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23 novembre 2011
Roma. Gestivano lo smaltimento illecito di rifiuti nel casertano con 'ramificazionì fino al basso Lazio, minacciando gli imprenditori di società 'sanè. A finire in manette nel casertano con l'accusa di associazione di stampo mafioso, sono stati Salvatore De Vita e Salvatore Belforte, del clan camorristico Belforte-Mazzacane. L'operazione, dei carabinieri del Noe di Roma coordinata dal colonnello Ultimo, chiude il cerchio della serie di diciotto arresti operati dai militari nel corso dell'anno per smantellare il clan dei Belforte, considerato il gruppo di fuoco dei Casalesi. Le vittime del clan, tutti imprenditori nel campo dello smaltimento dei rifiuti, venivano minacciate con armi e altri atti intimidatori ed erano costrette a pagare tangenti e cambiare etichette nel formulario dei rifiuti, da «pericolosi» a «non pericolosi». Chi non si adeguava, inoltre, veniva estromesso dagli appalti. L'inchiesta è stata coordinata da Maria Cristina Ribeira e Giovanni Conso.

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