Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

polizia-web427 giugno 2014
Caserta. La Squadra Mobile di Caserta ha arrestato Giuseppe Manno, pregiudicato di 52 anni, ritenuto affiliato al clan dei Casalesi-gruppo Bidognetti. L'uomo è stato arrestato nella serata di ieri, a Frignano, nel casertano, a seguito di proungati servizi di osservazione e pedinamento degli agenti, diretti dal vice questore aggiunto Alessandro Tocco. Manno era destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Napoli a seguito di una condanna definitiva a 6 anni e 11 mesi di reclusione per associazione mafiosa, estorsione e illecita concorrenza, delitti aggravati dal metodo mafioso e dal fine di agevolare il clan dei Casalesi. Secondo le indagini coordinate dalla Procura Antimafia di Napoli, Manno, già ritenuto contiguo al clan Bardellino, insieme ad altri quatro affiliati, tra il 2006 e il 2007, al fine di procurare profitto a due società operanti nel settore pubblicitario a loro riconducibili, si sarebbe reso responsabile di atti intimidatori nei confronti di numerose ditte operanti nel campo della cartellonistica pubblicitaria al fine di monopolizzare il settore, eliminando così la concorrenza ed alterando le naturali logiche di mercato. In particolare, il gruppo, al fine di acquisire e mantenere il controllo sull'attività imprenditoriale di affissione della pubblicità sul territorio della provincia di Caserta, avvalendosi del metodo camorristico, imponeva alle ditte concorrenti di non operare nella provincia e comunque entro i limiti territoriali controllati dal clan di riferimento, al fine di favorire le imprese ad esso contigue e quindi agevolare l'attività del medesimo sodalizio criminale.
Dalle indagini, suffragate anche dalle testimonianze delle vittime, è emerso che gli indagati, proprio per favorire le ditte operanti nel settore pubblicitario riconducibili al gruppo Bidognetti, una delle quali aveva come amministratore proprio Giuseppe Manno, si erano resi responsabili di ripetuti atti di intimidazione nei confronti dei concorrenti, tanto che, a partire dall'ottobre 2006, in breve tempo, erano state sbaragliate ed estromesse dal mercato tutte le altre aziende concorrenti. In alcune circostanze le minacce erano state rivolte anche agli operai delle ditte concorrenti addetti all'affissione, costretti talvolta a interrompere il loro lavoro e, in un caso, anche aggrediti fisicamente. Neppure le denunce avevano arrestato le minacce, rivolte anche all'amministratore di una delle imprese vessate, affinché ritrattasse le dichiarazioni rilasciate alle forze dell'ordine circa l'appropriazione indebita dei suoi cartelloni pubblicitari. Inoltre, dalle indagini è emerso che il gruppo criminale aveva imposto ad alcune delle aziende concorrenti la cessione a titolo gratuito dei propri impianti di cartellonistica, impadronendosi dei cartelloni pubblicitari sui quali avevano sostituito le targhette identificative con autoadesivi con la scritta di inesistenti società. Manno, e gli altri responsabili, per tali fatti, nel 2007, erano stati già arrestati in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Dda di Napoli.

Adnkronos

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy

Stock Photos provided by our partner Depositphotos