzarella ed i Giuliano. La guerra comincio ‘perché Emanuele Sibillo, affiliato al gruppo di o’ chicco ossia Manuel Brunetti e dei Giuliano, sparo’ insieme a Salvatore Amirante ad Emanuele Catino, un affiliato al gruppo di Sasa’ del Prete legato alla famiglia Mazzarella. In ogni caso, produco un manoscritto, da me
redatto, nel quale parlo dei fatti sin qui raccontati e di altri fatti delittuosi ascrivibili a quel clan e ai suoi componenti, come spiegherò in dettaglio.
( … }il conflitto a fuoco, nel maggio 2013, durante la guerra tra i Giuliano ed i Mazzarella, tra Sasa’ Marino che sparo’ per primo insieme a Castellano Massimo e Giovanni Cerbone, nipote del Castellano, e, dall’altra parte, GIULIANO Luigi e un altro ragazzo Antonio detto o’ pop. Fu Luigi Giuliano a rispondere al fooco. Il Castellano utilizzo’ una pistola cal. 9 modello P4, che ora possiede Emanuele Sibillo … ( … ) ….

“…Posso riferire del ferimento da parte di Emanuele Sibillo di un ragazzo algerino avvenuto nell’Estate del 2013 nel vico dove abita Sasa’ Marino, nel contesto della guerra contro i Mazzarella. Il probabile obiettivo ero io perché le persone presenti udirono lo sparatore che chiamava “Giuseppe” per far voltare la vittima. Il Sibillo Emanuele nego’ pero’ che ero io l’obiettivo su richiesta del Castellano Massimo”.

“…Riconosco la persona raffigurata nella fotografia n. 5, si tratta di Lino CATINO. Ha sempre spacciato con i fratelli, nella piazza di cui ho detto sopra, che ora gestisce da solo… Paga la settimana ai Giuliano, pari a 150 euro, per poter spacciare a Forcella… Manuel Brunettti detto
o’ CHICCO quando era libero era a capo del nuovo clan formatosi a Forcella. Essendo molto temuto, i suoi ordini erano ascoltati da tutti.E’ lui che ha guidato i Giuliano nella guerra contro i Mazzarella, conducendoli ala conquista del territorio di Forcella e della Maddalena… In assenza di o’ chicco, i piu’ pericolosi del clan sono, nell’ordine, Giovanni CERBONE per conto degli alleati Rinaldi, i fratelli Sibillo Emanuele e Lino, i componenti della batteria di fuoco dei Brunetti, ovvero due giovanissimi di 15 e 18 anni, quello di 15 anni e’ nipote di Nicola Sequino, ed i componenti della batteria di fuoco dei Giuliano, ovvero praticamente tutti i Giuliano, fratelli e cugini tra di loro, tra i quali Nico Giuliano, Antonio Giuliano, Luigi Giuliano, i quali covano vecchi rancori verso i Mazzarella per aver subito tanto da loro… I Sibillo a livello di sistema sono piu’ importanti e temuti dei Giuliano. Fu Emanuele Sibillo ad iniziare la guerra contro i Mazzarella proprio sparando a Catino. I Giuliano, i Sibillo, i Brunetti ed i Rinaldi, tra loro alleati, si sono suddivisi i territori di Forcella e dintorni e nelle zone di competenze ricavano direttamente i loro proventi illeciti.  I Sibillo controllano le zone di San Biagio dei Librai, Largo Donna Regina fino a piazza Bellini. Se mi fosse mostrata una mappa sarei in grado di delimitare meglio le zone… Lino Sibillo ha lo stesso rango del fratello Emanuele, il quale tuttavia è piu’ rispettato per aver iniziato la guerra contro i Mazzarella. Durante la guerra Emanuele Sibillo dormiva a casa di Toni Giuliano. Lo so perché in quel periodo lavoravo alla salumeria in via delle Zite e loro mi chiedevano se la situazione era tranquilla. Una volta mi chiesero prima del giugno 2013 di portare una pistola a Emanauele detto o’ relill. Mi dissero che era una pisola calibro 9, ma io mi sottrassi a questo incarico rispondendo che non era cosa per me…La ragione della gambizzazione di Sibillo Vincenzo, padre di Emanuele e Pasquale, fu una vendetta dei Mazzarella perché Sibillo Emanuele aveva in precedenza sparato a Catino Emanuele … ( .. .) …il tentato omicidio di Catino Emanuele, per come ho già riferito, è stato commessoda Emanuele Sibillo, quale esecutore materiale, ossia colui che ha sparato, una volta condotto sul posto da un motorino guidato da Sasa ‘Amirante. I due seguirono Catino Emanuele mentre viaggiava in una autovettura Toyota IQ di colore bianco e, raggiuntolo all’altezza della zona denominata Sotto Anticaglia, dalleparti di Via Sapienza, se non erro, l’Emanuele Sibillo gli sparò. Catino Emanuele era in auto con il fratello Ciro. La causale fu che Catino Emanuele, in quanto affiliato ai Mazzarella, non voleva dare 1000 euro per un debito che aveva con Emanuele Sibillo. In realtà tale richiesta di 1000 euro era solo un pretesto per il Sibillo per iniziare la guerra contro i Mazzarella “.

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