Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

12 dicembre 2011
Napoli. Gli imprenditori mettevano a disposizione impianti e strutture societarie e il «clan del cemento» garantiva loro appalti e forniture di calcestruzzo anche attraverso l'appoggio di politici collusi. Nell'ambito dell'operazione «Il Principe e la (scheda) ballerina» i collegamenti tra Casalesi, politica e imprenditoria emergono in maniera chiara e i sequestri eseguiti oggi in Campania, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, per un valore di circa 100 milioni di euro, riguardano tra gli altri anche un ex assessore comunale, un assessore provinciale e tre imprenditori del Casertano, già destinatarie di provvedimenti di custodia cautelare in carcere. Presi di mira elementi ritenuti contigui alle fazioni «Schiavone» e «Bidognetti», accusati di reati associativi e di concorso in riciclaggio. Bloccati 180 beni immobili, tra cui una villa, appartamenti, terreni, autorimesse e locali commerciali, 10 società, 60 veicoli, tra auto di lusso e mezzi industriali, il tutto per un valore stimato in circa 50 milioni di euro. A questo vanno aggiunte polizze assicurative del ramo vita e numerosi conti correnti bancari e postali. Un'altra cinquantina di milioni di euro in beni mobili e immobili - tra cui una nota discoteca di Riccione - è stata sequestrata anche dal personale della Direzione Distrettuale di Napoli. Secondo quanto accertato dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta e dal personale della DIA partenopea - coordinati dal procuratore aggiunto di Napoli Federico Cafiero de Raho e dai sostituti Francesco Curcio, Giovanni Conzo, Antonio Ardituro ed Henry John Woodcock - le risorse pubbliche venivano assegnate a imprese compiacenti mediante aggiudicazione di appalti e gli imprenditori ricoprivano, stabilmente, un ruolo di riferimento per il clan di Casal di Principe nel settore della produzione e vendita di calcestruzzo. Gli imprenditori mettevano a disposizione del «clan del cemento» i propri impianti produttivi e le proprie strutture societarie allo scopo di ottenere, come contropartita, l'imposizione delle forniture di calcestruzzo prodotto dalle proprie imprese sui cantieri controllati. I provvedimenti «d'urgenza» rigurdano un ex assessore comunale e un consigliere provinciale di Caserta (Angelo Ferraro, 38enne di Casal di Principe e Sebastiano Ferraro, 44enne di Casal di Principe), Salvatore Capasso, 52enne di Casal di Principe, gli imprenditori Stefano Di Rauso, 71enne di Capua, Gaetano Iorio, 70enne di San Cipriano d'Aversa, Salvatore Iorio, 43enne di San Cipriano d'Aversa e Nicola Palladino, 55enne di Pastorano e, infine, un elemento di vertice dei Bidognetti, Alessandro Cirillo, di 35 anni, di Casal di Principe. Lo scorso sei dicembre l'operazione ha visto anche la presentazione di una richiesta d'arresto alla Camera dei deputati per il parlamentare Nicola Cosentino e, in veste di indagato, il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro.

ANSA

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy